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Vigorito e la serie B: "Il calcio è cambiato, manteniamo la purezza"

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Vigorito e la serie B: "Il calcio è cambiato, manteniamo la purezza"

La Spezia - Conferenza stampa fiume a Benevento. Il presidente Oreste Vigorito cuce una stagione con l'altra esponendo il suo punto di vista, quello di un club che ha perso la promozione in modo doloroso ma ci riproverà dal prossimo anno. Un quadro che serve a tutti per farsi un'idea di cosa sia il calcio oggi. “E' stato il primo anno di un triennio, la base per poter fare meglio nei prossimi. Quando parlavamo di piano triennale parlavamo di un piano di lavoro, non solo di un'enunciazione teorica - ha detto ai giornalisti - Se pensate che Bucchi non alleni più il Benevento perché ha perso le semifinali, si sbaglia di grosso. Abbiamo fatto un'analisi profonda, capendo che avevamo deragliato dall'obiettivo principale. Che non era la promozione". Come alla Spezia, anche i giallorossi hanno in questi anni fatto grandi sforzi per dare forma al settore giovanile “Abbiamo costruito in centro sportivo che non è solo un fiore all'occhiello, ma è anche il fulcro di un'attività giovanile importante".
"Il calcio della provincia, quello del Padova di Rocco o del Catanzaro di Palanca, non c'è più. Quel calcio che avete tutti amato per ottant'anni, prima che arrivassi io, giocato sui campi di terra battuta non c'è più. Non è più tempo dei mutandoni e del bianco e nero. Oggi c'è Ronaldo e ci sono le multinazionali. Non è più solo uno sport ma è business. Noi abbiamo conservato la nostra purezza e per questo dico che vale la pena lavorare in una città come Benevento", ha spiegato. "Ma se si pensa di essere diventati qualcosa di più, allora non basta Vigorito. Servirebbero le istituzioni, gli imprenditori locali e anche quei tifosi che oggi non vengono allo stadio. Non parliamo di serie A. Parliamo dei 10mila che erano allo stadio per Benevento-Cittadella. Gli sponsor sono calati dell'80% quando siamo passati dalla serie A alla serie B. Eppure siamo una società che occupa 108 dipendenti. Vuol dire che siamo un'azienda reale, ma questo non giustifica chi dovrebbe starci vicino e non lo fa".

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