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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 16.11

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Ultras Livorno accusano Polizia e Curva Ferrovia, che replica per le rime

Gli amaranto scrivono di essere stati caricati senza motivo e accusano i rivali di scarsa mentalità. Gli aquilotti: "Nessuno ha compreso cosa stava accadendo, conosciamo bene la repressione".

Dopo gli scontri di mercoledì
Ultras Livorno accusano Polizia e Curva Ferrovia, che replica per le rime

La Spezia - Gli strascichi di Spezia-Livorno, vinta 3-0 dagli aquilotti mercoledì sera al Picco, non riguardano solo il preannunciato reclamo del club labronico che al momento ha portato alla non omologazione del risultato (a ore si attende il vero e proprio ricorso e il successivo responso del Giudice Sportivo) ma proseguono anche su ciò che è avvenuto nel settore ospiti. Gli scontri accaduti in Curva Piscina fra Polizia e tifosi toscani durante il primo tempo del match, potrebbero infatti portare a breve all'emissione di denunce e daspo a carico delle persone che, secondo le ricostruzioni a caldo, dopo aver forzato i tornelli poiché privi di biglietto, avrebbero anche aggredito alcuni steward nel tentativo di scavalcare o aprire i cancelli che danno verso il settore distinti. Quattro in tutto gli addetti feriti (compresa una donna) alcuni dei quali hanno ricevuto diversi giorni di prognosi e, a quanto pare, pronti a sporgere denuncia, mentre gli agenti ricorsi alle cure dei sanitari sono stati dodici.

Fatti sui quali in giornata si sono espressi gli ultras del Livorno con un comunicato apparso sulla pagina Facebook della Curva Nord amaranto: “Ciò che abbiamo visto e a cosa abbiamo dovuto assistere nella trasferta di Spezia ha del paradossale - si legge - per non dire premeditato. Dopo aver girato a vuoto per un'ora e aver percorso dieci chilometri (a bordo di autobus di linea messi a disposizione dal servizio d'ordine) arriviamo al settore, a differenza dei pulman dei club che sono stati portati subito allo stadio facendo un altro tragitto. Nessuno al prefiltraggio, entriamo senza che ci venga controllato il biglietto, al 25' del primo tempo. Fuori tutto liscio sotto il profilo dell’ordine pubblico. Entriamo e, a parte qualche provocazione da parte di qualche steward, gli animi sono accesi, ma tutto si risolve in qualche spinta, discussioni verbali e niente più. Specifichiamo - proseguono - momenti di tensione e non di danneggiamenti. Passato qualche minuto di calma, solo apparente, ecco il reparto celere, almeno una quarantina che con veemenza e fare minaccioso dapprima staccano e si portano via una nostra pezza, poi recuperata: senza preavviso cominciano ad avvicinarsi. I ragazzi del gruppo con intelligenza si mettono nel mezzo, il settore è pieno di famiglie, anziani e tifosi dei club. Alla polizia poco importa, nonostante tutti siano disarmati, a volto scoperto e chiedendo più volte un dialogo, ecco le cariche almeno quattro o cinque che si protraggono per almeno 10 minuti”.

La nota prosegue: “Alla fine di queste cariche “di alleggerimento” molti di noi hanno le teste aperte e parti del corpo tumefatte da una violenza che avevamo fortunatamente dimenticato nel corso del tempo. Nonostante gli appelli nostri e della gente normale che con rabbia invitava la polizia ad andarsene, fino a compimento del loro lavoro, il reparto celere non è uscito dal settore. Concludiamo ribadendo l'importanza dei numeri sui caschi della polizia, un riconoscimento per far sì che queste ingiustizie abbiano un nome e cognome. Ci chiediamo inoltre cosa sia successo di talmente grave da meritarsi un comportamento così aggressivo, senza nessun tentativo di mediazione o di farci capire cosa nel caso avessimo sbagliato, nonostante avessimo un regolare biglietto perdendo pure un terzo di partita. Anche qui come a Firenze proprio nella stessa serata, qualcosa a livello di ordine pubblico non ha funzionato nonostante la volontà nostra di assistere semplicemente alla partita”.

Ma nel loro comunicato gli esponenti del tifo livornese tirano in ballo anche la controparte della Curva Ferrovia, rea a loro avviso di aver intonato cori come “fate ridere” agli avversari “pur vedendo la polizia nel settore”. Sul fronte opposto in realtà, per distanza e per la presenza di striscioni e pannelli pubblicitari che impediscono una buona visuale, si è capito ben poco di quanto accaduto in Piscina. Tanto che la Curva Ferrovia nel primo pomeriggio ha risposto alle accuse con un comunicato ufficiale rimandando tutto al mittente.
“Alle parole preferiamo ”la realtà della strada” e del “chi c'era sa” - replicano gli ultras dello Spezia – solitamente non rispondiamo per evitare un immaturo botta e risposta ma non possiamo tacere dinnanzi all'infamante accusa dei nostri dirimpettai. Dalla curva di casa - sottolineano - nessuno aveva compreso la reale situazione poiché i fatti sono avvenuti in zona parterre, non visibile dalla Ferrovia perché oscurata dai teloni pubblicitari. I cori di scherno e la visceralità del campanilismo sono la parte sana della nostra vita. Cara Curva Nord Livorno, evita di scrivere assurdità su gruppi che conoscono bene la repressione (sorveglianze e abusi) e che con silenzio e dignità portano avanti la loro causa”. Un comunicato concluso con un laconico “Dalla parte di chi paga” alla luce anche dei recenti provvedimenti subiti dagli ultras aquilotti.

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