lettere a Cds-Una botta di fortuna
. Signor Sindaco.
Negli occhi e nel cuore di ognuno di noi le immagini e le
testimonianze provenienti dalla vicina Viareggio credo
facciano il solito effetto:
Amarezza, cordoglio, tristezza, lei meglio di me può
aggiungere le parole che possono meglio descrivere un
sentimento tale.
Come spezzini l'aver appreso la notizia come "...un treno
proveniente dalla Spezia" ha sicuramente amplificato la
nostra attenzione (e tristemente, come nota di agenzia, il
nome della nostra città è rimbalzato su cnn, bbc....e da
qui in tutto il globo) salvo poi apprendere che si trattava
di gergo ferroviario che indicava la tratta percorsa dal
convoglio.
E' da questo punto che mi permetto di fare una piccola
osservazione, e lungi da me l'idea di poter speculare su una
immane tragedia come quella di Viareggio per secondi fini.
Parlo da padre di famiglia, da spezzino. A scanso d'equivoci
da suo elettore.
Ho pensato a quel maledetto treno, l'ho pensato prima di
Viareggio. l'ho pensato sfiorare le case di Monterosso,
Vernazza, Manarola, Riomaggiore, uscire dalla galleria e
sfilare davanti a Rebocco, in una traiettoria che sfina via
Bezzecca e Fossitermi prima di lasciare la conca della
stazione centrale e passare Valdellora, e poi via Mazzetta,
Migliarina, il Termo, Vezzano e i suoi serbatoi militari....
Poi ho ripensato alle immagini del pronto soccorso
dell'ospedale della Versilia, nosocomio nel quale mio padre
è stato operato un anno fa, migrante della sanità per un
tumore.
Ed ancora il ricordo di sei, sette anni fa quando, con mia
figlia priva di sensi dovetti forzare a "scarpate" la porta
del pronto soccorso del S.Andrea, accolto, vista anche la
situazione ma solo dopo questo gesto, da personale
immediatamente disponibile ed un poliziotto altrettanto
comprensivo, in due stanzette tra il tossico in
escandescenze e chi ci stava lasciando le penne.
La discrepanza tra queste due immagini è quella che più
mi preoccupa.
Facciamo presto.
Quello che è capitato a Viareggio, l'immane sciagura che
è passata sotto i nostri occhi, viste le possibilità del
nostro sistema ospedaliero, suona, e mi vergogno a dirlo,
come una grossa, enorme, botta di culo della nostra
comunità.
E tutto questo non è giusto.
Con immutata stima
Paolo Peveri