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D, era scritto

- Non ho l’esatta percezione di cosa sia il destino e cosa c’entri con Dio. O meglio non lo lego ad uno spot come quello che doveva comparire sui bus genovesi ma che compare su quelli inglesi: There’s probably no God. Now stop worryng and enjoy your life”. Probabilmente, dice la scrittura, Dio non esiste, smettila di preoccuparti e goditi la vita. Credo che quello dell’esistenza di Dio sia uno dei motivi di complessi di tutta la storia dell’uomo e che se qualcuno ha tramandato questa per narrarci, lo ha fatto così bene da renderla perfettamente credibile; c’è il fatto che sicuramente, spesso, Dio ed il credo, diventano un riparo nel quale ognuno di noi si rifugia. Un qualcosa di essenziale e di così forte, che è, a quel punto, ancora più facile credere alla storia ed al narratore precedente. Ma è Dio che guida il destino? Disse qualcuno che il diavolo rispetto a lui ( il destino) è un cretino puro. Quando tutto sembra completamente fermo lui svolta, dove tutto è buoi, non si sa come, lui è l’unico a vedere. Insensibile come il più perfido dei serpenti, diabolico, spesso imprevedibile in ogni suo movimento; ma, diceva sempre quello, delicato come un asfodelo. Più tu te ne e separi, più lui si aggroviglia a te, avvinto come la vera edera. Ed alla fine, comunque sia, vince lui. Non so che destino avranno un giorno le papere del mio laghetto a Central park. Me ne preoccuperò fermo seduto su una panca in ferro, mentre le guardo e vedo il mio cappello calarsi piano piano. Ma so che destino può avere un piccolo uomo come me e chissà se invece è nato a Mumbai e se è abituato alla vita vista come una lunga forsennata incredibile spericolata corsa. E, detto per inciso, neanche lui sa dove arrivi questa. Mumbai è il teatro vero di Slumgod ovvero The Milionarie che non è solo un film destinato a vincere ben oltre i Golden Globe che ha ottenuto recentemente. Merita l’oscar per la fotografia, per la raffinatezza, per il pensiero, per l’idea che seppur non originalissima, permette al destino di farsi conoscere per davvero. E poi il regista, Danny Boyle, quello dell’adrenalinico Trainspotting, e di Sunshine. Boyle racconta la vita attraverso gli occhi dei ragazzi di Mumbay, posto dove abitano qualcosa come 14 milioni circa di persone. Detto per inciso, solo Mumbay crea una bella fetta del prodotto interno lordo indiano., Questo tra mille, peripezie, l’intrattenimento, la povertà e quello che vedete nel film: bambini che vivono e muoiono a lungo, finchè un risveglio gli regala o il paradiso o la strada. A pochi è riservato quello che invece succede al protagonista, interpretato da un realistico Dev Patel, che non sarà Brad Pit, ma semplicemente il ragazzo ideale per questa storia. Perché, come dice l’immagine finale di Milionarie, la scelta giusta era la D. Era scritto, era destino. Risposta definitiva. L’ha detto perfino il diavolo.

JD Thomas
Lunedì 26 gennaio 2009 alle 21:00:40
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