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Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Gennaio - ore 21.58

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"Il metodo di divisione in aree del Paese si dimostra un successo"

"Ma non abbassiamo la guardia"

Liguria - La Liguria torna in zona gialla dalla mezzanotte di sabato. “Merito di tutti i cittadini della Liguria che si sono comportanti con attenzione e zelo e di tutto il sistema sanitario regionale. Credo sia un successo del metodo di divisione per aree del Paese, che io ho sostenuto dal primo minuto”. Giovanni Toti conferma, dopo che l'annuncio era già arrivato via social, la notizia che tutti aspettavano. La Liguria abbandona la fascia arancione, di rischio intermedio, e torna in fascia gialla, quella di rischio basso. Non un via libera, alcune limitazioni continuano ad essere in piedi e non viene meno l'invito alla massima prudenza, all'uso dei dispositivi di protezione individuale, ad evitare gli assembramenti e all'igiene delle mani. “Il risultato di questa sera non è acquisito per sempre, ma dovrà essere confermato dal serio comportamento di tutti noi”.

“Il picco dell'incidenza è stato superato quattro settimane fa, un trend coerente in tutte le province che hanno avuto un andamento piuttosto simile – spiega Filippo Ansaldi, responsabile prevenzione di Alisa -. Per quanto riguarda la pressione ospedaliera: abbiamo poco più di mille malati in media intensità, anche qui il trend è in discesa mentre per le terapie intensive siamo ancora al plateau. Ci sono i malati che si sono infettati nella prima parte di novembre, iniziano a vedersi i primi segnali di calo che ci aspettiamo nei prossimi giorni”.
Il professore mostra poi come la dinamica ed i tempi tra le introduzioni delle misure comunitarie e il calo di positivi e poi ricoveri sia molto simile tra la prima e la seconda ondata. “Alla Spezia l'ordinanza fu declinata nei primi giorni di picco, passate due settimane l'insorgenza dei sintomi inizia a decrescere”, mostra Ansaldi. Senza le misure prese, secondo le stime di Alisa, i pazienti in media intensità avrebbero superato le 2mila unità.

“C'è una riduzione importante nei passaggi ai pronto soccorso, con una crescita dei malati non Covid. Questo ci spinge a cambiare la mission dei reparti, che rimodulano la propria attività ad una non-Covid. La stessa cosa succede, ma più lentamente, nelle terapie intensive. Rimarremo attorno alle 110 per ancora qualche giorno”, spiega Angelo Gratarola, responsabile dipartimento regionale emergenza urgenza. “Rimane assolutamente necessario il rispetto delle norme da parte dei cittadini, rischiamo sennò di mettere in crisi la tenuta del sistema sanitario”.

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