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Canese (Idv): "I diritti in vendita"

- Appena archiviata la depressiva fase 1 del governo Monti ecco che i supertecnici si accingono ad avviare la fase 2, quella riguardante il rilancio e il welfare.
Come già più volte sottolineato nelle mie precedenti, in Italia, le modifiche più importanti vengono fatte da persone che hanno solo la teoria e mai la pratica per poter realmente capire di cosa stanno parlando.
Stanno parlando di uomini e donne ai quali hanno già chiesto tantissimo con la prima fase e ai quali si accingono a chiedere ancora molto.
Questi professori travestiti da politici stanno mettendo in pratica ciò che hanno insegnato per anni nelle Università vedendo solo il lato teorico della materia.
Gli ultimi accordi contrattuali tipo Fiat non nascono, secondo me,solo dalla mente di un manager spregiudicato come Marchionne ma sono il frutto di consulenze con i migliori giuslavoristi che insegnano nelle nostre Università e, dai quali attingono anche, i supertecnici di governo per le loro riforme.
In un quadro che non vorrei mai vedesse la luce vedo un paese dove le aziende avranno contratti simili a quello della Fiat da una parte e dall’altra uno stravolgimento dell’articolo 18 a completare la macelleria sociale.
In queste condizioni si verificherebbe la fine dei diritti del lavoro per come li abbiamo concepiti sinora.
L’accordo Fiat sentenzia che l’imprenditore ed il sindacato di maggioranza stabiliscano le regole all’interno dell’azienda ed emarginano chi non li sottoscrive.
Con questo sistema il sindacato di maggioranza può tranquillamente determinare chi assumere,chi far licenziare,e le regole del lavoro all’interno dell’azienda creando un monopolio.
Mettiamo il caso che un lavoratore abbia dei problemi con l’azienda. Se è iscritto al sindacato che non è firmatario del contratto non lo difende nessuno,ma anche se è iscritto ad un sindacato firmatario del contratto, ma è malvisto dal sindacalista del momento, chi lo difende?
Il sindacalista si impegnerà per difenderlo davanti all’azienda con cui và a braccetto?
Senza raccontarci le favole del Mulino Bianco sappiamo benissimo che i sindacalisti compiacenti prima o poi fanno carriera all’interno delle aziende.Sappiamo anche benissimo che il carrozzone sindacale è mantenuto dai tesserati ,quindi, se rimangono solo alcuni sindacati faranno man bassa di tessere e quindi di euro. Se poi vogliamo raccontarci balle diciamo che non è vero, e che, i sindacalisti degli ultimi tempi sono integerrimi e fanno l’interesse incondizionato dei lavoratori.
Ora mettiamo il caso di un licenziamento senza giusta causa.Da chi verrà difeso questo lavoratore?
Voi penserete, prima dal sindacato e, in casi estremi, dalla giustizia del lavoro per via dell’articolo 18.
Qualche giorno fà la Ministro Fornero si è lasciata scappare una frase che non è passata di certo senza suscitare clamore: L’articolo 18 non è un Totem.
Ovviamente la Confindustria ha colto subito la palla al balzo e tramite la sua presidente Marcegaglia si è detta subito disposta a raccogliere il segnale.
La modifica che vogliono apportare all’articolo 18 è quella riguardante il reintegro in caso di ingiusto licenziamento. Si vuole cambiare la parte riguardante il reintegro sostituendola con l’indennizzo. In altre parole se anche un giudice stabilisce che un dipendente è stato licenziato ingiustamente,l’imprenditore, non è più tenuto a reinserirlo in organico ma verrà stabilita una cifra di indennizzo e se ne potrà sbarazzare.
Tornando al lavoratore di cui parlavamo prima se si fanno viaggiare sullo stesso binario i contratti tipo Fiat per tutte le aziende e, questa modifica dell’articolo 18, la somma di queste due cose fa si che in casi di ingiusto licenziamento i lavoratori non abbiano più difese ne all’interno delle aziende ne nelle aule di tribunale perdendo tutti i diritti fin qui garantiti dalla legge.
Mi auguro che almeno di fronte ad una catastrofe di queste proporzioni i sindacati che sinora hanno firmato accordi con Marchionne facciano uno scatto di orgoglio e si uniscano alle poche forze politiche di questo paese affinchè almeno questo versante non venga devastato.
Coloro che già hanno sbagliato siglando gli accordi con FIAT siano almeno inflessibili sulla difesa dell’articolo 18.
Dopo la fase delle tasse inique che vanno a colpire solo i lavoratori e i pensionati rendendo la vita sociale molto meno stabile di tutto c’è bisogno tranne che di provvedimenti che rendano ancora meno stabile il mondo del lavoro già così duramente attaccato negli ultimi anni.
Su questi temi l’IDV deve essere a fianco dei lavoratori e di tutti coloro che si uniranno a noi nella difesa di questi diritti inespugnabili.
Sabato 7 gennaio 2012 alle 17:35:34
MARCO CANESE IDV
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