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Bassetti: "I numeri del Covid sono praticamente ininfluenti per la nostra salute pubblica"

Bassetti: "I numeri del Covid sono praticamente ininfluenti per la nostra salute pubblica"

Liguria - “Oggi ho notato con piacere che alcuni illustri colleghi catastrofisti fino a qualche settimana fa, hanno fatto marcia indietro, mitigando i toni. Sono molto contento di questo e lo apprezzo. Chi fa informazione medico-divulgativa sul Covid dovrebbe avere in questa fase molta calma, una certa dose di ottimismo e molta prudenza. Cosa sta succedendo?” – è quello che si chiede il virologo Matteo Bassetti del Policlinico San Martino di Genova in una lunga riflessione pubblicata sul proprio profilo Facebook – “L’aumento dei contagi, per fortuna non dei malati è reale, ma è più alto in numeri che in percentuale perché stanno ovviamente e giustamente aumentando i tamponi.

Il numero dei contagi è simile a quello della prima quindicina di marzo, ma la percentuale di contagi sui tamponi fatti è 10-15 volte inferiore.
Morti, ricoverati e terapie intensive non sono neppure paragonabili a quelli di inizio marzo. C’è un leggero aumento di ricoverati, non di decessi (che peraltro si riferiscono a persone ricoverate settimane o mesi prima), ma i numeri sono decisamente inferiori a quelli di quei giorni e il trend degli ultimi 3 mesi è stabilmente basso. Questi numeri dal punto di vista socio sanitario sono praticamente ininfluenti per una salute pubblica come la nostra.

Gli ospedali in questo momento sono “tranquilli”, pochi ricoveri, pochissime terapie intensive, pochi contagi in ospedale. Chi ha altri problemi di salute, necessità di fare interventi, cure, controlli, può andare senza problemi. Sembra banale, ma invece è un dato fondamentale, da ripetere mille volte perché alcune evidenze scientifiche mostrano un aumentano di mortalità cardiovascolare quasi triplicata per il fatto che le persone evitano di recarsi in pronto soccorso per paura di contrarre un virus, che attualmente a livello ospedaliero è sparito.

E’ comunque necessario tenere la situazione sotto controllo, continuando a prevedere alcuni obblighi/raccomandazioni (mascherina nei luoghi chiusi ed in quelli aperti sovraffollati) e altre precauzioni a tutti note, ugualmente efficaci

Bisogna fare i salti mortali per aprire le scuole e lasciarle aperte con distanziamento, mascherine (solo prima di entrare in classe) e investimento nella medicina scolastica. A proposito di mascherine sembra assurdo che gli stessi bambini che hanno giocato tutta l’estate sulle spiagge o in piscina con i loro coetanei senza mascherine ora debbano metterle per stare in classe. Al di là della efficacia del provvedimento, credo che sia un problema di sostenibilità e buon senso.

I numeri ci dicono che l’Italia ha gestito la situazione in maniera ottima. Siamo stati il primo paese europeo (ed il secondo mondiale, dopo la Cina) colpito da questa pandemia eppure ne siamo usciti con numeri in parte simili ed in parte migliori di molti altri paesi che hanno avuto tempo di vedere cosa stava succedendo e prendere le precauzioni. Per una volta si può essere orgogliosi della nostra reazione come paese. Gli aumenti degli infettati di questi giorni sono molto inferiori a quelli di altri paesi europei, evidentemente stiamo continuando a controllare bene.

Da notare che attualmente ci sono differenze nel contagio
fra le varie regioni, più al centro-sud e meno al nord.
Ad esempio la mia Liguria che ha pagato un numero di infezioni ricoveri e di morti molto elevato, ha una situazione attualmente assolutamente tranquilla, stabile e con contagi molto bassi: siamo a 20 ricoveri totali verso gli oltre 1300 nella fase pandemica, con morti praticamente azzerati e con terapie intensive vuote verso 179 del picco cioè più molto poco o quasi niente e questo trend lo osserviamo da oltre tre mesi, non da 3 giorni.

Infine relativamente alla possibilità di reinfettarsi nuovamente dopo vari mesi dalla prima infezione occorre dire che al momento sè stato riportato un unico caso ad Hong Kong pubblicato nei giorni scorsi su Clin Infect Dis. Occorre molta cautela nell’interpretazione di questo caso anedottico e vigilare sul’immunità per stabilire per quanto tempo duri. L’aspetto positivo è che in questo caso la prima infezione è stata sintomatica, la seconda invece totalmente asintomatica. Proviamo a coglierne l’aspetto positivo".

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