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Bassetti e la scuola: “Importante stare a casa quando qualcosa non va”

Il virologo del San Martino di Genova augura un buon inizio d'anno a studenti e insegnanti: "Importantissime mascherina, distanziamento sociale e lavarsi le mani".

prima campanella

Liguria - Il virologo del Policlinico San Martino di Genova Matteo Bassetti ha voluto augurare buon inizio dell’anno scolastico a tutti gli studenti e agli insegnati, un anno scolastico che per via dell’emergenza Coronavirus sarà sicuramente particolare. “Buon inizio di scuola a tutti gli studenti e gli insegnanti. Si doveva iniziare e si è iniziato, almeno dove si è potuto e voluto iniziare - ha esordito così dalla propria pagina ufficiale Facebook volendo poi mettere in campo qualche riflessione specifica - “Vorrei fare qualche riflessione. Alcuni italiani (purtroppo molti) non hanno capito che se si hanno sintomi respiratori (tosse, febbre, naso che cola, malessere generale) bisogna stare a casa e non andare in giro o a lavorare. E invece c’è qualcuno che con questi sintomi va addirittura a fare assistenza sanitaria, senza le adeguate protezioni, agli anziani o anche in ospedale (ho la prova di quello che dico da alcuni contagi avvenuti recentemente). Questa dovrebbe essere la prima regola di convivenza civile al tempo della pandemia".

"E’ importante che ne sottolineiamo l’importanza, altrimenti qualcuno pensa che l’unica cosa importante sia la mascherina e con quella possiamo fare tutto - continua Bassetti. Si ribadisce quindi importanza dello stare a casa quando qualcosa non va (sintomi simili alla influenza stagionale), della mascherina (quando serve), del distanziarsi dagli estranei e del lavarsi spesso e bene le mani. La seconda osservazione è relativa alla quarantena. La Francia ha approvato i 7 giorni. A questo punto anche noi dovremmo adeguarci, magari con una soluzione di compromesso: 10 giorni senza tampone oppure sette giorni con tampone per poterla finire. Speriamo che il ministero cambi questa regola.
La terza osservazione è quella relativa alla necessità del doppio tampone negativo per poter essere “liberati” da una gabbia burocratico-sanitaria inutile. Le regole internazionali sono molto chiare. Basterebbe leggere i documenti OMS e CDC. Anche qui dovremmo cambiare per evitare di continuare a “segregare” gente per periodi troppo lunghi e probabilmente inutili. Occorre ottimizzare le risorse tendendo alla semplificazione.”

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