Maggiori le aspettative, più grande la delusione
di Paolo Carafa
- Dopo la sconfitta a Carrara è arrivata anche quell’interna contro il Portogruaro, sconfitta che travolgendo ogni convinzione precedente sancisce una crisi profonda in casa Spezia. La corazzata Spezia, quella che ad inizio campionato, secondo esperti e non, doveva dominare e conquistare il campionato, affonda miseramente dopo 11 travagliate giornate, come una sorta di Titanic, la leggendaria nave passeggeri soprannominata “l’inaffondabile”, e invece colata a picco nel suo viaggio inaugurale. Il cambio di timoniere, ovvero il nuovo mister Serena subentrato a Gustinetti, non è servito per cambiare rotta, c’è stata in verità un’illusione iniziale legata alle due vittorie e un pareggio nelle prime tre gare con il nuovo tecnico, condite anche da ottime prestazioni, ma poi nelle due ultime sconfitte in altrettante partite sono riaffiorati tutti i dubbi e le perplessità su di una squadra che non convince nel suo assieme. La sconfitta in casa contro il Portogruaro è stata sonoramente fischiata a fine gara, sintomo di un grosso malessere da parte della tifoseria, ma d’altronde più sono grandi le aspettative riposte, più è grande la delusione che ne consegue quando vengono meno i risultati, e proporzionali sono le reazioni che ne scaturiscono, in questo contesto non ci si poteva davvero aspettare niente di meno di quello che è stato. Per uscire da questa situazione, e ritrovare risultati positivi, serve un’analisi precisa sulle difficoltà della squadra, e personalmente un’idea me la sono fatta, puntando più ad analizzare quello che succede in campo che non quello che riguarda il fuori campo, dove troppe volte si focalizzano problemi psicologici, che in una situazione di risultati positivi sparirebbero in un attimo. E’ vero che il gruppo di giocatori non è ancora formato e coeso, e che evidentemente ci sono problemi di spogliatoio, ma quello che succede in campo mi sembra più interessante. Innanzi tutto credo che i problemi nascono soprattutto dalle prestazioni dei singoli, e non dal gioco della squadra, infatti anche nelle partite di maggiori difficoltà la squadra ha avuto in ogni caso, in molte fasi del gioco, il controllo della partita, costruendo anche azioni gol pericolose. Uno dei problemi è sicuramente la condizione fisica, tutti gli avversari affrontati sono sembrati meglio preparati, e questo li ha avvantaggiati nella corsa, nel arrivare prima sulla palla e di conseguenza nel giocarla con più lucidità. Le cause di questo non voglio esaminarle, ma sicuramente è fondamentale risolvere il problema per mettersi almeno sullo stesso piano fisico degli altri, magari con allenamenti più pesanti ed efficaci in questo senso. Altro aspetto negativo sono i troppi gol e rigori contro presi, molti dei quali causati da errori individuali dei nostri difensori centrali, che molto spesso soffrono e perdono l’uno contro uno, con il risultato di non riuscire a neutralizzare gli attaccanti avversari, e questo è un grosso handicap per qualsiasi squadra. Il problema seguente è una conseguenza logica della nostra scarsa tenuta difensiva, infatti, per proteggere meglio i difensori, si è optato per schierare a centrocampo due incontristi, togliendo così, di fatto, dal campo il regista, in altre parole colui in grado di dare geometrie ed eseguire precisi lanci lunghi, così che il gioco della squadra ne risente sia in imprevedibilità, sia nel ribaltare velocemente l’azione, sia nella circolazione di palla, mancando appunto chi il pallone lo va a cercare per poi impostare; e infatti contro il Portogruaro numerosi sono stati gli appoggi errati. L’ultimo, ma non meno importante problema lo abbiamo in zona d’attacco, la squadra produce in tutte le partite un bel quantitativo di cross dalle fasce, anche nelle peggiori partite alcuni cross in area siamo sempre riusciti a produrli, purtroppo però le nostre punte vanificano questo punto di forza non riuscendo ad indirizzare a rete nessuno di questi cross. Sembra che i nostri attaccanti, eccezion fatta per Iunco, sono poco reattivi, lenti nei riflessi e nel piazzarsi, incapaci di smarcarsi e di puntare a rete con decisione, e nel suggerire il passaggio filtrante ai compagni di squadra. Rimaniamo squadra pericolosa, capace di creare occasioni da rete, ma incapace di trasformare in rete un quantitativo percentuale normale. Questi i principali difetti che io riscontro, sicuramente si può uscirne, ma serve, o una grossa crescita individuale nei giocatori che sinora hanno profondamente deluso, o trovare dei sostituti efficaci di questi giocatori che al momento non si sono dimostrati all’altezza del compito a cui sono stati chiamati. Verifichiamo oggi a Salò se una settimana di ritiro lontano da Spezia a portato miglioramenti.
Domenica 6 novembre 2011 alle 11:05:26
PAOLO CARAFA
© RIPRODUZIONE RISERVATA