Bisogna cambiare
di Paolo Carafa
- Il 2012 inizia e coincide con la prima giornata del girone di ritorno, con lo Spezia impegnato in trasferta ad Andria. Molte cose sono cambiate dalla partita d’andata, quando alla vigilia di questo confronto lo Spezia si presentava con il ruolo di sicura favorita per la promozione in serie B, mentre ora il campionato ci vede relegati a metà classifica, anche se i 7 punti che ci dividono dalla capolista Siracusa, e i 3 punti che ci separano dalla zona playoff, lasciano apertissima ogni possibilità di riuscita nell’obiettivo prefissato ad inizio stagione. Ricominciare dopo una lunga sosta non è mai facile, tornare a giocare per i tre punti è un banco di prova che lo Spezia non deve fallire, ritrovare subito la massima concentrazione e gran determinazione è fondamentale per iniziare subito la rincorsa verso le zone alte di classifica. La partita d’Andria apre un mese difficile, sia per le distrazioni dovute alle trattative di mercato, sia perché andremo ad affrontare quella serie di 5 partite, Andria, Frosinone, Piacenza, Siracusa, Cremonese, che all’andata costò la panchina all’allenatore Gustinetti. Inoltre lo Spezia si presenta a questa ripartenza del campionato con la difesa ancora molto raffazzonata, in quanto i giocatori infortunati di questo reparto non hanno ancora recuperato, e quindi il reparto della squadra, che già al completo è in difficoltà, sarà messo a dura prova in questa importante trasferta. Ovviamente quei 4 o 5 ritocchi che arriveranno a rinforzare la formazione in questa finestra invernale di mercato non sono stati ancora concretizzati, anche perché con l’indagine della procura di Cremona in corso, le scelte di mercato vanno ulteriormente soppesate, per non incappare in giocatori che potrebbero essere coinvolti in questo nuovo terremoto che ha scosso il mondo del calcio italiano. Allo Spezia servono arrivi di giocatori importanti, in grado di andare a colmare evidenti lacune che limitano l’efficienza del gioco dell’intera formazione, ma per non ripetere errori del recente passato è necessario muoversi con cautela in questo terreno minato da molte insidie. Servirà molta oculatezza, molte verifiche, e molta esperienza, per arrivare a portare a Spezia i giocatori giusti per il salto di qualità.
L’ennesimo scandalo legato al calcio scommesse è stato il tema dominante delle notizie durante la sosta per le festività, un ulteriore e devastante terremoto che colpisce il mondo dorato del pallone, con gli abitanti di questo castello fatato che non sembrano accorgersi che le mura di cinta sono state demolite in più punti da tutte queste sporche faccende, e che a lungo andare, se non si prendono veramente serie e drastiche decisioni per ridare credibilità, finirà per crollare anche l’edificio principale. Tifosi, appassionati, spettatori, la parte passiva di questo sport, ma anche quella predominante e necessaria al che tutto esiste e abbia significato, sono ormai totalmente disgustati, pretendono che si faccia una bella pulizia imponendo pene esemplari, ma anche che il calcio si dia regole e leggi severe che impediscano e scoraggino in futuro il ripetersi di queste incredibili vicende. E’ impensabile che ad ogni stagione si assista costantemente a giocatori e tesserati che alterano i risultati delle gare, a società penalizzate e cancellate perché economicamente non in grado di sopportare i costi di gestione, a giochi di potere tra le varie autorità calcistiche. Alla fine quello che succede in campo, in quel magico rettangolo di gioco, è vanificato, annullato e cancellato, e allora tutto finirà per perdere ogni significato e importanza, bisogna assolutamente cambiare se vogliamo che questo sport sopravviva.
Domenica 8 gennaio 2012 alle 11:20:09
PAOLO CARAFA
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