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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Novembre - ore 13.31

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VENTI FOLLI MINUTI REGALATI AD UNA CREMONESE SPIETATA

Seconda sconfitta stagionale lontano dal "Picco": aquilotti trafitti due volte nei primi 20'. La partita inizia ad handicap e non basta un secondo tempo generoso per riaprirla. Rigore negato ad Okereke, Galabinov si ferma sulla traversa.

IL SOLITO ZINI
VENTI FOLLI MINUTI REGALATI AD UNA CREMONESE SPIETATA

La Spezia - CREMONESE-SPEZIA 2-0
Marcatore: 14'pt rig. Terranova, 20'pt Brighenti

CREMONESE (4-3-1-2): Radunovic, Mogos, Claiton, Terranova, Migliore; Castrovilli, Castagnetti, Arini; Croce (18'st Emmers), Brighenti (22'st Paulinho), Perrulli (33'st Kresic). A disp. Ravaglia, Volpe, Kresic, Marconi, Strefezza, Del Fabro, Girelli, Renzetti, Boultam. All. Andrea Mandorlini

SPEZIA (4-3-3): Manfredini; De Col, Giani, Terzi, De Col; Bartolomei, Ricci (30'st Gyasi), Mora; Okereke, Galabinov, Pierini (1'st Bidaoui). A disp. Desjardins, Barone, Augello, Crimi, Gudjohnsen, De Francesco, Bastoni, Vignali, Maggiore, Bidaoui, Bachini. All. Pasquale Marino

Arbitro: Giua (Olbia)
Assistenti: Robilotta (Sala Consilina) - Bercigli (Valdarno)
Quarto Uomo: Maggioni (Lecco)
Ammoniti: Ricci, Terzi
Recupero: 2'(pt), 4'(st)
Note: 7036 spettatori

PRE-PARTITA.
17.55 - E' il promettentissimo arbitro Giua a dirigere Cremonese-Spezia in uno Zini rinnovato e decisamente migliore dei tempi della serie C quando le sfide erano d'altissima classifica, almeno sulla carta. La copertura della curva di casa dà forza ai cori dei tifosi grigiorossi ma si sentono anche i circa 400 tifosi spezzini sistemati nella curva dirimpettaia. Contro Andrea Mandorlini e Francesco Migliore, gente che in tempi diversi ha scritto pagine di storia per la causa aquilotta, servirà uno Spezia di categoria per fare punti anche lontano da Viale Fieschi. Fra le fila spezzine Nicolas Giani è ex pure lui che con la Cremonese ha esordito in serie cadetta.

PRIMO TEMPO
Non è che lo "Zini" sia tana storicamente conquistabile almeno per quel che riguarda le maglie bianche che in casa della Cremonese non ha mai avuto vita facile in oltre cent'anni di storia. Anche se, un anno fa, la prodezza di Paulinho regalò all'allora gruppo di Tesser una vittoria che i tifosi spezzini ricordano anche e soprattutto per una direzione arbitrale molto contestata. Corsi e ricorsi storici che hanno come sempre soltanto valore statistico o almeno quello è l'auspicio contro un avversario forte, che non è partito con il turbo e che vive una condizione atletica probabilmente più defecitaria dell'avversario, pimpante anche una settimana fa nel derby amichevole vinto con la Sampdoria. Passando alla cronaca, il primo brivido della partita lo porta la Cremonese al 4' quando su uno schema da calcio di posizione, la staffilata di Mogos è interessante ma non sufficientemente precisa per inquadrare lo specchio della porta. Nella primissima fase sono i grigiorossi a fare la partita, scegliendo più volentieri la fascia sinistra dove un paio di affondi trovano la puntuale risposta della difesa aquilotta, guidata da Claudio Terzi alla 123esima assoluta in bianco, tutte da capitano. Perrulli e Migliore tentano, dalla parte opposta, di mettere di mezzo un De Col, costretto al fallo per fermare le ripartenze degli uomini di Mandorlini.

Terranova-Brighenti: due gol in 6', per lo Spezia è già notte fonda.
Al 14' l'episodio che cambia le sorti del match, come un lampo nel contesto di un quarto d'ora assolutamente in bilico: Castrovilli si ricorda delle sue doti innate, prende una palla sul limite e penetra come una lama calda nel burro nell'area di rigore, tagliando fuori Crivello e Pierini, e trovando sulla sua strada un Mora che lo aggancia piuttosto platealmente con il piede di riporto. Giua vola sul dischetto senza indugi e Terranova spiazza Mandredini, piazzando la palla sull'angolo sinistro. La reazione aquilotta al 20' con il cross al centro di Crivello, la torre di Galabinov che non trova pronto alla stoccata Okereke ma sul cambio di fronte sono ancora gli uomini di Mandorlini a colpire con un cinismo impressionante: Perrulli lavora con dovizia una palla sull'out destro, attende l'inserimento di Brighenti e lo serve con un pallone a mezz'altezza che l'attaccante di casa, abbandonato da un Giani narcolettico, infila alle spalle di Manfredini. Tutto troppo facile per gli altri, tutto troppo brutto per gli aquilotti e il passaggio nel nulla di Terzi al 23' è l'emblema che così non va niente bene. Ci prova Ricci a dare ordine e Bartolomei ad inserirsi un po' di più mentre Galabinov si prende a sportellate con Claiton ma per ora gli spazi sono davvero rarità. Il tiro-cross di Crivello al 29' è un altro timido sussulto ma Marino si preoccupa della tenuta di un reparto difensivo insolitamente sfilacciato e distratto.

