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Ulivieri e Di Carlo, maestro e allievo: "E' migliorato con la tenacia"

Il saluto a Osvaldo Motto e il ricordo di Currarini, grande bandiera aquilotta.

Ulivieri e Di Carlo, maestro e allievo: `E´ migliorato con la tenacia`

La Spezia - Un abbraccio tra due uomini che hanno vissuto lo stesso calcio. Renzo Ulivieri e Osvaldo Motto si ritrovano al "Ferdeghini" per l'incontro del presidente Aiac con i tecnici spezzini. "Io di spezzini ne ho avuti nella mia carriera. Uno è Marco Domenichini, oggi secondo di Spalletti, che ho allenato alla Fiorentina. Se il calcio è cambiato? Certo. Oggi non ci sono più gli incontristi per esempio, si va verso il dominio del centrocampista di qualità. Un tempo c'era il recupera-palloni che lavorava per il rifinitore. Voi qui ne avevate uno che ricordo: Giovanni Currarini. Lui giocava con i piedi, ma dietro aveva chi correva".
"La sua umanità colpisce ancora prima della grande competenza", lo aveva introdotto Alteo Bolognini, presidente degli allenatori spezzini. "L'Aiac con Renzo ha guadaganto moltissimo assestandosi in una posizione di grande rilievo", le parole di Ugo Maggi, presidente regionale dell'associazione.

"Buonasera maestro!", è il saluto di Mimmo Di Carlo che abbraccia il suo mentore. Poi si siede in prima fila ad ascoltarlo come fatto già tante volte. "Guidolin per il pressing e Ulivieri per la manovra: questo vi avrà detto - dice Ulivieri parlando delle influenze dichiarate di Di Carlo - Come calciatore aveva piedi ruvidi, ma piano piano è migliorato lavorando con tenacia e ha fatto un buona carriera". Quando si compie il salto, quando si diventa allenatori? "Te lo dicono i tuoi calciatori. Tu gli parli e poi capisci da loro se sei un allenatore. Noi a Coverciano insegnamo di calcio, poi se uno riuscirà a fare il tecnico è un'altra cosa. Ci sono allenatori bravissimi che finiscono la carriera su un esonero, perché è un insuccesso duro da digerire".

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