Partite da dimenticare
di Paolo Carafa
- Che la partita Spezia-Spal fosse stata brutta è indubbio, che lo Spezia avrebbe ripetuto la stessa scialba prova sette giorni dopo a Monza nessuno voleva crederlo, invece è stato proprio così. Un noioso e deludente 0 a 0, ottenuto in casa dell’ultima in classifica per giunta ridotta in dieci da un’espulsione già alla mezz’ora del primo tempo, quindi prestazione bruttissima, neppure attenuata da quelle 4 limpide occasioni da gol che lo Spezia si è procurato, e che realizzate potevano fruttare una vittoria preziosissima in chiave salvezza. Occasioni sprecate, gettate inopinatamente al vento dai giocatori dello Spezia, che fanno gridare di rabbia, soprattutto ripensando a quella avuta da Musetti, splendidamente servito da Cesarini, che solo davanti alla porta pensava bene di non tirare di prima intenzione, facendosi soffiare la palla senza così neppure andare alla conclusione. Ovviamente l’ennesima prova agghiacciante ha fatto giustamente infuriare tutti, da Spalenza in nome della società tutta, al tecnico D’Adderio, dai tifosi al seguito, a quelli rimasti a casa, non ci sono attenuati per questi giocatori che continuano a proclamarsi dispiaciuti e rammaricati, che promettono prontamente riscatto, ma poi non traducono le parole in fatti riproponendo sempre queste orribili prestazioni. Partite insomma da dimenticare al più presto, da gettarsi alle spalle, e che vanno ad accumularsi in quel cestino dei rifiuti che contiene le più brutte annate dello Spezia calcio, oserei persino dichiarare che queste partite sono state più insignificanti d’alcune gare disputate dallo Spezia nella recente esperienza in serie D. Il pensiero predominante è sicuramente quello di voltare pagina al più presto, ma c’è ancora una salvezza da raggiungere, quattro maledette partite che chiudono la stagione da affrontare purtroppo con una rosa di giocatori non all’altezza di indossare la nostra gloriosa maglia bianca, salvo naturalmente poche eccezioni. Dopo la rivoluzione tecnica avvenuta a metà marzo c’erano due mesi in cui i giocatori potevano guadagnarsi la riconferma a Spezia, ebbene a questo punto pochissimi di loro hanno dimostrato di meritarsela, e la fine della stagione probabilmente sentenzierà per molti la fine della loro avventura calcistica a Spezia. Da un lato sono veramente deluso da quello avvenuto in campo, ma in tutto questo sono però estremamente soddisfatto dalla reazione e dal comportamento tenuto dalla società aquilotta finalmente all’altezza della piazza, con un uomo come Spalenza capace anche di dichiarazioni forti, di prese di posizione dure e decise, coraggioso nelle scelte, e sanguineo al punto giusto per farsi apprezzare. Questa nuova linea societaria mi trova favorevolmente allineato e compiaciuto, ed è sicuramente l’unica nota lieta di un campionato costellato d’errori dall’inizio alla fine della stagione, senza soluzione di discontinuità, e in tutti i settori. Sembra impossibile, ma oggi contro il Bassano lo Spezia deve forzatamente conquistare la vittoria, altrimenti i peggiori incubi si materializzerebbero, diventando una terribile realtà. La speranza è l’ultima a morire, e a questa bisogna attaccarsi, ma certo viene più facile aggrapparsi alla fede calcistica, e all’imponderabilità, che credere che lo Spezia delle ultime partite possa andare in gol, vincendo così una partita. Gli avversari che dobbiamo affrontare non sono certo degli squadroni, ma per questo Spezia dimesso ogni sasso può diventare una montagna difficile da scalare. Quattro partite per chiudere una stagione da qui alla fine molto simile ad una lenta agonia, un campionato durato anche troppo, che tutti ci auguriamo si concluda per noi il 15 maggio, oltre sarebbe veramente troppo, i tifosi non vedono l’ora di voltare pagina, chiudendo così un libro che proprio non è piaciuto.
Sabato 23 aprile 2011 alle 11:10:05
PAOLO CARAFA
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