Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Maggio - ore 14.27

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Il presidente Ipasvi: "Infermieri e pazienti devono stare dalla stessa parte"

Il presidente Ipasvi: `Infermieri e pazienti devono stare dalla stessa parte`

La Spezia - Cari redattori,

abbiamo letto della condanna per gli insulti ai nostri colleghi, esperti Infermieri al pronto soccorso spezzino e, senza entrare nel merito della sentenza, desideriamo cogliere l’occasione per invitare i cittadini ad alcune valutazioni, che riteniamo importanti, e che possono essere anche di utile condivisione sociale.

In Italia il personale sanitario professionale che più rischia in termini di aggressioni verbali, fisiche ed in termini di richieste di rivalsa per errori (presunti, fino a sentenza, appunto, anche in questo caso da rispettare) è proprio quello del pronto soccorso.

Per personale sanitario professionale, come dovrebbe essere noto, si intendono -secondo le normative vigenti- i Medici, gli Infermieri e tutti i professionisti sanitari che si formano in Università.

Questi professionisti non dispongono di risorse infinite. Non ne dispongono mai, in nessun luogo, ma in particolare non ne possono disporre in un pronto soccorso che, come quello spezzino, accetta e tratta oltre 200 persone al giorno.

Dalla fine degli anni Novanta del XX secolo in Italia esiste, per stabilire la priorità di accesso e trattamento nei pronto soccorsi, il sistema di triage: è un Infermiere esperto che assegna un ‘’codice colore’’ di gravità.
Credo che chiunque, anche se sprovvisto di nozioni mediche, sia in grado di capire che anche se è dolorosa, fastidiosa, invalidante, una lombosciatalgia (più conosciuta come mal di schiena) non può avere la precedenza su casi che mettono a rischio la vita di altri utenti, dall’infarto al trauma grave ,per citarne solo due.
E veniamo alla realtà locale.
Quando quel signore ha insultato i nostri colleghi per l’attesa a suo giudizio eccessiva, il tempo non veniva sprecato davanti a una tazza di caffè, ma nel trattamento di casi gravi.

Normalmente operano, nel pronto soccorso spezzino, che è quello che riceve nel nostro territorio i casi più impegnativi, due o tre Medici per turno e cinque Infermieri, in qualche occasione sei.
Urgenze molto complesse possono,da sole, spostare in una sola stanza la metà di questo personale; oppure, la contemporaneità di casi importanti e a rischio della vita puo’ impegnare, per lunghi minuti, tutte le risorse disponibili.

Un tempo, per il mal di schiena non ci si presentava al pronto soccorso, e che si scrive può affermarlo senza tema di smentita per aver lavorato in quel servizio per anni.
Se oggi, purtroppo, l’utenza si rivolge a queste strutture per questi casi che non trovano una soluzione al di fuori dell’ospedale è evidente che qualcosa è cambiato, sia nell’offerta di cura, sia nella richiesta di servizi: quindi aumentano i problemi per tutti, per l'utenza e per chi opera in queste realtà.

Senza aprire un ragionamento analitico sul perché è cresciuta moltissimo la domanda verso i pronto soccorsi, opera già fatta da altri, una cosa i cittadini devono sapere: se si presentano al pronto soccorso per patologie di moderata entità in situazioni di grande affluenza, i tempi si allungano inevitabilmente, e questo non per trascurata attenzione, o scarsa professionalità e impegno, di chi lavora in questi contesti.
Ma perché le risorse , gli spazi, i professionisti, i servizi di diagnostica stessi non sono infiniti ma hanno limiti, organici e operativi, comunque.

E aggiungerei, ma questo dovrebbe essere ovvio, che aggredire il personale non solo non risolve il problema ma, come in questo caso, espone a conseguenze pericolose: come riportato in sentenza, questi professionisti sono, durante la loro attività di valutazione e documentazione, paragonati a pubblici ufficiali e, per chi li dovesse aggredire o insultare, ciò rappresenta una aggravante.

Considerare i professionisti sanitari e l'utenza su due fronti contrapposti non è la soluzione: siamo insieme, in contesti ed in momenti difficili, cerchiamo vicendevolmente di ricordarlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure