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Virtus, addio sesto posto. Brunetto senza freni: "Colpa della città e dell'amministrazione"

Virtus, addio sesto posto. Brunetto senza freni: "Colpa della città e dell'amministrazione"

La Spezia - La Virtus Carispezia Termo non riesce a chiudere in bellezza la regular season, perdendo la sfida contro Cagliari. Le spezzine escono infatti dal parquet sconfitte, per 73 a 62 e il contemporaneo successo di Parma contro Lucca, costringe la squadra di patron Lorenzo Brunetto a scendere al settimo posto in classifica, il che rappresenta comunque la possibilità di partecipare ai play off, ma il cammino da percorrere sarà decisamente meno agevole. Domenica 30 marzo si terrà infatti la prima partita dei quarti di play off, in terra siciliana, contro Ragusa, al meglio delle tre gare.
L’avvio è decisamente migliore per le padroni di casa che indovinano immediatamente un tiro da tre punti e doppiano la Virtus dopo soli quattro minuti di gioco, (8-4). I quattro punti delle spezzine portano tutti la firma di Malone. La squadra di coach Barbiero comunque non sta a guardare e Striulli prima e Favento dopo, riportano la squadra sul punteggio di parità. Pochi istanti dopo arriva anche il sorpasso, grazie ai canestri di Malone e Templari, (11 a 12); ma è ancora Carta a frenare le spezzine, siglando la sua seconda tripla. Malone prova ad arrestare la corsa di Cagliari, ma Arioli e Johnson chiudono il primo quarto sopra di 9 lunghezze, per 23 a 14.
La reazione delle bianco blu arriva nella seconda frazione di gioco. Dopo circa cinque minuti di gioco, Cagliari è riuscita a realizzare solo due punti, contro il 15 della Virtus, che si trova avanti di quattro. La partita sembra essersi raddrizzata ma le cagliaritane riescono a riequilibrare il match. Si gioca punto a punto e alla fine si va negli spogliatoi sul punteggio di parità, 33 a 33.
Il rientro sul parquet è però negativo per la Virtus. Il capitano di Cagliari Arioli conduce probabilmente la sua miglior prova della carriera e rifila alla Spezia un parziale di 10 a 2, siglando due bombe da tre e due tiri su azione. Determinanti anche i canestri di Johnson, che fanno volare la compagine di Restivo sul + 10 (47-37). Le spezzine riescono in qualche modo a riequilibrare la partita accorciando il divario, ma il punteggio alla fine del terzo quarto è comunque in favore del Cus, (47 a 45).
L’ultima frazione di gioco è gestita meglio dalle padroni di casa. La Virtus avrebbe dovuto realmente fare qualcosa di più per ribaltare l’andamento di tutto il match, ma pesano particolarmente le assenze di Reke e di Buccianti, che costringono Barbiero a non poter far girare la squadra. Fino al quinto minuto il punteggio, seppur in favore di Cagliari, rimane in equilibrio, ma poi Arioli e compagne cominciano ad allontanarsi definitivamente, fino al 73 a 62 a fine gara. Top scorer della partita capitan Arioli, che colleziona ben 31 punti. Per la Virtus la miglior realizzatrice è Malone, 23 punti; doppia cifra anche per Favento. Ma va segnalata anche la buona prova di Mugliarisi.

“Sono rammaricato perché penso ci meritassimo il sesto posto – interviene Lorenzo Brunetto, il presidente – purtroppo credo che se in questa gara non siamo riusciti a rimanere concentrati, la colpa deriva principalmente dalle vicissitudini degli ultimi giorni, che oltre a determinare un calo di attenzione delle ragazze, ha causato anche un infortunio a Reke”. Dopo lo sfratto dal PalaMariotti, la squadra si era infatti andata ad allenare in una palestra di Marola, ma sul parquet era caduta Reke, che si è fatta male. “Reke non si è infortunata per uno scontro con un’altra giocatrice – precisa ancora Brunetto – è caduta perché sul parquet c’era della condensa. Ancora una volta penso che la fine di questo campionato sia stata condizionata da eventi che non c’entrano niente con lo sport e io non posso e non voglio rimanere inerte rispetto a quanto accaduto. Finito il campionato di A1, intraprenderò un campionato diverso, ovvero in tribunale – dichiara – La città non è in grado di vivere lo sport, e purtroppo anche facendo solo da spettatrice, è riuscita a fare dei danni. Credo ci sia bisogno di mettere uno stop, perché non è la prima volta che ci scontriamo con questo tipo di atteggiamento e certe cose non devono ripetersi, sia per il bene della Virtus, che per il bene di tutto il movimento e di tutte le altre società. Non posso, dopo un anno di sacrifici e di lavoro, assistere a certe cose. Credo mi sia stato fatto un danno e voglio essere risarcito. La squadra avrebbe senz’altro giocato diversamente, ma con due infortunate fondamentali, oltre a Templari non ancora al cento per cento delle proprie condizioni, avremmo soltanto potuto sperare in un miracolo. Il destino avverso ha poi anche visto Lucca perdere a Parma e così abbiamo dovuto salutare la sesta posizione. Ora dobbiamo andare a Ragusa – prosegue – andare in Sicilia ora significa innanzitutto incontrare una squadra sicuramente meno agevole di Umbertide, e poi significa anche affrontare una trasferta che ci costerà migliaia di euro. I play off sono un risultato positivo per una squadra neo promossa, ma non riesco proprio a godermi questo traguardo perché la responsabilità di non essere potuti arrivare sesti ce l’hanno la città e l’amministrazione. Eppure sarebbe bastato così poco per fare andare le cose in modo diverso. Quello che avrei voluto non è certamente un assegno firmato dal sindaco, avrei solo voluto che mi venissero offerti degli strumenti per evitare certe situazioni e io credo che l’amministrazione, se avesse voluto, avrebbe potuto aiutarci. Vorrei rispondere anche a chi dice che io sparo a zero e a chi difende l’Stl – si avvia a concludere – io probabilmente spesso uso dei toni un po’ bruschi, ma le cose che dico alla fine corrispondono al vero, anche perché i fatti hanno dimostrato che avevo ragione, in quanto alla fine siamo riusciti ad entrare e ad allenarci al Palazzetto. Non sono io che sparo a zero solo perché ogni tanto mi scaldo un po’: chi spara a zero sono coloro che sostengono che l’amministrazione non può aiutare lo sport e chi non fa niente se non affermare che io sono in torto. Mi dispiace doverlo dire, ma tutto quello che potrò fare per venire fuori anche legalmente da questo danno, lo farò”, conclude.

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