Ciak si cambia
di Paolo Carafa
- Lo Spezia ritorna oggi al Picco contro il Trapani dopo le due consecutive trasferte e altrettante sconfitte che sono costati la panchina a Gustinetti, esonerato e subito sostituito dalla società con un giovane con solamente tre anni d’esperienza da allenatore, Michele Serena. La scelta societaria si può dire coraggiosa perché di fatto sostituisce un mister di nome con molta esperienza alle spalle con un allenatore giovane che deve ancora dimostrare tutto. Colui che lo ha proposto e portato sulla panchina aquilotta si gioca molta credibilità di fronte al presidente Volpi, e probabilmente anche il suo futuro nello Spezia, per questo immagino che costui conosca molto bene le qualità di Serena, visto che si gioca così tanto sul suo nome. Lo Spezia sconfitto a Cremona ha dato segnali di ripresa, con un miglioramento sia in approccio alla partita sia dal punto di vista caratteriale, con i giocatori finalmente grintosi e pronti alla lotta; non che questo sia purtroppo bastato per uscirne indenni, errori individuali hanno compromesso il risultato e anche questa volta la squadra è tornata a casa con tre reti sul groppone e zero punti. Nove reti in tre trasferte sono davvero troppe, addirittura esagerate anche per una squadra che non punta alla promozione, e questo ha avuto sicuramente un peso determinante nella decisione di esonerare Gustinetti, come senz'altro ha inciso nella decisione il fatto che il mister non è mai riuscito a trasmettere sicurezza alla squadra, così che alle prime difficoltà non si è mai avuto dai giocatori la reazione rabbiosa che ci si sarebbe aspettata. Anche a Cremona è stato così, la prima mezz'ora di gioco lo Spezia ha tenuto benissimo il campo ed è passato in vantaggio, poi, subiti in pochi minuti il gol del pareggio e dello svantaggio il rendimento complessivo della squadra è calato notevolmente, e non sono più riusciti ad esprimersi come nella prima parte di gara. Il compito di Serena non si annuncia facile, bisognerà trasmettere nuovamente alla squadra la sicurezza persa, ricreare quell’autostima dissipata in sole cinque giornate di campionato, trovare equilibrio tra i reparti, in uno Spezia finora sempre con la coperta troppo corta, o da una parte o dall'altra, ed eliminare, o almeno limitare, quegli errori individuali che sono costati al momento molto cari, e molti punti. Il bruttissimo inizio di campionato non ha ancora inficiato le possibilità di promozione, resta ancora tutto il tempo per raddrizzare la situazione e rimontare le posizioni perse, ma per fare questo serve una squadra molto migliore di quella vista sinora sul campo. Il mitico e indimenticato ct della nazionale Italiana campione del mondo del 1982, Enzo Bearzot, soleva affermare che una squadra vincente deve essere come un'orchestra musicale dove ogni tanto un elemento suona un assolo virtuoso, ma poi subito rientra nella sinfonia di assieme dove tutti gli strumenti suonano un'unica e armoniosa musica corale senza stecche, e dove ogni singolo orchestrale è complementare al tutto. Lo Spezia per arrivare ad essere squadra vera deve ancora essere gruppo, trovare i giusti meccanismi che trasformino una banda disordinata, dove ogni strumento suona per se stesso, in orchestra, dove ogni singolo è funzionale al bene della squadra. Questo il compito che attende Michele Serena, vediamo se riuscirà dove il suo predecessore ha fallito.
Domenica 9 ottobre 2011 alle 11:20:14
PAOLO CARAFA
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