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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Gennaio - ore 22.10

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UN SARDO MAGICO MANCINO ILLUMINA IL PICCO CENTENARIO

Il "Picco" ha un secolo e lo Spezia festeggia l'anniversario battendo il Livorno: l'ennesima battaglia tra aquilotti e labronici si tinge ancora una volta di bianco. Ragusa segna ma il vero protagonista è Beppe Mastinu, assist e un gol da playlist.

FUORI DAI PLAYOUT
UN SARDO MAGICO MANCINO ILLUMINA IL PICCO CENTENARIO

La Spezia - SPEZIA-LIVORNO 2-0
Marcatore: 32'pt Ragusa, 29'st Mastinu

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet; Salva Ferrer, Erlic (33'st Terzi), Capradossi, Marchizza; Maggiore, Bartolomei, Mastinu; Ragusa, Gudjohnsen (8'st Gyasi), Bidaoui (23'st F. Ricci). A disp. Krapikas, Barone, Vignali, Mora, Delano, Terzi, Bastoni, Reinart, Benedetti, Buffonge. All. Vincenzo Italiano

LIVORNO (4-2-3-1)
Plizzari; Del Prato, Gonnelli, Bogdan, Porcino; Luci, Agazzi (20'st Viviani); Marras, Rocca (25'st Murilo), Marsura (32'st Raicevic); Braken. A disp. Ricci, Di Gennaro, Zima, Rizzo, Pallecchi, Morganella, D’Angelo, Rizzo, Boben. All. Roberto Breda

Arbitro: Juan Luca Sacchi di Macerata
Assistenti: Daniele Marchi di Bologna e Pasquale Cataldo di Napoli
IV uomo: Niccoló Baroni di Firenze
Ammoniti: Mastinu, Agazzi, Gonnelli, Ragusa, Bidaoui
Recupero: 0'(pt), 5'(st)
Spettatori: 5500 (1717 paganti di cui 211 ospiti + 3751 abbonati)
Incasso: 17320

PRE-PARTITA
14.37 - Oltre la rivalità e i tanti duelli in C e B, oltre Protti, Treviso e il veleno durato per anni. Oltre un gemellaggio d'altri tempi finito nel peggiore dei modi, il campanile che prima non c'era e la distanza ravvicinata fra le due città, rivali sul mare oltreché sui campi di gioco. Spezia-Livorno è quest'anno un vero e proprio match salvezza: cinque punti di differenza e stati d'animo pur diversi. Lo Spezia viene da una vittoria e un pareggio che hanno ridato morale al gruppo beffato all'Arena Garibaldi, l'altra partita sentita dell'anno; il Livorno non vince da più di un mese e annaspa nelle retrovie.

14.45 - Esattamente cent'anni fa la prima partita ufficiale dello Spezia allo stadio "Alberto Picco": anche la Ferrovia saluta l'amato tempio con uno striscione a centro curva. Nell'undici di casa Riccardo Marchizza agirà da laterale sinistro, Ragusa e Bidaoui saranno gli esterni e Gudjohnsen occuperà la zolla di terminale offensivo. Qualità in mediana con Maggiore e Mastinu insieme al regista Bartolomei, ripetendo quanto avvenuto contro Frosinone e Cosenza.

PRIMO TEMPO
Vorrei incontrarti fra cent'anni. Sgangherato e autentico, incompleto ed emozionale, il tempio di Viale Fieschi è l'unico vero punto fermo nella storia delle bianche casacche. Fa un certo senso che si celebri questo traguardo proprio nel giorno di una partita storicamente sentita che non porta però al vecchio Picco il pubblico record che ha sempre garantito specialmente negli ultimi vent'anni di scontri fra aquile e labronici. Nemmeno il tempo di costruire le premesse, di contare la miseria di 200 tifosi dalla città toscana, che lo Spezia edifica un'occasione colossale dopo soli 2' dal fischio d'inizio di Juan Luca Sacchi: Mastinu mette in movimento Maggiore che scappa via sulla destra in beata solitudine ma apre troppo il piatto. L'offensiva dello Spezia è totale, quasi rabbiosa, figlia di una condizione fisica eccellente: c'è voglia di segnare subito ed incanalare la gara e al 6' Ragusa impatta male un pallone ancora una volta scodellato nel mezzo alla perfezione da Mastinu. Il Livorno si scuote e risponde prima con timidezza: fuori misura il colpo di testa di Braken ben servito dall'ex Marras. Poi con più convinzione su un ottimo break che taglia fuori Marchizza e manda Marras al rasoterra basso ideale per il rimorchio che stava arrivando, ma c'è la diagonale di Salva Ferrer a fermare tutto.

