Seconda fila a destra
- Quello che non cambia mai nella vita sono i ricordi e la tua squadra di calcio. Non c’è modo e metodo di modificare queste due cose. Se hai un cuore, i ricordi non sono mai fedeli; se hai una squadra, gli resti appeso per una vita. Quelli più belli però sono legati all’infanzia ed alla scuola, quella di una volta, gli anni miei, quando già erano confusi i costumi, maschi e femmine egualmente in jeans e l’aula uno spazio non più sacrale. Ieri e l’oggi ve li racconto in due storie, poi fate voi. Fine anni settanta, Travolta è già passato, così Paolo Rossi. Un liceo, al di là del nome classi libere e feconde di ignoranza pura c’è n’era quanta ne volevate. Alla quinta ed ultima ora mentre la classe praticamente fa la ola e si è appena mangiata nove merendite rubate dalla macchinetta, l'insegnante di Astronomia prova una interrogazione a sorpresa...e pesca uno dietro l'altro quelli della seconda fila alla sua destra. Il primo all'appello è un tale alto come una pertica il quale alla domanda "Saturno ed i satelliti attorno" risponde " ...passo". L'insegnate visibilmente sorpresa prova col secondo della fila, che ha già il baffo folto e capelli riccioli, e ripropone la stessa domanda, alla quale lo studente, non proprio modello, risponde " passo anch'io". L'insegnante a questo punto piuttosto alterata va così dal terzo della fila, uno sornione come il gatto in attesa, che a domanda medesima risponde senza indugio " passo, passo". Oramai trascesa ed innervosita, l'insegnate buonanima finisce la fila e ripropone la stessa identica domanda all'ultimo, occhialuto e detto Bobo. A tempo perso fa il centravanti d’area di rigore che affronta con tanto di occhiali fissati alla testa da un elastico, il quale inizia una lunga disserzione più vicina all'ora di filosofia che di Astronomia. A quel punto l'insegnate, piuttosto uscita dalla ragione commenta "Scusi, ma non era meglio che diceva anche lei passo?'". Stille di ignoranza e goliardia. Once upon a time, perché ora è un’altra storia, un’altra ignoranza, suvvia, volete mettere. La scuola di oggi? Quella del blog di John Beer, dove sono raccolte le note disciplinari più pazze d’Italia. A me fa venire mal di pancia dal ridere questa tra le tante:”L’alunno cinese H, entrato a far parte oggi della classe viene messo in banco con l’alunno P. nel tentativo di farlo subito integrare. Suonata la ricreazione, l’alunno P. fa capire al cinese che le lezioni sono finite, e questi prende il suo zaino e se ne va a casa. Al rientro in aula la professoressa accorgendosi dell’assenza del cinese chiede a P. cosa sia successo:”Boh non sono mica la sua balia”. Alla domanda dell’insegnate ”Non si sarà mica perso”, P. si supera in romanesco.”Embè, so un miardo i cinesi, che se ne perde uno sti cazzi”. Boato di 10’ in aula. Altri tempi, chapeau.
Sabato 18 aprile 2009 alle 12:20:29
JD THOMAS
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