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Le papere di Central Park- Jiaohe, dicembre 2010

- La fantasia ha un occhio profondo, che, raccontavano, si alimenta di parole. La fantasia può risolvere molti problemi, aprire molti cassetti, svelare segreti. Ci ha provato con le sue parole ed i suoi racconti Marco Buticchi, che è riuscito nell’impresa. Dirci, dopo secoli, dove sia nascosto il tesoro di Genghis Khan. Uno dei misteri più grandi della storia, quello forse più lontano da noi, o almeno dalla morte del sovrano mongolo, datata 18 agosto 1227. Per far questo sceglie un libro, un giorno, un luogo: il suo Respiro del Deserto, le pagine 605 e seguenti, l’abbraccio del lettore che fino a quel punto ha seguito con ansia una storia tanto intricata quanto avvincente, non mollando mai quel testo pesante e bello tra le mani. Il 2010, è la data che Buticchi sceglie per svelarlo, la stessa che un altro scrittore scelte forse per spiegare che sarebbe stato un mondo inatteso. 2010: Odissea due, è un romanzo di fantascienza del 1982 di Arthur C. Clarke, nel 1984 dal libro è stato tratto il film 2010 - L'anno del contatto, con la regia di Peter Hyams. Clarke scrisse più tardi un secondo romanzo dopo che, nel 1979, le sonde Voyager 1 e Voyager 2 avevano inviato dati da Giove, e Clarke poté così avere informazioni nuove su Giove e i suoi satelliti e rielaborare scene del romanzo. E mentre questo guarda alle stelle per raccontare ai comuni esseri la vita che verrà, Buticchi sceglie invece Jiaohe, situata nella Repubblica Popolare Cinese, e le sue rovine, per aprire al mondo quello che è un enigma secolare, sul quale hanno lavorato in moltissimi. Concede alla fantasia il potere di aprire il sacro scrigno dell’impossibile. Sulla vetta di una distesa senza vita dell’antica città, Oswald Breil, il personaggio forse più amato dall’autore, conduce al fine il suo lungo viaggio che porta lui e Sara Terracini a scovare le pietre della storia, e, rischiando la vita, rivedere con i propri occhi il tesoro più grande che forse l’uomo abbia accantonato. Incamminandosi soprattutto verso l’ignoto. Finchè una lampada illumina una lapide dove leggi il passato dell’uomo più forte e deciso dell’Impero più immenso:”Qui giace Temujin il fabbro, il più grande di ogni tempo, sul suo sonno vegliano i fieri spiriti dei guerrieri mongoli. Uomini fedeli al proprio condottiero fino all’ultimo sacrificio. Che la morte si abbatta sui profanatori di questo luogo”. Chissà come Clarke e Buticchi si erano immaginati questo 2010 anno del Signore, che scuote la terra fino a cancellare Haiti, che ripropone l’uomo con il naso all’insù, alla ricerca di se stesso e di altra vita, essere ciascuno di noi, nessuno e tutto. Un 2010 che pone ancora una volta i sognatori in un’ardua collocazione, nel mondo affaristico, utilitaristico, sognatore, approfittatore, tiranno e profano. Vie, eroi, puttane. Pronto forse a dimostrare che ancora una volta che la storia siamo noi, gli uomini, gli unici in grado di farla. Che siano scrittori o esseri comuni poco importa.

Sabato 6 febbraio 2010 alle 18:10:00
ARMANDO NAPOLETANO
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