Un gruppo di lettori: "Non vogliamo il canale scolmatore"
- A seguito della disastrosa alluvione del 25 ottobre 2011 un piccolo gruppo di abitanti di Fiumaretta ha iniziato una campagna a favore del canale scolmatore non curandosi di prevaricare le opinioni di tantissimi altri che non la pensano come loro, o che non conoscono lo studio effettuato in proposito dalla Autorità di Bacino.
Prendendo a piene mani da questo studio, e guardandosi bene da far presenti anche i dubbi in esso esplicitati, hanno portato in giro l’idea dello scolmatore come l’opera salvifica per salvaguardare dalle piene del fiume il nostro territorio.
Il canale scolmatore, ammesso che serva e che funzioni, serve solo a Fiumaretta.
Ora, anche non considerando l’aspetto morale per cui per liberarsi di un problema lo si porta in casa di altri che non lo hanno mai avuto, queste persone non hanno ragionato né sul territorio per come si presenta, né sulle conseguenze che una mega opera di tal genere può provocare, sia dal punto di vista ambientale, che economico, che turistico, che occupazionale.
Dal punto di vista ambientale prima di tutto, tale canale,se realizzato, renderà la piana di Fiumaretta come un’isola raddoppiando i problemi perché da un fiume si passa a due.
Inoltre verrebbe realizzato in un territorio che secondo studi comprovati è soggetto a subsidenza, e che quindi sprofonderà sempre di più acuendo maggiormente il problema dell’ingresso dell’acqua salata all’interno della campagna, con relative conseguenze.
La sua larghezza (da 80 a 150 metri più gli argini, a seconda delle versioni studiate) comporterà conseguenze notevoli sulla economia agricola della nostra piana, dove esistono aziende che producono beni primari di qualità riconosciuta (perché coltivano appunto terreni adatti alla agricoltura) e dove addirittura ci sono aziende che hanno avviato l’iter per ottenere la DOP (Denominazione di Origine Protetta): chiuderanno le aziende e perderanno il lavoro parecchie persone in maniera diretta ed indiretta.
Dal punto di vista tecnico-funzionale che cosa succederà?
I geologi fanno sapere che il terreno scavato non è adatto per fare gli argini, quindi il prodotto degli scavi andrà smaltito in discarica ed acquistato invece materiale idoneo con notevole aumento della spesa.
Ci sono risultati allarmanti sugli effetti della risalita dell’acqua salata che inquinerebbe persino le falde superficiali “sterilizzando” di fatto tutta l’area nel raggio di 1km.
All’imbocco con il Magra cosa succederà, saranno fatte sicuramente opportune opere di presa, ma è sicuro che la piena entrerà direttamente in tale canale?
Allo sbocco in mare cosa succederà, saranno realizzate delle opportune scogliere che si protenderanno nel mare per decine di metri per evitare che le mareggiate ci entrino dentro ed arrivino fino all’Intermarine come succede con il fiume? Oppure si lascerà lo sbocco aperto con rischio di un veloce interramento e conseguenti dragaggi per ripristinare la funzionalità ?
E il materiale dragato sarà pulito ed idoneo per il ripascimento delle spiagge o sarà da avviare anche questo in discarica come rifiuto speciale ( e noi paghiamo!!)?
E cosa succederà al turismo estivo che, oltre al deturpamento della zona subirà la perdita di una notevole fascia di spiaggia, lavoreranno ancora alberghi, ristoranti, affittacamere?
E gli stabilimenti balneari che dovranno per forza essere demoliti, saranno ricollocati, e dove, si toglierà spiaggia agli altri?
E tutto questo non comporterà una piccola spesa ma occorreranno almeno 60-70 milioni di Euro e con i tempi che corrono.
E non è nemmeno una opera che vedremo tanto presto; occorreranno almeno una decina o una quindicina d’anni per vedere realizzata l’opera, e poi per quanto funzionerà prima che sorgano i primi problemi di manutenzione?
Queste sono le ragioni che ci fanno dire ‘No al canale scolmatore’, perché riteniamo che con una serie di opere più immediate e più economiche si possa ridurre il rischio della popolazione di Fiumaretta ma anche del corso di tutto il fiume.
Intanto si inizi realizzando il più presto possibile gli argini bassi ed il dragaggio già approvati e finanziati, che ci metterebbero già più in tranquillità perché abbasserebbero (sempre a detta dei tecnici) la piena di oltre 90 centimetri.
E poi quelle opere a monte già previste dallo studio della Autorità di Bacino, e suggerite dai tecnici, su canali minori e affluenti.
Proprio a tal riguardo ci sono ulteriori studi e suggerimenti di opere che avrebbero risultati rilevanti su aree molto estese compresa la nostra, senza comprometterla.
In pratica con opere a monte e dentro il corso del fiume si metterebbe in sicurezza un’area più vasta risparmiando soldi e consumo del territorio, anzi, in alcuni casi si otterrebbero nuove risorse e posti di lavoro.
Inoltre andrebbero sistemati da subito tutti quei colatori, quelle fosse di scolo, quei canaletti che a tutt’oggi risultano ostruiti o peggio ancora chiusi, cementati, se necessario modificando muri di recinzione e quant’altro.
Ciò permetterebbe a Fiumaretta di non ritrovarsi sovente con le strade allagate ad ogni minima pioggia e, collegato con l’azione contemporanea delle opportune idrovore, abbasserebbero ulteriormente il rischio residuo in caso di piena.
E riteniamo anche non percorribile il disegno dell’autoprotezione, in quanto non tutti gli abitanti sono in grado di affrontare spese notevoli, e sarebbero per ciò penalizzati da chi invece le metterebbe in atto.
Gruppo di Lotta contro lo Scolmatore
Sabato 7 gennaio 2012 alle 16:59:10