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Non chiedere chi erano i Beatles

- Sembrava volessero semplicemente cambiare il mondo, finirono per cambiare le anime della gente. Quando scese in piazza l’Impossibile erano gli anni sessanta, nulla a che fare con le rivoluzioni che magari ti immagini oggi. Contro i ladri di mestiere, i politici senza patria, contro i profittatori con gobba o senza, contro i letterati fasulli e versatili. Appalti di idee. Niente di tutto questo. Semplicemente, una bella rivoluzione, scrisse qualcuno, “per recuperare quei pensieri, nemmeno erano cose, che animavano gli occhi dei bambini”. Perché non può essere progresso quello di non amare niente, verbo preferito dell’oggi. Da John Kennedy alla conquista della Luna, alle figurine Panini, dai Beatles a Woodstok, un grande paese di pace e sesso e musica, creato sopra la terra di un contadino che davvero non si sarebbe immaginato di ammirare tanto. Ma Malcom X a Luther King alla Primavera di Praga, alle lotte studentesche, agli scioperi bianchi in classe, alle scuole occupate (senza il K). Tutto o quasi avveniva in quegli anni sessanta, dove sembrava che ogni muro che fosse di cinta era in gradi di cadere. C’era voglia di voltare pagina, da parte di minoranze che poi divennero maggioranze che poi si presero le piazze e le città e neppure la gente se ne accorse. Perché in fondo erano sempre stati lì, era gente che si vedeva di solito. Fu un punto di partenza ineludibile perché venne toccato dal più lontano al più profondo gradino sociale. Chi c’era ha provato a descriverli quegli anni, in uno splendido libro che abbiamo letto in soli 3 giorni, travolti da un immenso uragano di pensieri.
Danilo Francescano, eterno ragazzo di Monterosso, da anni in attività nel campo del fumetto e della letteratura, lo ha scritto come meglio non poteva; da chi ha vissuto e toccato, da chi ha forse capito che non era solo un pomeriggio diverso. Ed ha rialzato, sotto strati di grasso, una storia che forse è la storia. Il libro ha proprio un titolo che vi abbiamo proposto tra le righe, Quando scese in Piazza l’Impossibile, che ha una efficacia tutta sua. Perché le parole sono ali, ed ognuno in questi anni ci si è arrampicato, ma è come una parete di montagna mai scalata, un sogno mai ricordato. Tanti parlano degli anni sessanta senza averli davvero capiti e vissuti, ed quel disprezzo che ne hanno provato gli intellettuali, ha finito per rafforzare le vena di quegli anni. Fino a fare sgorgare sangue e fragole, ed a cantare con CSN&Y. In questo libro trovate tutto, dalla triste vicenda di Ermanno Lavorini, alle stagioni politiche, ai governi, alla musica, alla storia anche locale. Le Cinque terre ed i monti ripidi che le sopportano da secoli. E’ storia del volo di Bob Beamon a Mexico City, 8 e 90 nel lungo, un po’ come Bolt oggi corre in 19’’ e 19 i 200. Cose impensabili, l’impossibile che regala una Coppa Campioni ai Celtic di Glasgow. Il 1968 o quando Sharm el sheik non ricorreva sulle pagine di cronaca per turismo ma perché i tank israeliani raggiungevano le loro posizioni sul mar Rosso porpora. Un libro che dovete leggere e conservare, per tramandare ai vostri figli, affinché nella storia comminino mai da soli.”Siamo realisti- disse ( forse!!) Che Guevara un giorno- chiediamo l’impossibile”. Oggi, i giovani d’oggi, una mirabolante congrega di spiantati, non può capire. Meglio non chiedere neanche chi erano i Beatles.

DANILO FRANCESCANO, QUANDO SCESE IN PIAZZA L’IMPOSSIBILE ( I sogni degli anni sessanta)- MEF – L’Autore Libri Firenze.
Sabato 22 agosto 2009 alle 14:35:30
ARMANDO NAPOLETANO
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