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Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Novembre - ore 22.12

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“In Liguria aumenta il personale sanitario positivo”

Cisl Medici: "La seconda ondata ha trovato il sistema regionale fermo a maggio senza che si sia cercato di anticipare e implementare le organizzazioni partendo dalle assunzioni. allo sviluppo di una rete e di percorsi extra-ospedalieri".

"strutture a rischio"

Liguria - “In Liguria nonostante i proclami delle istituzioni, la situazione sta precipitando. Molti colleghi e personale sanitario si stanno positivizzando e queste assenze in reparti dove la grave carenza cronica è da anni la regola, rende quasi impossibile coprire i turni di lavoro. Questa seconda ondata – prevedibile – ha trovato il Sistema Regionale fermo a maggio senza che si sia cercato di anticipare e implementare le organizzazioni sanitarie a partire dall’assunzione di personale, allo sviluppo di una rete territoriale e di percorsi ben definiti per la gestione delle cronicità sul territorio al di fuori degli ospedali e delle patologie acute Covid o non Covid correlate in strutture ospedaliere riorganizzate e attrezzate ad accogliere i cittadini in maniera sicura ed efficiente e con il minor rischio di contagio possibile per il personale”: lo ha annunciato Elisabetta Tassara, Segretaria Generale Cisl Medici Liguria.

“E se questo trend epidemiologico continuerà la sua ascesa vista la stagione invernale alle porte, qui in Liguria molte strutture saranno messe in ginocchio col rischio di non poter garantire le cure essenziali alla popolazione – prosegue – Su una situazione già critica e di preoccupazione per tutti gli operatori sanitari, arrivati sfiniti dalla gestione della precedente ondata, si è abbattuta la circolare inviata a tutte le Aziende dal Commissario Straordinario di Alisa, Dr. Locatelli, con cui invita tutti i DG delle ASL e AO a non concedere ferie e permessi a vario titolo, compresi quelli previsti dalla Legge 104 (di cui non dimostra la conoscenza), dato l’alto tasso di contagio tra i dipendenti”.

“Dopo non aver preso alcun provvedimento nel periodo estivo, scotomizzando il virus per varie ragioni, rimandando ogni decisione necessaria ad ovviare alla mancanza di organizzazione, di personale (messe ampiamente in luce dalla prima fase pandemica) e correndo ai ripari prevedendo e disponendo l’attivazione di misure atte a contenere la annunciata emergenza autunnale, adesso, che ci accorgiamo che gli ospedali traballano e il virus corre, la prima soluzione è stata quella di vietare al personale, ferie e permessi, come se fossero irresponsabili che abitualmente sguarniscono i reparti per assentarsi contemporaneamente”.
“Invece di continuare a vessare i lavoratori che hanno consentito di superare la prima fase pandemica lavorando alacremente, senza risparmio e gravi rinunce, ripiombati nuovamente nello stress della seconda ondata, è venuto il momento di prendere atto che non si può attendere: è tempo di decisioni e di attuazioni straordinarie, per i lavoratori ma in primis per i cittadini – conclude – E’ tempo di servizi sul territorio, è tempo di riorganizzazione ospedaliera. E’ tempo di garantire un contingente di personale tale da consentire ritmi di lavoro dignitosi e quindi una diminuzione del rischio clinico, che con un personale sfinito e demotivato inevitabilmente aumenta”.

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