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Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Ottobre - ore 19.04

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"Terapie intensive, abbiamo spazio. Occupato solo 15 per cento"

Didattica a distanza, palestre, controlli, il punto di Toti. "Grande attesa per i tamponi? A volte succede, ma la mole di lavoro è immensa".

"Una settimana a casa, una a scuola"

Liguria - Consueto aggiornamento su Covid-19 e dintorni per il presidente Toti, tra situazione ligure e interlocuzione col governo. I numeri del contagio sono in crescita in tutta Italia, Liguria compresa, ma quelli spezzini portano flebili per quanto piacevoli segni meno, e sugli attuali positivi, e sui ricoverati positivi al coronavirus. “A Spezia si conferma sotto controllo il cluster dell'Umbertino che tanto ci ha tenuto impegnati a inizio settembre – ha affermato il presidente -. A livello regionale crescono gli ospedalizzati. La maggior parte di loro non sono gravi, come mi spiegano i medici. Ed è bene far chiarezza sulle terapie intensive: nella nostra regione possiamo averne oltre 250, questo l'ammontare qualora attivassimo la fase di emergenza. Quindi ora è occupato il 15-18 per cento del totale, abbiamo ampissimo spazio”.

“Grande attenzione, ma il fenomeno è meno grave e drammatico”
“Nelle prossime ore – ha ricordato Toti – entrerà in azione quel sistema di tamponi e tracciamento sottoscritto con i medici di famiglia, che si faranno carico di una parte di pazienti meno gravi, che possono quindi essere curati a casa, anche usando medicine normalmente utilizzate in ospedale. Questo alleggerirà la situazione sia perché le persone potranno stare al domicilio, sia perché ci saranno meno letti occupati”. Il gov ha affermato che l'attuale fase pandemica va tenuta “sotto controllo, no a sottovalutazioni. Ma ci troviamo di fronte a un fenomeno un po' diverso per dimensioni, gravità e drammaticità rispetto a quanto abbiamo già vissuto”. E ancora: “Lunga attesa per essere ricontattati per i tamponi? È vero, in alcuni casi è stato così. Ma bisogna capire che gli uffici hanno un volume di lavoro enorme. Oggi contiamo 464 nuovi positivi, immaginiamo che ognuno conti 10 contatti stretti, ed è una stima al ribasso... 4.640 persone da contattare. Un lavoro improbo, gli uffici sono all'opera giorno e notte”.

Richieste al governo
Fitta interlocuzione istituzionale nelle scorse ore. “Come Regioni – ha continuato Toti – ci siamo lamentati col governo perché le nostre osservazioni sono state accolte pari a zero. I presidenti sono indispettiti, senza differenze politiche e geografiche. Le Regioni al governo hanno chiesto di preservare la scuola e chi lavora, che ha già subito molti danni e non può permettersi di subirne altri. Anticipare ancora le chiusure dei bar? Pensiamo che vada bene così, con divieto di asporto di alcol e di assembramento davanti ai locali, ma ovviamente c'è l'invito alle attività perché rispettino con estrema attenzione le regole”. Idee chiare sui controlli: “Servono uomini, lo Stato ce ne mandi di più oppure dia agli enti locali le risorse per assumerli. Personale da dedicare ai controlli nelle zone della movida, nei centri città di Genova e Spezia, alla darsene di Savona, in modo da dare una mano ai locali a tenere ordinato”. Ragionamento in corso su eventi, manifestazioni pubbliche e congressi “ma cercheremo di mantenere fiere e mercati rionali”. Le palestre? “Non è sport di contatto, mi auguro possano restare aperte”. Sempre guardando a Roma: "Abbiamo chiesto di semplificare le regole di assunzione per gli specializzandi di medicina in modo da impiegarli nei reparti, nei drive-through o negli uffici di prevenzione. Questo ora non si può fare per colpa di regole un po' ottuse".

Didattica a distanza a rotazione, l'idea spiegata bene
“Come Regioni – ha continuato il presidente – siamo tornati a proporre al governo, e speriamo domani di poterci confrontare in merito col ministro Azzolina, l'attivazione della didattica a distanza per gli ultimi due anni delle scuole superiori, a rotazione. Cioè una settimana a casa e una a scuola, o due giorni a casa e due a scuola, ad esempio. Parliamo di ragazzi di 17, 18, 19 anni, persone autosufficienti che non hanno bisogno dei genitori a fianco per seguire le lezioni”. Infine l'augurio di una buona serata “magari senza tavolate da trenta persone”. In attesa di un ulteriore Dpcm che, come suggerito da Toti stesso, potrebbe arrivare già nelle prossime ore (molto probabilmente, al più tardi, lunedì) e cesellare ulteriormente le regole per affrontare la seconda ondata. L'orientamento governativo, a quanto si apprende, sarebbe andare a stringere ulteriormente sugli sport, stoppando ad esempio palestre e piscine e sport di contatto dilettantistici.

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