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Le papere di Central park- Ma Bolt era dopato?

- USAIN Bolt, il calcio, le esagerazioni del giornalismo e i suoi racconti epici, gli eroi visibili e invisibili, la scuola, la Gelmini e l’anno che verrà, quello della scelta della scuola superiore. Ore 8, istituto “2 giugno”, 3^media, sezione A. Sali lungo una scala stretta e sfoci in un’aula che sembra un vero e proprio balcone. Lì, davanti a 23 ragazzi che stanno per affrontare a giugno il primo vero esame scolastico, vai a scoprire il loromondo parlando
di sport, giornalismo e doping. Solo 5 di loro fanno sport agonistico, quasi tutti “lavorano” su facebook, uno solo legge quotidiani, un altro quando vede incidenti va on line a cercare la notizia. L’insegnante d’italiano, Liana Locatelli, dice che per loro lo scrivere è una faticaccia. Per la Uisp nazionale c’è Matteo Gai che promuove il Progetto Sport pulito: inviati sul campo. Percorso per riflettere sulle tematiche della competizione sportiva nel
rispetto delle regole. Il progetto che è gestito alla Spezia dalla Cooperativa Lindbergh e ha come obiettivo capire e indagare l'uso di integratori alimentari tra sportivi. I ragazzi, in collaborazione con le professoresse Locatelli e Laura Carcangiu, avranno il compito di redigere alla fine degli incontri un giornale, con interviste a genitori, allenatori e riflessioni sul tema. La classe aveva incontrato Cipolloni, delegato provinciale della FederazioneMedico Sportiva Italiana e i tre aquilottiMozzachiodi, Cintoi e Bertagna. Poi tocca al giornalismo sportivo e al doping appunto. Lo spaccato che ti trovi davanti è quello
dei tredicenni di oggi, che vivono lo sportmarginalmente a livello attivo, che si scuotono raramente,ma che mostrano interesse per lo sport pulito. Nelle due ore di dialogo tra le parti molti di loro vanno a scoprire come diventare giornalisti,ma anche nomi sconosciuti a loro, che aprono parentesi lunghe, chiuse solo da chi spiega. StefanoMei, tutti quelli che amano lo sport vero, anteposti all’altra parte, ai Ben Johnson, al doping di stato
della DDR, alla tragedia di Fulvio Costa, o quella altrettanto da raccontare del finnico KaarloMaaninka. Poi in classe entra anche un testo: “Campioni senza valore” di Alessandro Donati, una cronaca di giorni difficili legati al doping. L'alunno in prima fila ti guarda sempre più perplesso ed alza la mano:"ma Bolt ai Mondiali era dopato?" : I tempo sovrumani regalano il campione giacaicano alla storia, ma non riescono ad incutersi nella mente del giovanotto. Al quale il dubbio, intanta nebbia, resta. E' uno dei mali dell'era dell'inganno universale, quando la verità sembra o può sembrare follia. Quando suona la campanella della terza ora lo sport è già uscito da un pezzo
Sabato 27 marzo 2010 alle 20:03:14
ARMANDO NAPOLETANO
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