Le papere di Central Park-La spada d'Italia
- Consiglia era una donna stupenda, che morì ad oltre 100 anni. Il suo raccontò fluiva chiaro, e dava certezza: quel giorno erano le 8 del mattino, ed il cielo era bigio. Il nulla ed il tutto, dentro e fuori del tema.
Nei pressi di un ponte lei li vide, Vittorio Emanuele e Giuseppe Garibaldi darsi una mano, e l’ha sempre raccontato fino alla fine dei suoi giorni. Era il 26 ottobre del 1860, la storia e Consiglia così dicono. Ci sarebbe anche un’altra certezza per Consiglia, almeno lei così confessava. Quell’incontro avvenne a Teano. Il 26 ottobre 1860, quindi, termina la grande e tormentata ma gloriosa avventura delle camicie rosse garibaldine, che consegnano a Vittorio Emanuele II il Regno delle Due Sicilie e lo salutano "Re d'Italia". Ancora oggi i due paesi di Teano e Vairano si contendono quella storia, anche se i libri antichi e Consiglia non lasciano dubbio. Una campagna, un ponte, qualche metro in qua qualche metro in là. Vairano che non ci sta e non ci sta da subito, visto che la prima commissione che doveva chiarire dove, perché il quando era certo, venne istituita nel 1891. Ma a Teano sono sicuri, tant’è vero che hanno anche realizzato un monumento che celebra, proprio nel punto esatto. Strada Provinciale nr. 329, in direzione di Caianello, fu realizzato nel centenario del 1960 ed è costituito da un'esedra con un'antica colonna di granito posta come simbolica pietra miliare; l'altro (in Largo Croci) raffigura i due personaggi a cavallo e fu realizzato nel 1996 dallo scultore sidicino Rino Feroce. Ma, e qui, inizia un’altra storia, sono andati oltre, ereggendone un secondo, nel centro della piazza principale, o come dicono lì, for’a funtana. Due personaggi a cavallo, realizzato nel 1996 dallo scultore sidicino Rino Feroce. E qui la storia la fanno quelli che negli anni si sono divertiti a rubare la spada dal monumento, sembra per ben tre volte, sostituendola con frutta o ortaggi, finchè l’allora Sindaco dovette intervenire con una vera e propria delibera. E ci volle un po’ prima che la storia finisse. La bellezza del paese resta intatto, nel suo splendore solare, nei suoi silenzi di campagna, nel dialetto e nel pane e nel formaggio, e quando è tempo, nei cesti pieni di ciliegie.
Sabato 20 febbraio 2010 alle 11:16:30
ARMANDO NAPOLETANO
© RIPRODUZIONE RISERVATA