Valori tecnici ben diversi in campo, lo Spezia quando accelera sugli esterni è una bella orchestra e il "Picco" apprezza le giocate, spesso di prima. Servirebbe semmai più cattiveria da parte di Gudjohnsen, spesso anticipato dal duo Bogdan-Gonnelli, più intraprendenza da Bidaoui che ha in Marsura un marcatore attento. Il siluro di Marchizza a risolvere una palla uscita dal caos dell'area di rigore e capitatagli sui piedi, esalta al 17' la parata di Plizzari che ci mette istinto e posizione. Non esattamente farà lo stesso al 21' Scuffet che va per farfalle su un calcio d'angolo insidioso che la difesa di casa sbroglia in qualche modo. Un po' del ritmo imposto dai bianchi nel primo quarto d'ora pare essersi estinto, il Livorno prova a gestire più possesso e per vie centrali trova la giocata: al 27' Erlic usa il mestiere per murare le volontà di un Braken bravo ad entrare nel cuore dell'area ma impossibilitato a calciare, ad un niente da Scuffet. Ottima la gara di Salva Ferrer, lampi di gran calcio offerti da Mastinu, allo Spezia manca solo il gol e alla mezz'ora Bidaoui ci va vicinissimo, trovando un muro davanti a se dopo aver cercato spazio con una doppia finta sul posto che altre volte era bastata.

Bidaoui suggerisce, Mastinu con la bacchetta magica: l'1-0 di Ragusa è da applausi.
Lo Spezia blocca il tempo al 32', finalmente. Su un lungolinea, non il primo, Bidaoui si traveste da suggeritore e per una volta è lui a lanciare Mastinu nello spazio: il solito grande mancino radiocomandato del fantasista sassarese invita Ragusa alla cena di Natale: colpo sotto appena accompagnato sul quale Plizzari in uscita può nulla e quinto sigillo del siciliano in campionato. Lo stesso portiere, appena 19 anni, bloccherà una conclusione dai venticinque metri di Mastinu, mentre Scuffet avrà solo da sdraiarsi sulla destra per fermare il tiro non irresistibile di Rocca prima mentre non dovrà faticare per domare quello forte ma centrale di Braken poco dopo. Nel finale lo Spezia non smette di attaccare e al 43', al termine di una giocata di prima che coinvolge mezza squadra, Maggiore manderà in curva il suo sinistro dopo aver anticipato sapientemente il movimento, tanto da tagliare fuori due avversari in un colpo solo.

SECONDO TEMPO
Peccati di egoismo. Sono quelli di Bidaoui al minuto 4: servito di prima dal solito Maggiore, preferisce tentare la conclusione a rete, anzichè servirla a Mastinu, appostato in solitudine alla sua sinistra. L'1-0 non può fare dormire sonni tranquilli e a ricordare che basta un attimo per togliersi dalla faccia facili sorrisi ci pensa Braken che anticipa Capradossi e sfiora il legno: pericolo scampato, Scuffet difficilmente avrebbe potuto fare qualcosa. E allora chiamatelo avvertimento. Italiano capisce che qualcosa va cambiato subito, perché davanti si ristagna troppo e lo Spezia da un pezzo sembra aver perso in pericolosità corale: diventa perciò consequenziale la rinuncia ad un Gudjohnsen abulico che favorisce l'ingresso di Gyasi. I minuti trascorrono, l'oscurità incombe e quando si guarda il cielo significa che sul campo c'è poco racconto degno di nota. Il Livorno prova a fare pressing sui portatori di palla, lo Spezia pensa soprattutto a gestire, senza però grande qualità: il tutto dà coraggio agli amaranto e fa imbufalire Italiano che vive la gara come sempre sul limitare dell'area tecnica.

Magic Mastinu, il 2-0 è una chicca da salvare nella playlist.
Eppure basterebbe poco per metterla in cassaforte contro un Livorno volenteroso ma debolissimo: al 18' Ragusa vede e premia l'incursione di Maggiore che protegge la palla e calcia con il destro, angolando il diagonale ma senza la giusta energia di tiro. Viviani e Murilo per Agazzi e Rocca da una parte, Federico Ricci per Bidauoi dall'altra sono i cambi, decisi da Italiano e Breda nel momento topico del match, che tuttavia si svolge senza grandi sussulti. Ricci a destra, Ragusa si sposta dalla parte opposta per gli ultimi venti minuti di match mentre Plizzari para a terra non senza fatica il velenoso tiro-cross di Mastinu. Il piede caldo del ragazzo di Sassari troverà gloria al minuto 29: azione tambureggiante dello Spezia, Maggiore scarica con dovizia per Federico Ricci che perde tempo a stopparla e si vede murato. La palla rimpallata arriva sulla fascia sinistra in una zolla che agli occhi di tutti sembra innocua, non per Mastinu che prende la mira e lascia partire una staffilata chirurgica che s'infila imparabilmente alla destra di Plizzari.

Lo Spezia gestisce il finale, Scuffet evita guai.
Vola Scuffet alla sua destra sulla conclusione di Marras: senza quella parata, si poteva riaprire tutto in un lampo. Chiaro che il raddoppio di Mastinu, una vera bellezza meritatissima per lo sfortunato trequartista, rincuora i tifosi di casa: lo Spezia lo aveva inseguito per un sacco di tempo quel gol che dà una certa sicurezza. Italiano risparmia l'ultimo spicchio ad un ottimo Erlic che ha però bisogno di tempo per ritrovare completamente il ritmo partita: è Claudio Terzi a guidare la difesa nell'ultimo quarto d'ora. Il Livorno ha la forza di provarci fino al 90' e Scuffet murerà Raicevic, con Capradossi che perfeziona lo sbarramento. E anche nell'ultima sortita dello stesso Raicevic l'ex portiere dell'Udinese risponde felino con il piede, prima che Ragusa spari in curva l'ultimo sussulto del match.

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