Le papere di Central park-Scusi prof
- Ma le note, quelle che tutti noi abbiamo preso in classe almeno una volta nella vita, sono nella realtà un momento di dramma o di ilarità della scuola e della sua storia? Si dice che tutti ne abbiano avuto l'onore di leggersela sul proprio diario, e tutti possano raccontarne una. Nella realtà come hanno scritto anni fa, le note non sono latro che “piccoli capolavori di sintesi, che fanno trapelare la malcelata ammirazione per la creatività dei prof, ma soprattutto l’intelligenza e la simpatia che spesso proprio gli studenti dimostrano”. Pezzi d’arte oratoria e scrittoria, gag bizzarre, esilaranti, surreali ed a volte realissime, fuori e dentro il mondo di ognuno di noi. Ne abbiamo raccolte alcune, con protagonisti gli studenti spezzini, che parlano da sole.” Durante l’ora di religione, mentre due compagne litigavano tra loro e l’insegnate interveniva per cercare di sedare gli animi dei contendenti, l’alunna A. incitava alla rissa gridando “ sangue sangue”. Sarei grata se ciò non si ripetesse”. Una seconda:”L’alunna B, richiamata più volte, mostra disinteresse per la lezione di matematica, come da lei stesso confermato con la frase “non me ne può fregare di meno dei piani cartesiani”. Si richiede colloquio urgente con i genitori”. La terza:”L’alunna DT entrava in classe dentro un carrello modello Esselunga, dichiarando di essere stata spinta da una forza sconosciuta”. Ed ancora:”Le alunne D e A entravano alle 9 senza giustificazione, dichiarando che avevano fatto tardi per prendere comodamente un caffè, senza la solita fretta”. E poi:”L’alunno FG , nel pieno della lezione di italiano, si è alzato, ha preparato lo zaino e si è diretto verso l’uscita asserendo che doveva tornare a casa perché la madre aveva bisogno di un aiuto urgente”. E poi:”L’alunno ST, durante la lezione di italiano e senza attendere la ricreazione, iniziava a mangiarsi un panino ed a bere una bibita, dichiarando che non capisce questo costume occidentale dell’ora di ricreazione, e che lui mangia quando ha fame, non quando suona una campana”. “Spiace segnalare ai genitori dell’alunno C che oggi, durante l’ora di mia cattedra, lo stesso prendeva il cellulare ed ordinava una piazza, che veniva per altro recapitata in portineria dopo non molto”. E per finire:”L’alunno Gh provvedeva con un cacciavite a smontare, durante l’ora di ricreazione la cattedra della classe, con la scusa che andava restaurata”. Esercizi linguistici, scorribande letterarie, commedie dell’arte, nello spazio di un’ora di lezione. Ma nulla o poco a che vedere con quella scritta sul registro di un famoso istituto superiore romano, con assoluto protagonista l’insegnate, che riesce, girando attorno alle parole, perfino ad aumentare il senso ironico della nota:”La classe, ripetutamente richiamata, non mostra rispetto per l’illustre filosofo Pomponazzi, e ne altera più volte in modo osceno il nome”. Poco istruiti i ragazzi, però: avessero saputo che Pietro Pomponazzi, noto umanista e filofoso mantovano, era conosciuto anche con il soprannome di Peretto, cosa avrebbero fatto?
Sabato 8 maggio 2010 alle 14:13:53
ARMANDO NAPOLETANO
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