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Sempre la stessa determinazione

- Sembrerebbe che l’impegno d’oggi contro l’ultima in classifica Paganese sia più semplice, quasi facile, per uno Spezia in rincorsa alle zone alte della classifica, ma non è così, perché se sulla carta il divario tecnico è evidente, con una netta supremazia per le nostre amate Aquile, invece sul campo scenderà una Paganese senza niente da perdere, senza paura e pronta a gettare ogni energia per sovvertire un pronostico che la vede nettamente sfavorita. La Paganese è squadra abituata a lottare per la salvezza, già lo scorso campionato era retrocessa sul campo prima di essere ripescata e affrontare quindi nuovamente il campionato di prima divisione. Sulla sua panchina siede da inizio novembre un personaggio da non sottovalutare, Ezio Capuano, carattere esplosivo, molto amato dal pubblico e molto meno da dirigenti e giocatori, e forse per questo ha fatto una carriera minore rispetto alle sue potenzialità, lo testimoniano quasi tutte le piazze dove ha raccolto il meglio possibile dal parco giocatori che aveva a sua disposizione, grazie anche al saper motivare bene la sua squadra e a schierarla sempre tatticamente in modo discreto e preciso. Quasi sicuramente al Picco proporrà un 5-3-2 impostato sul sacrificio e sulla battaglia, cercando di imbrigliare il gioco avversario e portare a casa almeno un pareggio, cosa alla Paganese in questo campionato mai riuscita in trasferta, 7 sconfitte in 7 partite. Lo Spezia dovrà essere quindi bravo a non cadere nella trappola, profondendo il massimo impegno e la stessa determinazione che avrebbe nell’affrontare una squadra d’alta classifica. Questa l’unica ricetta per non lasciare punti preziosi all’avversaria di turno, ricordando che spesso i campionati si vincono non negli scontri diretti, ma non perdendo banalmente punti nelle partite dal pronostico favorevole scontato. Le previsioni meteorologiche purtroppo prevedono l’ennesima giornata di campo pesante e bagnato, che non favoriranno certamente la squadra più tecnica e che deve attaccare, ovvero lo Spezia, una costante che i nostri giocatori ormai subiscono ogni santa domenica, sembra proprio che la nostra squadra non possa giocare una domenica sul terreno asciutto, mostrando così le sue migliori qualità. Nonostante le numerose assenze che complicano le scelte di mister Pane, e meno male che la rosa dello Spezia è ampiamente numerosa, dovremmo scendere sul terreno del Picco con l’ormai abituale schema 4-3-1-2, che esalta le doti dei nostri giocatori, mettendoli nella condizione di rendere al massimo. Due esempi di questo sono Padoin e Casoli, entrambi rinati, dopo un inizio di stagione difficile e dal rendimento negativo. Padoin, vertice basso davanti alla difesa del “rombo” di centrocampo è essenziale e continuo nel distruggere sulla mediana il gioco avversario, riconquistare palla, e appoggiarla per far ripartire l’azione. Casoli, vertice destro del “rombo”, ha finalmente trovato una posizione dove far valere le sue doti di velocità, potenza e pericolosità, partendo da dietro ha metri di campo da divorare e visione di gioco migliore per incunearsi nelle difese avversarie, senza contare che è efficace anche nel sacrificarsi in compiti d’interdizione, insomma niente a che vedere con quel giocatore troppo prevedibile e inefficace quando schierato ad inizio stagione sull’ala o nel trio d’attaccanti. Superfluo aggiungere che una delle principali chiavi del match sarà la posizione che troverà in campo “Eagle” Vannucchi, osservato sicuramente speciali dagli uomini di Capuano. La posizione che ricopre il nostro “uomo-faro” è in chiave tattica molto importante, perché a seconda il trattamento che gli riserveranno gli avversari, può decidere di avanzare o arretrare il suo raggio d’azione, o la posizione di partenza dove andare a ricevere la palla. In questa chiave di lettura conterà molto l’esperienza del giocatore, in un ruolo che ha anche bisogno di questa saggezza. Anzi a volte il ruolo è ricoperto meglio quando il giocatore è in età avanzata che nella fase di giovinezza e freschezza atletica. Vannucchi è l’insieme di tutto questo, alle indubbie doti di classe e tecnica avute sin da giovane, non dimentichiamo che è stato nazionale under 21 di quell’Italia che nel 2000 ha vinto il titolo europeo di categoria, ora è nell’età dove esperienza e saggezza tattica gli consentono in questo ruolo specifico di rendere al meglio, e se non bastasse ha qualità pregevoli anche nel tiro che nella fase d’interdizione. Le possibilità di vincere e fare 3 punti sono a nostro favore, l’importante è scendere in campo con la solita voglia di giocare di sempre.
Domenica 28 novembre 2010 alle 10:00:09
PAOLO CARAFA
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