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Frosinone, campanello d’allarme

di Paolo Carafa

- Il campo da sempre risposte precise e sarebbe ingiusto ignorare queste avvisaglie di un qualcosa che non funziona, se poi sono difficoltà temporanee e tutto incomincerà a funzionare dalla prossima partita sarò il primo a felicitarmene, ma non si può voltarsi dall’altra parte e non ascoltare i campanelli d’allarme che suonano sul terreno di gioco. Uscire sconfitti da Frosinone era una delle possibilità, ma c’è modo e modo, e lo Spezia ha 'scelto' quello peggiore, uscendo battuto per 3-2 dopo aver disputato una gara piatta e costellata d’errori che hanno spalancato la via della rete ai nostri avversari, che oltretutto sono sembrati non proprio trascendentali.
La squadra non ha dato segni di miglioramento rispetto alla prima di campionato, è rimasta sempre troppo compassata, lontana da ritmi di gioco accettabili, e senza quelle accelerazioni che possono mettere in difficoltà gli avversari, insomma tutto troppo lento e sotto standard adeguati. A questo aggiungiamo la scarsa forma dei terminali d’attacco, alcune lacune in fase d’interdizione a centrocampo, e un paio di grossi pasticci difensivi, ed ecco che la sconfitta si è palesata senza attenuati. Quello che può confortare è che proprio tutti, da Spalenza a Zocchi, dal mister ai giocatori, hanno tratto le stesse conclusioni dalla sconfitta, tutti sono concordi che le cause del perché lo Spezia non decolla sono queste, quindi scoperto il malanno non resta che porvi rimedio con la cura adeguata. Mister Gustinetti ha a disposizione alternative in tutti i ruoli, e volendo può adeguare il modulo alle esigenze del momento, ma certo ci vorrà da parte dei giocatori più dinamicità, uno spirito diverso sia in fase d’approccio alla gara, sia sul campo di gioco, e più convinzione e determinazione nell’affondare il colpo decisivo.
Queste sono le prerogative con cui lo Spezia si appresta oggi ad affrontare il Piacenza nella terza giornata di campionato, cercando di sfruttare al massimo il turno casalingo, prima di due trasferte consecutive non certo facili, una in terra siciliana, Siracusa, e l’altra in Lombardia, Cremonese. L’avvio di stagione, si sapeva, sarebbe stato difficile, e la partenza claudicante non ha certo aiutato a migliorare la situazione, fondamentale oggi conquistare i tre punti operando un pronto riscatto che tutto l’ambiente si aspetta, le perplessità hanno fatto capolino, bisogna subito scacciarle prima che s’insinuino più radicalmente diventando un nemico in più da fronteggiare. Sul fronte societario l’acquisto dello Spezia calcio del Ferdeghini e dell’area circostante, futura sede del centro sportivo e d’allenamento della nostra squadra, nonché foresteria per le giovanili, conferma le intenzioni della famiglia Volpi di voler restare a lungo nella nostra città con grandi mire e progetti a lungo termine che indicano come il Presidente Volpi sia totalmente coinvolto nello Spezia calcio. Come più volte dichiarato da lui stesso l’obiettivo ultimo è la serie A, parola sbalorditiva e trascendentale se pronunciata in un contesto come quello spezzino dove la massima serie è sempre sembrata un miraggio troppo lontano per essere anche solamente sognato, un traguardo irraggiungibile e invalicabile che improvvisamente con la famiglia Volpi diventa fattibile, o almeno diventa possibile rincorrerlo, cosa mai sognata neppure dai nostri progenitori.
Lunga vita a Volpi, che ha saputo con estrema semplicità scuotere una città sonnolenta poco incline ad immaginare le possibilità del suo territorio e del suo futuro, tanto da non investire mai su se stessa. Volpi, la cometa apparsa all’improvviso nei cieli spezzini, ringraziamo il cielo che a volte la vita riserva queste sorprese.
Domenica 18 settembre 2011 alle 11:15:20
PAOLO CARAFA
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