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L’ultima di andata

- La sconfitta a Sorrento di domenica scorsa mortifica certamente le ambizioni di primato, ma non altera più di tanto considerazioni e ambizioni. Dopo l’inizio stentato di campionato era difficile pensare che lo Spezia potesse recuperare non tanto i punti di distacco dalla prima in classifica, ma superare tutte le squadre che gli stavano davanti, che erano e restano troppe, statisticamente era più verosimile che almeno una squadra avrebbe mantenuto un cammino perentorio, lasciando inalterato o quasi il distacco di punti, e così è stato fatto da parte di Sorrento e Gubbio. Tutto questo però non cambia la possibilità dello Spezia di essere alla fine tra le 4 squadre che si giocheranno la promozione attraverso i playoff, l’obiettivo è sicuramente alla portata, e in questo caso il nostro deludente inizio campionato non ne ha compromesso il raggiungimento. Le considerazioni sulla sconfitta sono invece molto varie, e partono con giusta ragione dall’aver giocato su di un terreno sintetico dalle dimensioni molto ridotte, le due varianti, combinate e sommate tra loro, formano un cocktail che risulta indigesto soprattutto a giocatori d’esperienza abituati per anni e anni a dimensioni e ribalzi diversi. Il primo a farne le spese è stato probabilmente Vannucchi, in un campo più piccolo è stato certamente facile preda del pressing avversario, e il fuorigioco adottato dai sorrentini gli ha ulteriormente accorciato gli spazi del campo, così anche liberatosi dalla pressione, la dosatura dei lanci è risultata il più delle volte imprecisa. Annullato il direttore d’orchestra Vannucchi, tutta la squadra non poteva che risentirne, e mettendo in conto che era orfana anche di Colombo e Saudati, ecco che la sconfitta può essere spiegata e catalogata come naturale incidente di percorso. Certamente a questo Spezia manca ancora qualcosa, qualche elemento per fare l’ulteriore passo di qualità, ma per tirare le somme è meglio aspettare ancora la partita d’oggi, quella che chiude il girone d’andata, e che può dare ulteriore conferma d’alcune valutazioni, prima tra tutte l’efficienza del nostro reparto d’attacco, che da perlomeno ancora adito a dubbi e incertezze. Personalmente penso che la partita contro il Lumezzane possa chiarire molte delle domande che ci poniamo su Lazzaro, Saudati e Cesarini, o almeno su chi di loro scenderà in campo. Il Lumezzane, guidato in panchina da Davide Nicola, nostro indimenticabile terzino nella prima stagione di B, si presenta al Picco con 20 punti in classifica, che nella realtà sarebbero 24, in quanto paga 4 punti di penalizzazione, e con un rullino di marcia in trasferta fatto di 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sole sconfitte, non sarà quindi facile arrivare alla vittoria, e ci vorrà senz’altro il miglior Spezia e l’apporto incisivo delle nostre punte per avere la meglio contro un avversario decisamente coriaceo. L’ultima partita casalinga del 2010 speriamo richiami la giusta cornice di pubblico, per una squadra che ha bisogno anche dei suoi favolosi tifosi per decollare definitivamente, sono strasicuro che nei momenti decisivi di fine campionato il popolo del Picco farà la sua parte, ma mi piacerebbe ancora di più che l’entusiasmo salisse in cattedra già da ora, sono troppo innamorato del Picco, mi manca già da troppo tempo lo stadio gremito e palpitante, e soprattutto mi mancano tanto quei ragazzi di curva ferrovia che restano lontani per protestare contro la tessera del tifoso, un provvedimento che non ha aggiunto niente in sicurezza, e che ha solo creato problematiche burocratiche e un ulteriore svuotamento degli stadi. Ma probabilmente il vero obiettivo della tessera era proprio tenere a casa più gente possibile, per questo dico, che ad oggi chi l’ha fatta, andando anche contro le proprie convinzioni, ha attuato la miglior protesta possibile. Tornate allo stadio, il calcio vero si vive all’aperto, non davanti alla tv, qualcuno, con una tessera, vuole impedirvelo, vanificate il loro sforzo nell’unico modo che da loro fastidio, riempiendo gli stadi come se nulla fosse cambiato.
Domenica 12 dicembre 2010 alle 11:22:53
PAOLO CARAFA
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