Due schiaffoni e la sfortuna. Okereke se lo mangia, Galabinov coglie la traversa.
Un po' meglio dopo la mezz'ora, più sui nervi che sulla costruzione organica del gioco, ma è chiaro che due gol a freddo tramortiscono chiunque e un lampo sarebbe più che sufficiente a rivoluzionare gli umori di una squadra che in un certo momento ha temuto la goleada: al 36' Ricci serve Okereke con un bel lob nel cuore dell'area di casa, il controllo è all'altezza mal'attaccante nigeriano non riesce a trovare la giusta coordinazione per calciare. Mora e Arini, compagni nella Spal dei record, se le danno di santa ragione ma alla lunga lo Spezia trova finalmente il campo con una manovra un po' più vicina al calcio che vuole Marino. La chance per andare al riposo con altro umore al 38': le speranze dei tifosi dello Spezia si infrangono sul destro sbilenco di Okereke, lesto ad anticipare Terranova, per un tap-in fuori misura sulla respinta corta di Radunovic, costretto agli straordinari sul proiettile di Bartolomei. Sfortunatissimo invece Galabinov quando i minuti sono 40: la Cremonese deve ringraziare il suo portiere che alza sulla traversa il tiro del bulgaro, ben pescato da Mora a centro area. Mandorlini si sbraccia, vuole che i suoi tornino a gestire la sfera e Brighenti con il destro non ci mette la forza giusta, Mogos trova invece la deviazione che smorza la sua conclusione oltre la trasversale.

SECONDO TEMPO
Danza ai venti metri con un pallone che sembra scottargli fra i piedi: David Okereke è questo, croce e delizia per chi fa il mestiere dell'attaccante e ad un certo punto deve esplodere il tiro. Tiro che si concederà dopo 4' Andrej Galabinov che cerca un pertugio per scaricare un destro velenoso su cui Radunovic non è esemplare. Anche Bartolomei ci proverà più o meno dalla stessa mattonella e anche in questo caso il portiere della Cremonese se la cava con fatica. Al di là dei singoli episodi, lo Spezia è rientrato in campo con l'unico piglio possibile: arrembaggio ragionato, pressing alto alla ricerca del gol che cambia il copione. E con un Bidaoui in più, gettato nella mischia per per cercare nuove chiavi di penetrazione dalla sinistra: finte e controfinte quelle dell'ex Avellino che diagnosticano un buon impatto con il campo. Indomabile Bartolomei, non vuole rinunciare a giocarsela anche se il doppio svantaggio e i minuti che passano non aiutano. Dentro Crimi per Mora, Marino vuole forze fresche nella zona nevralgica, mentre Galabinov schiaccia a lato un cross arcuato di De Col.

Un gol annullato, un rigore negato e tanta sfortuna: non è giornata.
Indipendentemente da come finirà il pomeriggio nella terra dei torroni, i cambi di Marino rigenerano anche tatticamente lo Spezia: non è casuale che proprio sull'asse Bidaoui-Crimi gli aquilotti costruiscono un'altra occasione da gol al 17' con colpo sotto in corsa dell'ex Entella che non inquadra la porta ma è soprattutto l'assist del compagno ad essere degno di nota. Il gol della speranza di Okereke al 24', imbeccato da Crimi con una genialata no look, non finirà mai nel tabellino: la bandiera dell'assistente fischia un fuorigioco a dir poco millimetrico. Reclama anche un calcio di rigore la squadra ligure perché in un pomeriggio così gli x-files non si limitano ad un solo episodio: quando Okereke, pescato ottimamente da Galabinov nello stretto dopo uno schema già visto nelle prime gare (attaccanti in linea, con finta per creare lo spazio), finisce a terra dopo un corpo a corpo con l'esperto Claiton: il rigore sembra solare ma Giua non la pensa affatto così ed ordina di proseguire come se nulla fosse. Assalto all'arma bianca con timore di disfatta ad un quarto d'ora dal fischio finale: dentro Gyasi per Ricci e Spezia ridisegnato con uno spericolato 4-2-3-1.

Paulinho fa sognare ma si mangia il game over.
Mandorlini risponderà con il gigantesco Kresic che porta a cinque il numero di difensori in campo per la Cremonese, preparata al forcing finale dell'avversario, soprattutto per i traversoni che verosimilmente i bianchi metteranno in mezzo per Galabinov. Il tris non arriverà al 36' e chissà cosa sarebbe successo se Paulinho invece di calciare alto, dopo un sombrero pauroso ai danni di Giani, avesse bucato un Manfredini che francamente avrebbe potuto poco di fronte a quella botta degna di un ace di Goran Ivanisevic. Il destro di Bartolomei, la capocciata di testa di Terzi, tutti tentativi che finiscono lontane dalla porta contro una Cremonese preoccupata soltanto di gestire il doppio vantaggio e far passare gli ultimi minuti. Fino all'ultimo, senza un bricolo di rassegnazione Bartolomei usa il collo pieno ma Radunovic risponde coi pugni. Le speranze sfumano definitivamente sulla punizione di Bartolomei, siderale ma non in porta.

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