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La domenica del tifoso - La partita del destino

- Per presentare la partita di finale dei playoff prendiamo in prestito le parole di mister D’Adderio: “Sono partite che possono cambiare il destino di tante persone, di una città, di una tifoseria …….”. Questa è la fondamentale importanza di una gara che tutti i tifosi della nostra città aspettano da due anni, così da poter tornare a quella categoria che può far sognare la serie B, quella categoria che il fallimento ci ha tolto nonostante gli sforzi economici della tifoseria in quell’esperienza unica in Italia che è stato “Lo Spezia siamo noi”.
La settimana è sembrata lunga e interminabile, la rabbia e la voglia di riscatto maturata al fischio finale dell’andata hanno portato squadra e tifosi al desiderio di giocare immediatamente e subito, per questo i giorni di questa settimana non passavano mai. Ci sono sconfitte e sconfitte, e quella maturata domenica scorsa in quel di Lecco è ingiusta e immeritata, la squadra ha giocato 78 minuti in maniera esemplare, segnato un gol da cineteca con Cesarini, un gol splendido che ogni volta lo si guarda è sempre più bello, e poi, e poi c’è stata una sorta di black-out, 12 minuti dove i valori sono stati stravolti, 12 minuti in cui il Legnano ha trovato inaspettatamente due gol, due gol regalati dallo Spezia, due gol che hanno siglato la vittoria del Legnano per 2-1. Poi come se non bastasse il verdetto del calcio giocato, c’è quel contorno che non manca mai, c’è il comportamento dei giocatori in campo che può fomentare e irritare i tifosi sugli spalti, quella mancanza di responsabilità dei protagonisti in campo che non capiscono, o non vogliono comprendere, che scatenare gli umori più biechi e violenti di parte della folla è un attimo, umori che sfociano in gesti o parole inconsulte e riprovevoli, ma scaturiti e istigati ed evitabili da parte di quei professionisti che scendono in campo a fare il loro mestiere. Con questo non condivido e giustifico le reazioni a volte sconsiderate dei tifosi, ma mi piacerebbe anche che oltre a punire il giocatore che si toglie la maglietta per l’esultanza di un gol, o a punire con 4 giornate un giocatore che litiga nel dopopartita, ci fossero misure molto severe anche per quei giocatori che rivolgendosi irrispettosamente e volgarmente alle tifoserie avversarie, creano tensioni: è troppo semplice e iniquo guardare sempre e solamente alle reazioni scatenate.
Tutto questo si è perciò aggiunto all’attesa per una partita importantissima e fondamentale, ma sono sicuro che, come già dimostrato ampiamente nel passato, il pubblico e la tifoseria dello Spezia sapranno trasformare attesa, rabbia, voglia di riscatto, in uno spettacolo sugli spalti corretto, affascinante e unico, spingendo la squadra verso la vittoria e la promozione che tutta la città merita. In un modo o nell’altro questa è una di quelle partite che fanno la storia di una società, una di quelle partite che rimangono nella memoria collettiva, per questo esserci è imperativo e appagante per poter esternare la propria fede calcistica, e quei 2000 malati che hanno presenziato tutte le partite casalinghe anche in serie D lo sanno meglio di chiunque altro, come lo sanno ancora di più tutti quei tifosi che macinano chilometri e chilometri ogni santa domenica che lo Spezia gioca in trasferta. Oggi per lo Spezia e per La Spezia esiste un solo finale, la promozione, la storia lo esige e lo impone, il Legnano deve essere "vittima sacrificale", per questo squadra, società, e tifosi, devono avere sino al fischio finale “gli occhi della tigre”: c’è solo un risultato da conseguire, ed è la vittoria, tutti noi insieme, pubblico e squadra, siamo lo Spezia, perciò il Legnano sarà “spazzato via”. Sempre forza Spezia.
Domenica 13 giugno 2010 alle 10:00:33
PAOLO CARAFA
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