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Un lettore: "L'ultima spiaggia e l'economia"
La Spezia - Il momento economico del Paese non è dei migliori, chi ha governato in questi ultimi 10/15 anni, tanto il centrodestra che il centrosinistra, non ha saputo dare una svolta decisa alla deriva da tutti temuta.
Che il Paese abbia, purtroppo, bisogno di una cura per rimettere in moto il volano dell’economia è indubbio ma, come si può iniziare questo viaggio se il bastimento resta con le cime ben annodate alle bitte del malcostume e della mancanza di buon senso?
Ovunque è in atto una rincorsa all’autoreferenzialità, al narcisismo di costume dove vengono sprecate energie nel cercare di dimostrare l’importanza del ruolo e pronosticando un mondo in rovina qualora si intervenisse sull’assetto dello Stato.
Tutto condito dalla speranza del Federalismo che , in verità, pur non interessando a nessuno, sembra l’ultima spiaggia, meglio dire l’ultima opportunità del bar sport sotto il campanile.
Se anche Burlando, che ha maturato esperienze sia amministrative che politiche , sostiene che le Province hanno finito la loro esperienza ed è necessario riversare i costi di gestione e di apparato nel portafoglio vuoto degli investimenti , siamo sicuri che dica una fesseria?
Forse è una delle poche cose importanti e serie che ha avuto modo di sostenere negli ultimi anni. Logicamente si può non essere d’accordo ma chi deve prendere le difese di questa Istituzione? Sicuramente se ragioni a sostegno esistono, non deve farlo il Presidente della Provincia che, con una caduta di stile, nelle giustificazioni espresse sembra voler solo dire. Allora cosa ci sono stato a fare?appunto ,si chiede il cittadino .
Il ruolo di coordinamento delle Province può essere svolto, con maggiore efficienza e minori costi, da Dipartimenti della Regione che , sotto una unica regia politica, sicuramente esalterebbero il controllo sulle progettazioni e sull’applicazione delle disposizioni.
In fin dei conti, pensiamo alla nostra Regione , un Dipartimento organizzato per il Levante e uno per il Ponente toglierebbero quattro organi spesso dediti solo alla spartizione di poltrone.
Se poi, insieme alla chiusura delle Province si avesse il coraggio di accorpare i Comuni , sarebbe un grande segnale che l’Italia ha raggiunto la maturità e forse anche i mercati avrebbero meno da temere i possibili tentativi di speculazione.
Sicuramente il pareggio di bilancio e il suo mantenimento nel tempo sarebbe cosa fattibile e non solo virtuosismo contingentato.
Sabato 16 luglio 2011 alle 09:13:49
MARIO PARENTI, EX PRESIDENTE 2 CIRCOSCRIZIONE COMUNE DELLA SPEZIA
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