Un lettore: "Felice Evacuo grande cuore, trattato con troppo poco rispetto"
La Spezia - Questione di stile.
Immaginate di lavorare in un'azienda: sudare, soffrire, gioire per i risultati del lavoro che svolgete quotidianamente; immaginate di essere i migliori nel vostro settore, di aver visto tremare i cancelli per le proteste dei vostri clienti, aver rimboccato le maniche e aggiustato la situazione, senza mai un premio, un'approvazione, un applauso… e poi?
Poi un bel giorno arriva un collega aitante che prende il vostro posto per un giorno di malattia, un giorno di lavoro sodo, e tutti lo venerano, lo acclamano, lo applaudono. Voi come vi sentireste?
Ora spostate tutto questo e mettetelo allo stadio Picco, dove noi siamo “clienti” di ragazzi che - chi più chi meno - ci stanno provando. Uno di questi si chiama Felice Evacuo, professione attaccante, quasi capocannoniere del girone (tanti rigori vero, ma vanno anche segnati e soprattutto guadagnati e lui se ne é presi tanti), che ad ogni partita, fin dalla prima, getta in campo l'anima, il cuore e il sangue, che dopo 20 minuti di partita deve sentirsi acclamare da tutta la gradinata il nome del collega Marotta (bravo, bravissimo, ma ha giocato due partite e quando la tempesta era già passata), senza che, la maggior parte di essi l'abbia visto in campo per più di un tempo.
Chiediamo sempre rispetto da questi ragazzi, chiediamo spirito battagliero, gagliardo, facciamo tremare i cancelli, viviamo per loro, condizioniamo il nostro umore per i loro risultati: cerchiamo allora a nostra volta di averne per loro, soprattutto per chi in campo ci ha lasciato anche la testa!
Forza Spezia.
Martedì 7 febbraio 2012 alle 22:45:25
FEDERICO FIGOLI
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