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Volpi: "Lo Spezia faccia l'impossibile per restare in Serie A"

Il patron intervistato da Sky, tra azienda, campo e piscina. Il gol svolta di Galabinov, il telefono che straripa di complimenti, l'attesa per l'esordio nella massima serie.

"Aspettiamo Genoa e Samp"
Volpi: "Lo Spezia faccia l'impossibile per restare in Serie A"

La Spezia - “Dedizione, un po' di fortuna – ma ce l'hanno quelli che la sanno usare – e anche destino”. Questi i tre elementi cardine che Gabriele Volpi sceglie per descrivere la chiave del successo nell'azienda come nello sport. L'occasione è lo speciale dedicato stasera da Sky Sport al patron di Pro Recco e Spezia Calcio. “A Recco tutti giocano a pallanuoto, ci ho giocato anche io. E ho praticato anche il calcio, da terzino, esordendo in prima divisione a 16 anni, ma ero più bravo a pallanuoto e mi hanno obbligato a smettere per non rovinare i muscoli. Ho giocato nella Pro Recco fino ai 21 anni, poi sono andato a lavorare a Milano, quindi in Nigeria”, ha raccontato Volpi, affiancato da Maurizio Felugo, presidente ed ex colonna della Pro.

“La storia con lo Spezia inizia nel 2008 – ha continuato il patron delle Aquile -, quando un caro amico di parlò di questa gloriosa società e io decisi di comprarla. L'ho preso in quarta serie e quest'anno siamo riusciti a trovare la promozione in serie A, una grossa soddisfazione. Ho ricevuto moltissimi messaggi, forse quello che mi ha fatto più piacere è arrivato da Brunello Cuccinelli, con cui avevo visto la finale di Berlino nel 2006. Sono arrivati anche i complimenti di Beppe Marotta e Adriano Galliani. Alla Pro Recco dico sempre vinciamo il campionato, vinciamo la Coppa dei Campioni. Ho esortato a vincere in questo modo anche lo Spezia, ma devo essere sincero, ero meno convinto. Poi quando dopo due minuti è arrivato il gol di Galabinov contro il Chievo...”. Una marcatura che ha aperto un piacevole squarcio facendo tornare la promozione qualcosa di praticabile, di possibile. Un sogno che ha tra i suoi massimi artefici mister Vincenzo Italiano: “Difficile tenerlo? È venuto in barca, dopo un minuto ha firmato il contratto e abbiamo festeggiato. Aveva due anni di contratto e abbiamo prolungato perché a lui ci teniamo. Certo, anche io se fossi stato il Genoa o il Parma l'avrei chiamato visto quanto ha ottenuto negli ultimi tre anni”. E agli atleti è giusto "trasmettere quella cultura della gestione e del successo in azienda".

L'aneddoto su Messi: “Il suo addetto commerciale mi disse che gli sarebbe piaciuto passare del tempo in barca, così l'ho invitato a pranzo e poi, dovendo andare via per lavoro, gliela ho lasciata per una settimana. Venne col suo procuratore, che ci portò il portiere Chichizola. Messi è un ragazzo timido, gentile, autografò una cinquantina di maglie. Dopo il mondiale 2014 me ne aveva fatta arrivare una con dedica. È un campione, come Cristiano Ronaldo, come Eraldo Pizzo. Loro vedono le cose tre secondi prima degli altri. Ma alla base di tutto ci sono sempre sacrificio e allenamento”.

Chiusura sulla stagione ormai alle porte: “Lo Spezia deve fare l'impossibile per restare in A. Sarà una grande soddisfazione giocare con squadre come Milan, Juve, Inter... ma, per ragioni di campanilismo, le partite più importanti saranno quelle con Samp e Genoa. Soprattutto quelle a Spezia, perché le vinceremo”.

N.R.

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