Un lettore: "Esco dal Picco, una noia mortale. Imparare dal Siracusa"
- Per la ennesima domenica torno a casa dal Picco con uno stato d'animo triste e sconsolato per la noia mortale che provo durante tutta la partita, eccetto rari spunti che nascono da giocate individuali.
Potrei esagerare, ma nel rientro a casa lungo i viali, o il giorno dopo con gli amici, si capisce che il sentimento di noia è diffuso e sta nascendo la certezza che questa squadra almeno fino ad oggi non ha mostrato le caratteristiche per vincere i play off.
Ecco quindi che l'entusiasmo è a zero e credo sia una vana speranza, nonostante l'amore che questa gente ha per le aquile, sentire il Picco nuovamente caloroso come sa essere.
Il discorso sulle responsabilità sarebbe lungo e non sono certo io in grado di affrontarlo, quindi mi soffermo sulla questione tecnica e spero che il simpatico signor Serena, veneziano come mio padre, legga questa mail e capisca che così non può andare avanti. Cercare scuse non serve, la gente vede e sa di calcio e qui di gioco non ce n'è, altro che frenesia...
Magari fossero frenetici, in realtà sembra che siano lenti perchè non sanno cosa fare, non giocano certo a memoria, in area si entra uno per volta e spesso l'attaccante (perchè giochiamo con una sola punta, aldilà dei moduli) è spalle alla porta. E parlare degli assenti con questo organico ... via non scherziamo!
Serve un cambio di passo, Serena, sprecare il ben di Dio che questa società ha messo a disposizione, sarebbe un delitto... che so, basterebbe andarsi a rivedere gli scambi veloci e gli inserimenti dei centrocampisti in attacco che il Siracusa ha messo in mostra domenica scorsa per capire che giocare meglio e divertire si può e con questo organico e questa società di deve.
Cordiali saluti
Alè Aquile!
Antonio Colombo
Lunedì 6 febbraio 2012 alle 09:39:21