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Vendetta Tarros, stavolta il derby è tuo

PalaSprint gremito, nonostante la concomitanza con i play-off del basket femminile, per un pomeriggio di festa e di emozioni. Stavolta ad esultare sono i ragazzi di coach Mori che con la vittoria della stracittadina mettono il sigillo sulla loro cres

Vendetta Tarros, stavolta il derby è tuo

La Spezia - SPEZIA BASKET CLUB TARROS – BASKET FOLLO: 63-55
(22-16; 40-31; 49-45)

SPEZIA BASKET CLUB TARROS: Giachi 2, Pipolo 7, Santoni 20, Stefanini 12, Fazio 5, Mencarelli 8, Steffanini 9, Dal Padulo 0, Caluri 0, Colombo n.e. Coach Marco Mori

FOLLO BASKET: Valenti 4, Marchetti 16, Ferrari 14, Casettari 17, Vercellotti 0, Steffanini n.e., Rege Cambrin 0, Russo 4, Benites Vivente Jose n.e., D’Imporzano n.e. Coach Danilo Gioan

Che quella vista ieri sera, ma anche quella vista da qualche settimana a questa parte, sia tutta un’altra squadra rispetto a quella di solo pochi mesi fa, è sotto gli occhi di tutti ed il confronto tra il derby di andata e quello di ritorno ne è la cartina di tornasole. La Tarros di oggi è un roster consapevole dei propri mezzi, dei propri punti di forza ed anche delle proprie lacune ancora da finire di colmare, per questo è una squadra che ha raggiunto una certa maturità che le permette di gestire anche quelle fasi di partita nelle quali in passato si è trovata spesso a perdere testa e gioco.
Anche su questo il derby contro Follo è esemplificativo: considerevolmente avanti, infatti, i ragazzi di coach Mori si sono visti rimontare dagli avversari, ma non hanno perso calma e lucidità ed in breve sono tornati in vantaggio riuscendo poi a conservare il gap favorevole sino alla fine.

Il match ci mette un po’ a decollare: in avvio sono gli errori a farla da padrona e bisogna aspettare più di due minuti per vedere gonfiarsi la retina. Il primo canestro è di marca biancoceleste, ma la replica dei padroni di casa non si fa attendere e sono poi questi ultimi a trovare, con più facilità, la via della realizzazione. 55. I ragazzi di Gioan, nonostante una partenza propositiva, sprecano nelle conclusioni: la poca precisione dà il via al collettivo di Mori
per piazzare il primo allungo, con Santoni in evidenza (10-4, -6), e Stefanini che dà tonicità all’attacco avversario. I bianconeri sono sempre in testa e, grazie ad una serie di canestri nel finale, chiudono la prima frazione avanti di 6 punti, dopo il massimo vantaggio, sin qui accumulato, di 8 lunghezze.

Vantaggio che cresce considerevolmente nella seconda frazione, sino a raddoppiare: al 13’ è +16 per la Tarros. Un break di 5-0 permette agli ospiti di rientrare parzialmente (34-25), e Casettari ricuce ulteriormente, nonostante le precarie condizioni fisiche lo abbiano costretto a presentarsi in campo senza essersi allenato durante la settimana (35-39, -6). Ma non è abbastanza: le imprecisioni al tiro e al rimbalzo, che lasciano Fazio giganteggiare sotto le plance, e l’arcigna difesa bianconera fanno spostare ancora una volta l’ago della bilancia dalla parte dei locali. Poi la parabola dei padroni di casa comincia a calare: alla pausa lunga il gap è ridotto a 9 punti. È soprattutto al ritorno sul parquet, però, che i bianconeri frenano: 9 punti in dieci minuti, contro i 14 messi a segno degli avversari fanno sì che alla frazione finale e decisiva si vada sul 49-45. Ora gli uomini di Mori hanno solo un piccolo gruzzolo da difendere: 4 punti sono davvero pochi e difatti agli ospiti basta un minuti e mezzo per recuperarli. Al 32’ è parità: 49-49. Un lungo brivido corre sulla schiena dei bianconeri, ma è un attimo: la sensazione è che stavolta, no, la beffa non può manifestarsi; stavolta la partita, condotta fin lì, non la si può davvero gettare al vento. Dagli spalti si alza l’incitamento dei tifosi: quelli biancocelesti credono nel ribaltamento del risultato; quelli bianconeri vogliono esorcizzarlo. Hanno ragione loro: il Follo sbaglia per due volte l’opportunità del sorpasso; la tensione è altissima e, inizialmente, fallisce anche la Tarros, ma poi si riscatta con sei punti che si riveleranno l’allungo decisivo. Gli ultimi minuti non possono che essere con il fiato sospeso, anzi con il fiato speso ad incitare le due formazioni; i secondi scorrono ed il tempo stavolta gioca a favore dei ragazzi di Presidente Caluri. Alla sirena il tabellone segna 63-55.

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