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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 20.40

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Under 23 italiani l'oro della B, lo strano caso di Gyasi

Cambiano i criteri per la distribuzione di parte della mutualità. Un milione a club potrà essere usato per pagare gli stipendi dei calciatori nati dal 1994 in poi. Ma solo a quelli italiani.

Under 23 italiani l´oro della B, lo strano caso di Gyasi

La Spezia - C'è una cifra tra i 900mila e il milione di euro che i club di serie B potranno usare per i costi gestionali. In particolare si tratta di un parte della mutualità generica che potrà essere usata per pagare gli stipendi dei calciatori, senza vincoli su progetti legati ai settori giovanili o alle infrastrutture. Ma non su qualsiasi giocatore, solo di una tipologia ben precisa. Parliamo degli under 23 italiani o che, più genericamente, possono essere "convocabili nelle nazionali italiane". E' quanto la Lega B ha deciso in sede di assemblea ieri a Milano, con Nicolò Peri in rappresentanza dello Spezia Calcio.
Il temutissimo effetto della Legge Melandri non sarà quindi dirompente come si prevedeva solo un anno fa, quando i conti delle società calcistiche cadette sembravano dover andare a picco dall'oggi al domani. Quantomeno, questo non avverrà per quei club che faranno un uso abbastanza significativo dei nati a partire dal 1994 con in mano un passaporto italiano, in verità la maggior parte. Con una buona dose di approssimazione - perché i dettagli rimangono ancora da discutere in riunioni successive - per lo Spezia, che temeva un calo dei contributi anche superiore al milione di euro, di fatto potrebbe cambiare poco o niente sui conti a fine anno. Il preventivo di un monte spese di 13 milioni per la stagione 2017/18, di cui circa 7 dovrebbero essere coperte in solido dalla proprietà, rimane valido fino a qui.

Nel dettaglio, ci sarebbero poco più di 20 milioni di euro da spartirsi tra 22 società a seconda del minutaggio degli under 23. Una modulazione graduale che premia particolarmente gli under 21 (i nati dal 1996 in poi) ma che fa pesare anche l'impiego dei 1995. Non solo giocatori di proprietà ma anche quelli in prestito, non necessariamente con diritto di riscatto. Si crea dunque un doppio binario: uno è quello dei contributi e l'altro quello della composizione delle rose. Nel secondo caso, per inserire nella lista B un under 23 in prestito è infatti ancora necessario avere ottenuto un diritto di riscatto a cifra pattuita nel contratto di cessione temporanea.
In casa Spezia i minuti di campo dei vari Maggiore, Vignali e Bastoni (a patto che tutti rimangano in aquilotto fino a fine mercato) contribuiranno a comporre il monte minutaggio con un rapporto di uno a uno: ovvero, un minuto giocato e un minuto "di contributi". I romanisti Calabresi e Soleri, under 21 ma in prestito, invece varranno al 75%: quattro minuti giocati equivalgono a tre minuti secondo il calcolo del minutaggio. Lo stesso discorso per Ceccaroni, che è invece un under 22. Infine tra gli under 23 c'è Acampora.

Fuori quindi dai contributi i vari Awua e Okereke, di nazionalità nigeriana. Emmanuel Gyasi è invece un caso limite: nato in Italia ma con passaporto ghanese, ha solo di recente ottenuto quello italiano (qui l'articolo). Palermitano all'anagrafe, la sua storia è di quelle di tanti figli di stranieri nati in Italia e di altri giocatori che hanno vestito la maglia aquilotta a partire da Stefano Okaka (qui l'articolo). Gyasi in linea teorica potrebbe vestire la maglia azzurra, visto che non risulta aver mai giocato con le nazionale ghanese. Rientra nel minutaggio? Il suo è uno di quei casi che in serie B è destinato ad essere dibattuto a fine anno, quando sarà il momento di destinare i contributi. Ma una prima interpretazione lo includerebbe.

Con l'estensione dello status di under fino ai 23 anni, potrebbe a questo punto cambiare la politica di molte squadre sul mercato. Un giocatore come Acampora, con alle spalle già una buona esperienza ma senza essere ancora diventato un monumento della categoria, diventa decisamente più appetibile. Per un 1998 come Maggiore ci sarebbe invece la possibilità di diventare giocatore bandiera aquilotto già dal 2020, a 22 anni appena compiuti, senza in pratica mai passare dalla lista A. Pura teoria, perché la massima serie potrebbe chiamarlo già in questa sessione di mercato e con buona certezza lo farà prima di quella data.
C'è infine un'altra novità uscita dagli uffici della Lega. Imprese di Coppa Italia come quelle di Roma o di Palermo non pagheranno più come prima, almeno dal punto di vista economico. Se fino all'anno scorso la serie B distribuiva tra i suoi associati la metà dei circa 9 milioni a disposizione per la Tim Cup a seconda del turno raggiunto, da questa stagione sarà solo un 30% a finire nelle tasche delle squadre che andranno più lontano. Il gusto di eliminare una squadra di serie A rimarrà sicuramente lo stesso.

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