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"Felettino, fallimentare aver centralizzato tutto a Genova"

"basta rimpalli di responsabilità"

- Il diritto alla salute è, oltre che costituzionalmente garantito, il pilastro fondamentale con cui si sostiene una società e l'efficienza con cui lo si salvaguarda è il metro di valutazione del positivo svolgimento del ruolo delle istituzioni in questo ambito. La nostra città, purtroppo, in questi giorni sta assistendo ad una preannunciata tragedia che vede protagonisti i vertici istituzionali locali, provinciali e regionali, chi con il ruolo di burattinaio chi con il ruolo di mero comprimario ma che vede come soggetti passivi di questa incapacità ed inefficienza i cittadini, sopratutto quelli degli strati più poveri della popolazione, che vedono messo seriamente a repentaglio il diritto alla salute, alle cure, alla prevenzione in strutture pubbliche.

La decisione assunta da Ire di risolvere il contratto non permette di esprimere giudizi affrettati e sommari, è certamente però la diretta conseguenza delle valutazioni prese dalla società Conteco S.P.A, una società privata, che proprio per il suo status giuridico non è tenuta a fornire il percorso valutativo adottato se non per pochi cenni da cui è impossibile addivenire ad una bocciatura ma unicamente una valutazione interlocutoria. Già questo rappresenta un vulnus al diritto alla salute, che in quanto pubblico dovrebbe essere sottratto a logiche privatistiche. Non solo, ma apre scenari inquietanti, sia in ordine al più che probabile contenzioso con la Pessina S.p.A, allo spettro di un nuovo prossimo appalto che veda aperture di campo alla privatizzazione, come avvenuto con scelte scellerate e fallimentari in alcuni ambiti locali liguri.

Privatizzazione che allo stato potrebbe non solo avere ingresso nella costruzione dell'Ospedale ma anche e sopratutto nella fase interlocutoria di gestione straordinaria della sanità per questi lunghi anni in cui dovremmo rassegnarci a mettere toppe alle strutture ospedaliere in attesa del miraggio della nuova costruzione.
Come forza politica ci vantiamo di avere da sempre combattuto la logica della privatizzazione che in questi ultimi decenni ha pervaso la sanità ligure, ci siamo battuti contro le esternalizzazioni, contro l'introduzione del finacial project, contro le scellerate scelte di appaltare i servizi all'interno delle strutture sanitarie, che hanno prodotto la logica del massimo profitto per chi beneficiava a detrimento dei servizi ai malati, hanno prodotto la perdita dei diritti dei lavoratori, la riduzione delle garanzie salariali e contrattuali, spremendoli e lasciandoli nella incertezza più assoluta, come il caso attuale degli OO.SS.

Al riguardo non accettiamo lezioni da chi vorrebbe farci credere di essere paladino dell'internalizzazione, ma in realtà ha favorito e beneficiato di politiche di segno opposto. Il timore che ci preoccupa è quello di finire da subito nelle paludi della giustizia amministrativa, in provvedimenti volti a monitorare la legittimità o meno della risoluzione contrattuale nelle fasi di sospensiva a cognizione sommaria eppoi nella lunga tempistica del merito creando possibile blocco nei luoghi del cantiere e dei lavori, in una situazione di limbo che la nostra sanità non può permettersi.
Non mi appassiona il mero rimpallo di responsabilità in chiave politicistica, ritengo inadeguato il sollievo di chi pensa fallacemente che la decisione di staccare la spina apra orizzonti luminosi, constato amaramente la drammaticità che da domani avvolgerà la costruzione del futuro ospedale, quello attuale e le strutture sanitarie sul territorio.
Gli oltre duemila lavoratori della sanità pubblica, le spezzine e gli spezzini, malati e non, meritano che vi sia una svolta positiva a 360° nella conduzione della sanità pubblica, perchè è inaccettabile come regioni limitrofe siano riuscite bene a fare ciò che la nostra regione ha fallito.

E' stato ed è fallimentare aver centralizzato tutto a Genova, al contrario occorre dar forza al territorio spezzino a partire dalle scelte strategico decisionali sino alla fase esecutiva senza chiamare ad una unità di facciata quando il dramma si realizza ne tanto meno a sfilate bipartisan, ovviamente non da parte dei Sindacati che giustamente hanno organizzato la manifestazione, che al di la dell'onestà di vi ha partecipato sottendevano demagogiche scelte già prese.
E' il momento della resa dei conti, non faremo sconti a nessuno, ne parteggeremo per l'una o per l'altra componente in campo, ma ci batteremo al fianco di chi vuole la costruzione più rapida possibile di un ospedale interamente pubblico, per una gestione provvisoria e straordinaria della sanità interamente pubblica contro il cancro della privatizzazione ,che è sotto gli occhi di tutti, come sia in agguato per sfruttare una eventuale impasse giuridico politica.

Massimo Lombardi
Consigliere Comunale Spezia Bene Comune/PRC

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