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A colpi di atti pubblici Regione vuole la soluzione per le autostrade

Toti: "Cercheremo anche di metterci attorno a un tavolo con ministero e società concessionaria per contare i danni arrecati a tutta la regione". Anci Liguria, Confindustria e Camera di commercio: "Così non si va avanti, situazione surreale".

"Chiederemo i danni"
A colpi di atti pubblici Regione vuole la soluzione per le autostrade

Liguria - Una nuova ordinanza dalla Regione Liguria per le autostrade al fine di ottenere un piano di manutenzione. "Non possiamo aggiustare le gallerie tutte insieme, perché è un rischio per tutti, un danno per tutti i cittadini e la lesione di un diritto costituzionale. Il piano dovrà avere garantire sicurezza strutturale e funzionale, dovrà inoltre contenere l'analisi dettagliata dei flussi di traffico attuali e stimati nei diversi scenari. Il piano dovrà esserci comunicato entro 36 ore". Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al termine dell’incontro in videoconferenza con una delegazione di Sindaci, le Camere di Commercio e le Autorità portuali sul tema della viabilità ligure.
"Spiace - ha aggiunto - dover ricorrere ad atti pubblici. Con una lettera chiederemo, in accordo con i sindaci e le realtà economiche, al Ministero delle Infrastrutture e alla società concessionaria in base alle proprie competenze si unirsi ad un tavolo per quantificare il danno economico stimato in tutti i sensi: biologici, economico diretto, indotti, di immagine. Vogliamo che la Liguria e i suoi cittadini vengano rimborsati. Inoltre abbiamo dato incarico all'ufficio legislativo della Giunta di predisporre un disegno di legge che contenga gli stessi principi dell'ordinanza, appena firmata, nel caso venisse impugnata. Questa vicenda è surreale. Rischiamo che i tempi vadano ben oltre il 10 di luglio. Stiamo semplicemente chiedendo che la rete venga messa in sicurezza con un mostruoso ritardo e che venga elaborato un piano, a chi ne ha competenza, al fine di ottenere la gradualità degli interventi. A fronte di continuate e reiterate risposte mancate e la paralisi non ci resta che proseguire la strada formale. Speriamo di ottenere risposte sostanziali".
E' intervenuti anche il presidente di Anci Liguria e sindaco di Genova Marco Bucci: "Parlo a nome di tutti i primi cittadini liguri. Più di un mese fa ad Autostrade e al Mit abbiamo chiesto un programma per avere un fine lavori al 30 giugno e al 1° luglio due corsie per carreggiata dalle 6 del mattino alle 22. Così facendo ci sarebbe il margine adeguato per le ispezioni. Siamo andati avanti ma poi da Autostrate e Mit è arrivata la comunicazione che non potevano farlo. Allora abbiamo chiesto la proroga al 10 luglio al fine di avere da quella data in poi due corsie libere per ogni carreggiata. Se questo si avverasse potrebbe essere una soluzione. Lo chiediamo fermamente e domani ne parleremo con il ministro. Chiederemo anche l'attenzione da parte di Anas e che ci sia coordinamento dei lavori sia sulle autostrade che sulle provinciali. Se si fa un lavoro su una strada Anas deve esserci un'alternativa e viceversa. Abbiamo l'esigenza anche tempi e modalità certe per il visto di viabilità del nuovo ponte di Genova".
L’assessore allo Sviluppo Economico Andrea Benveduti ha sottolineato che “è il momento di farsi sentire in modo forte e deciso, di fronte a questa situazione insostenibile. Iniziamo con questo provvedimento di buon senso, avviando subito tutti gli ulteriori interventi che si possono mettere in campo: non ci sono più alibi, non c’è spazio per temporeggiare. Oltre a questo, è indispensabile avviare le grandi opere che sono pronte a partire, in primis la Gronda autostradale. Fare sviluppo economico in questa situazione sta diventando impossibile, quasi una presa in giro”, conclude Benveduti.

A sposare la "linea dura" della Regione anche la Camera di Commercio di Genova e la Confindustria genovese. “Condividiamo in toto la posizione di Regione Liguria - ha dichiarato Attanasio presidente della Camera di Commercio di Genova -. Abbiamo partecipato al tentativo bonario di applicare buon senso per mettere in sicurezza le nostre autostrade. Se questo ulteriore tentativo fallirà, la nostra risposta sarà alta e forte”.
“Fa rabbia vedere che abbiamo un blocco su tutta la rete autostradale ligure e intorno a Genova per una circolare del 1967, mentre prima si era intrapresa una strada diversa - ha aggiunto Mondini di Confindustria Genova -. Improvvisamente, da metà maggio, tutto si è fermato. Per un anno e mezzo tutta la città e le sue forze imprenditoriali e istituzionali si sono spese dopo il crollo di Ponte Morandi per evitare che le aziende lasciassero Genova e ce l’abbiamo fatta perché Genova e la Liguria hanno avuto una grande credibilità, dimostrando che il nuovo ponte sarebbe stato ricostruito nei tempi previsti. Oggi fatichiamo e non so più cosa raccontare per convincerli a rimanere. Non possiamo firmare questa ordinanza ma lo faremmo volentieri perché siamo completamente allineati e sono convinto che la firmerebbero anche tutte le Confindustrie del nord ovest e non solo”.

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