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La domenica del Tifoso - Momento da cubo di Rubik

- Situazione davvero complicata quella dello Spezia, alla luce domenica scorsa di una prestazione davvero fumosa e inconsistente contro il Como. Salvati da una rete di Cesarini quando si profilava all’orizzonte una sconfitta molto dolorosa, è arrivato un pareggio che purtroppo però pone lo Spezia al penultimo posto in classifica, e con la prospettiva non alettante di affrontare oggi in trasferta la Salernitana, squadra difficile, a cui vanno i favori del pronostico in questa partita. Lo scossone del cambio d’allenatore non ha dato frutti immediati, e seppur vedendo in campo atteggiamenti e schemi nuovi, lo Spezia è sembrato rimanere bloccato al livello delle precedenti prestazioni. La squadra è sembrata soprattutto priva d’idee, incapace a centrocampo di creare gioco, senza così fornire alle punte palloni giocabili, e ancora non in grado di sfruttare quei cross pericolosi provenienti dalle fasce, che comunque cominciano ora ad arrivare in area, se non costantemente almeno a sprazzi. I giocatori in campo sono sembrati in alcune circostanze frustrati dal non riuscire ad uscire da questo momento di difficoltà, come incapaci di reagire alla cattiva sorte, sfiduciati di non esprimersi ai livelli che si supponeva potessero arrivare. Per questo non sarà facile uscire da questa delicata situazione, che presuppone che molte cose vadano al suo posto contemporaneamente, o almeno in una sequenza di concatenamenti dove la risoluzione di un problema porta alla risoluzione di quello successivo. Per Pane sarà un po’ come cercare di comporre il “cubo di Rubik”, quel famoso gioco dove bisogna attraverso varie mosse dare ad ogni faccia del cubo un suo colore, questo perché a me sembra che i problemi che ha oggi la squadra sono concatenati uno all’altro. Così mi sembra che l’uscita da questo tunnel non dipenda solo dal ritrovare la compattezza del gruppo, ma così anche da una giusta scelta degli uomini da mandare in campo, e anche dalla loro posizione nello scacchiere, così come da un quadro tattico e di manovra ideale. Ogni tassello del puzzle dovrà essere collocato al suo posto, in un quadro generale che ad oggi sembra molto intrigato e scompaginato, e lontano da essere risolto in tempi brevi. Attenzione però, situazione difficile ma non impossibile, perché continuo ancora a ritenere che il gruppo abbia qualità individuali eccelse, ancora però inespresse. Dispiace che in questo contesto già così difficile sia tornato a galla il problema di sintonia tra una parte della società e una buona parte dei suoi tifosi. A questo proposito mi sembra che sia stato distorto il senso del dissenso da parte dei tifosi, io non credo che si possa imputare al tifoso spezzino, o almeno alla gran parte di esso, di avere un astio preconcetto sul passato calcistico di giocatori, tecnici, dirigenti, se c’è malumore e dissenso viene fuori solo e unicamente per reazione a certi comportamenti d’alcuni protagonisti e non viceversa, ma soprattutto non bisogna distorcere il fatto che il mugugno e figlio della mancanza di risultati della squadra. A sostegno che il dissenso non è preconcetto, e che quindi c'è buona fede della maggior parte dei tifosi, basta ricordare esempi di un recente passato. Tra questi, per esempio, sarà sufficiente menzionare che nella stagione fallimento 2007/2008 quando a gennaio Colombo fu ceduto al Pisa, prima deve giocare la sua ultima partita al Picco, Colombo si aspettava fischi e urla contrarie per essere passato alla squadra nemica e odiata, ma invece riceverà applausi e cori a scena aperta durante le fasi di gioco, e uscirà in lacrime con tutta la curva che lo osanna e gli chiede di rimanere. Lo stesso Colombo, nonostante la sua militanza nel Pisa, sarà poi accolto in curva l’anno successivo, ad assistere una partita del campionato di serie D. Ora che questi stessi tifosi abbiano un astio preconcetto su un passato di qualcuno non lo vedo francamente possibile, ma mi sembra più plausibile che l’avversione verso qualcuno nasca invece da provocazioni e infraintendimenti. Lo stesso D’Adderio, al suo arrivo, fu mal accolto per un antico gesto fatto da calciatore, ma il suo comportamento fece sì che in breve tempo tutti i tifosi cambiassero idea e lo apprezzassero moltissimo soprattutto per le sue doti e qualità umane. Quindi, a mio modesto parere, appare evidente che se sono le azioni odierne dei protagonisti che provocano assenso o dissenso, a prescindere perciò dal loro passato.
Domenica 3 ottobre 2010 alle 11:05:01
PAOLO CARAFA
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