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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 02 Dicembre - ore 06.56

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"Cogliere il grido di dolore che arriva dagli ospedali"

Toti fa il punto: "Misure differenziate tra Genova e le province? Non ci sono i presupposti. La crescita degli ospedalizzati è omogenea ovunque".

Liguria zona arancione

Liguria - “Forse si poteva pensare meglio la decisione di tre giorni fa.... o quella di oggi. Ma ora non è il momento delle polemiche. E' il momento di rimboccarsi le maniche e cogliere il grido di dolore che arriva dai nostri ospedali, dai nostri medici e dai nostri infermieri”. Giovanni Toti commenta così nel consueto punto della pandemia in Liguria l'inserimento della regione nella fascia arancione di rischio da parte del Ministero della Salute. “Ci auguriamo che questi dati, anche grazie alle misure aggiuntive che saranno prese nei prossimi giorni, ci consentano di raffreddare la situazione in modo da permettere ai nostri commerciati di poter tornare a lavorare appieno nel periodo più importante dell'anno, ovvero quello natalizio. Non conosciamo i dettagli dei numeri che hanno portato alla decisione, posso pensare che tasso di ricoveri sia uno di questi ma vado a intuito. Il criterio di prudenza ci consiglia di evitare qualsiasi discussione in questo momento”.

Sui dati di oggi, il governatore vede “una crescita forse un po' meno elevata dei positivi rispetto a quanto gli stessi tecnici si sarebbero aspettati”. Ma il dato che preoccupa è ancora l'occupazione ospedaliera. “Una situazione che resta pesante, penso sia uno degli elementi decisivi della decisione presa da ISS e CTS”. A Genova la situazione più complicata, ma non per questo ci saranno misure differenti tra il capoluogo e le province della Spezia, Savona e Imperia. “Molti già nei primi minuti chiedono se ci saranno diversificazioni tra provincia e provincia: al momento non sembra ci siano le condizioni. Questo perché il numero di ospedalizzati e terapie intensive sta crescendo in maniera omogenea ovunque. E' un po' ritardo l'onda epidemica sulle province rispetto a Genova, ma ci aspettiamo che qui si stabilizzi la crescita mentre nei territori periferici cresca ancora per qualche giorno”.

"Cosa comporta - ha spiegato ancora Toti - il passaggio in zona arancione? Sono vietati gli spostamenti tra regioni e comuni se non per comprovate esigenze di lavoro, salute e necessità (ad esempio per il rientro al proprio domicilio di residenza) con l'obbligo di autocertificazione. Per i comuni piccoli, dove gli esercizi commerciali non sono sufficienti, gli spostamenti nei comuni vicini sono considerati necessari e quindi sono autorizzati. Chiudono i bar e i ristoranti anche a pranzo: sono consentiti solo l'asporto fino alle 22, ora in cui scatta il divieto di circolazione (per Genova, come già stabilito in precedenza, scatta alle 21), mentre per le consegne a domicilio non ci sono limitazioni di orario. Tutte le scuole superiori passano alla didattica a distanza. Chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi; rimangono chiusi, come già erano, musei e mostre, cinema e teatri, sale scommesse, piscine e palestre".

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