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Volpi-Rijeka, il 18 febbraio è il giorno della firma

Tra dodici giorni la dirigenza spezzina vola in Croazia per siglare l'accordo. Con loro forse anche Beppe Marotta.

La Spezia - La cornice sarà quella di una classica del campionato croato ovvero Rijeka-Hajduk Spalato. Gabriele Volpi dovrebbe sbarcare sulla riva est dell'Adriatico uno o due giorni prima per limare gli ultimi dettagli e sancire il proprio ingresso nella terza società calcistica del paese balcanico. Fondamentale sarà il colloquio con il sindaco Vojko Obersnel, con cui il presidente onorario dello Spezia Calcio ha già una conoscenza ben avviata da quando la Pro Recco ha scelto come proprio partner sportivo il Primorje (a proposito, sempre il 18 è previsto un match tra le due società), storica compagine pallanuotistica cittadina fondata nel 1908.
La visita di Robert Komen, Veljko Karabaic e Marko Boras Mandic - rispettivamente presidente, vicepresidente e consigliere del Rijeka - allo stadio Alberto Picco in occasione di Spezia-Siracusa ha dunque dato i propri frutti e sembra aver aperto definitivamente le porte ad una cooperazione tra le due società calcistiche. Più precisamente sarà un triangolo nelle intenzioni della famiglia Volpi, con un vertice basso individuato in Nigeria dove stanno nascendo ben quattro scuole calcio gestite con l'ottica di scovare talenti e proporli poi in Europa.
Se alla Spezia l'operazione affascina la tifoseria almeno quanto la sdubbia - c'è il timore di sentirsi messi in secondo piano - a Rijeka l'ingresso di Gabriele Volpi e dei 2 milioni di euro che arriverebbero di conseguenza in prima battuta vangono visti come manna dal cielo. Tutto il calcio croato affoga nei debiti infatti e così la società dalmata per cui si parla di un passivo di più di 12milioni e mezzo di kune (circa 1.7 milioni di euro) con un costo di gestione di circa 200mila euro mensili. Aria fresca per una società che si apre ai privati come tutto il sistema calcio ex jugoslavo e che quindi comporta un grosso passo anche per la tifoseria. I portavoce del gruppo ultras "Armada Rijeka" infatti sono divisi tra la speranza che le spalle larghe del miliardario italiano riportino la squadra a competere in patria e in Europa, e la necessità che la privatizzazione (l'eredità comunista fa sì che le società calcistiche appartengano alla città) non stravolga quelli che sono i simboli della società a partire dai colori sociali, come successo altrove.
Della missione dovrebbe far parte, secondo fonti giornalistiche croate, anche Beppe Marotta della Juventus, società che pochi mesi fa permise di pagare stipendi e pendenze varie con un versamento di 50mila euro legato ad un'operazione per un portiere. E proprio sul mercato questo "effetto Volpi" si è già fatto sentire, con il Rijeka che a novembre sembrava pronto a cedere diversi giocatori dagli stipendi importanti per abbassare le spese e oggi guarda al futuro con rinnovata fiducia.
Lunedì 6 febbraio 2012 alle 17:03:45
ANDREA BONATTI
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