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Un mese di calcio blindato per salvare la stagione

Partite e allenamenti a porte chiuse, niente fotografi e giovani raccattapalle in campo, controlli su spogliatoi e palestre. Cosa succederebbe in caso di un atleta contagiato? L'ipotesi che fa tremare il calcio.

il divieto scade con spezia-pisa
Un mese di calcio blindato per salvare la stagione

La Spezia - Stando così le cose la sola Spezia-Empoli del 15 marzo prossimo si giocherà a porte chiuse per quanto riguarda lo stadio "Alberto Picco". La Lega B ha recepito il decreto governativo partorito dal consiglio dei ministri nel pomeriggio di ieri e pubblicato in seguito sulla Gazzetta Ufficiale, confermando come la strategia per arginare il contagio da coronavirus riguarderà anche il mondo del calcio. Stop al pubblico negli impianti sportivi fino al 3 aprile, si ritorna alla normalità (salvo contrordini sempre possibili) dal giorno successivo. Per gli aquilotti questo significa ad oggi scendere in campo per Spezia-Pisa con gli spalti pieni e una sola partita casalinga con restrizioni. Salterebbe quindi il saluto a Pasquale Marino, ritorno alla normalità con la partita di campanile contro i nerazzurri che invece perdono il contesto del loro derby contro il Livorno tra due giorni.
Tutto passa in ogni caso da un punto della situazione che sarà svolto nelle prossime settimane e che partirà da un'analisi dell'andamento dell'epidemia. Occhi e orecchie a Palazzo Chigi e a cascata alla Lega di serie A e fino alla cadetteria. Lo Spezia e la Spezia hanno già vissuto l'incertezza di ieri sera, quando la chiusura al pubblico delle manifestazioni sportive era già decisa senza che l'apparato burocratico avesse trovato il tempismo per fermare il posticipo contro il Pescara. Ovvero, stadi off limits per decreto ma 1.450 paganti più 3.751 abbonati (ma molti mancavano) negli stessi minuti impegnati a varcare i cancelli d'entrata. Un paradosso.

La Lega B invita poi i club ad "effettuare, a mezzo del proprio staff sanitario, i controlli opportuni idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra atleti, tecnici, dirigenti e accompagnatori". L'interpretazione non va nel senso di test a tappeto su tutti i tesserati, ma piuttosto sul seguire le raccomandazioni della Federazione Medici Sportivi. Si tratta di una serie di norme igienico sanitarie e di buone prassi per minimizzare il rischio, che ampliano quelle già note, che tutti i cittadini dovrebbero seguire. E così divieto tra compagni di bere dalla stessa bottiglietta, mangiare negli spogliatoi, scambiarsi asciugamani, lasciare in giro indumenti usati, fasciature e cerotti, ma anche invito ad analizzare l'acqua delle piscine e disinfettare accuratamente palestre e attrezzi.
Uno schema che peraltro lo Spezia aveva già attivato da una settimana per proprio conto come tanti altri club professionistici anche sulla scorta del caso della Pianese, ad oggi l'unico club professionistico ad aver dovuto gestire un caso di positività al suo interno. In caso di comparsa di sintomi compatibili con l'infezione da coronavirus, spetta ai medici sociali intervenire e predisporre le misure da adottare che possono arrivare fino all'isolamento del singolo atleta. Questa diventa l'ipotesi più temuta al momento, passibile di sconvolgere un intero campionato: una cosa è giocare a porte chiuse, un'altra avere mezza rosa in quarantena. Il tempo per recuperare eventuali rinvii sarebbe strettissimo.

Cambia anche il modo in cui verranno raccontate le partite a porte chiuse. Al momento al Picco c'è l'ok per accogliere un massimo di 45 operatori dell'informazione tra giornalisti e fotografi. Questi ultimi non potranno, come d'abitudine, occupare un posto a bordo campo ma dovranno scattare dagli spalti. Cancellato di fatto tutto il post partita e affidato al massimo agli organi ufficiali dei club: chiuse le sale stampa e le mixed zone per le interviste video e radio, in diretta e non. Rimangono garantiti ovviamente i live con la formula solita del detentore dei diritti. Sul rettangolo verde stop anche ai raccattapalle presi dalle giovanili, saranno selezionati tesserati adulti per una mansione che rimane fondamentale.
Sospese infine le iniziative di marketing e di solidarietà. Nessun incontro tra calciatori e tifosi negli store ufficiali o nei punti commerciali per il merchandising ufficiale. Salta l'appuntamento del 13 marzo con “B come Bambini” che doveva vedere i calciatori dello Spezia Calcio e della Virtus Entella insieme per una visita all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Ovviamente divieto di pubblico anche gli allenamenti, cancelli chiusi al Comunale di Follo per almeno un mese.

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