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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Giugno - ore 15.13

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UN PUNTO PER LA CONTINUITÀ'. AD UN PASSO DAL COLPO GROSSO

A Perugia dove i liguri non hanno mai vinto avanti gli umbri con un colpo del solito Vido: encomiabile reazione, tanto gioco e il gol di Gyasi. Bartolomei si dispera per un 2-1 sognato ma anche il Perugia ha occasioni e un grande Lamanna dice no.

PARI MERITATISSIMO
UN PUNTO PER LA CONTINUITÀ'. AD UN PASSO DAL COLPO GROSSO

La Spezia - PERUGIA-SPEZIA 1-1
Macatori: 18'pt Vido; 22'st Gyasi

PERUGIA (4-3-1-2): Gabriel; Mazzocchi ((15'st Falasco), Gyomber, El Yamiq, Ngawa; Dragomir, Bianco, Kingsley; Verre; Han (25'st Melchiorri), Vido. A disp. Leali, Perilli, Mustacchio, Sgarbi, Ranocchia, Bordin, Bianchimano, Moscati, Falasco, Terrani, Kouan. All. Alessandro Nesta

(4-3-3): Lamanna; Vignali (15'st De Col), Terzi, Capradossi, Augello; Mora, Ricci, Bartolomei; Gyasi, Okereke (46'st Gudjohnsen), Pierini (44'st Bastoni). A disp. Manfredini, Barone, Crivello, Giani, Mastinu, De Francesco, Bastoni, De Col, Figoli, Acampora, Bachini. All. Pasquale Marino

Arbitro: Aureliano di Bologna
Assistenti: Rossi L. (Rovigo) - Scarpa (Reggio Emilia)
Quarto Uomo: Rutella (Enna)
Ammoniti: Han, Vignali, Capradossi, Terzi
Recupero: 1'(pt), 5'(st)

PRE PARTITA
14.41 - Una gelida Perugia accoglie lo Spezia in questo sabato di serie B. Appena 3 gradi sul terreno del Renato Curi per un match fra due squadre che hanno avuto cammini simili finora in questo campionato. Negli umbri in attacco ci sono Vido e Han con Verre alle loro spalle. Difesa a quattro con Mazzocchi e Ngawa esterni. Solito 4-3-3 per i liguri di Marino che schierano Okereke al centro dell'attacco affiancato da Gyasi e il confermato Pierini. C’è Ricci in cabina di regia, con Bartolomei e Mora a correre, tamponare e riproporre. La linea difensiva è quella ormai consolidata. Perugia in casacca rossa, Spezia con la nera tenuta da trasferta.

14.50 - Quattro vittorie nelle ultime gare interne per il Perugia che al Curi sta bene tanto quanto lo Spezia al Picco. Ben diverso il cammino degli aquilotti in trasferta: solo un successo per i ragazzi in maglia bianca nella trasferta di Livorno e un pari, per il resto sono state sconfitte. Poco pubblico allo stadio, il gelo e la tv fanno la loro parte. Un centinaio i tifosi spezzini presenti, campo reso pesante dall'umidità, con ghiaccio ai bordi del campo. Bianco-Ricci, due ex che si sfidano in linea mediana mentre Mastinu è finalmente in panchina dopo una vita di attesa. Dal 2015 lo Spezia non fa gol a Perugia, motivo in più per provare ad invertire la tendenza.

PRIMO TEMPO
Con la voglia di non sciogliersi come neve al sole ogni qual volta ci si allontana da casa, lo Spezia sfida il Perugia su un campo mai amico e dove gli umbri in stagione hanno fatto cose egregie. Il lotto delle premesse insomma non è dei migliori visto che oltre ai punti mancano anche i gol al Renato Curi: l'ultimo giocatore dello Spezia ad aver gonfiato la rete è Giulio Ebagua, nel 2014. Ma c'è sempre una prima volta e Marino ha voluto significare ai suoi di avere fiducia in questo gruppo di giocatori, indipendentemente dalle assenze contingenti e del mercato di riparazione, ormai imminente. L'inizio, per una volta, è tutto aquilotto: il pressing robusto e collettivo sui portatori di palla del Perugia è una scelta pensata in settimana per fronteggiare gli incipit di partita statisticamente penalizzanti per gli aquilotti:. Come a voler dire che, visti i trascorsi, la miglior difesa è l'attacco. Con un destro fuori misura di Verre dai venti metri, controllato con lo sguardo da Lamanna, il Perguia al 3' esce dal guscio per la prima volta. Due squadre che giocano tanto la palla e si fronteggiano a viso aperto, malgrado le irregolarità del manto erboso: lo Spezia è più portato alla verticalizzazione delle giocate, il Perugia per caratteristiche preferisce un giropalla tecnico e sornione.

Vido prende la spada e infilza Lamanna. Avanti Perugia.
Un primo quarto d'ora di gioco dove lo Spezia si fa preferire all'avversario: mancano le conclusioni in porta, non la costruzione del gioco con Ricci e Verre fulcro delle rispettive manovre. Al 18' l'episodio che sblocca la vicenda, decisamente a sorpresa per quello che sembrava il 'mood' del match: gli umbri sulla sinistra riescono a sfondare, il cross basso serve Vido spalle alla porta, ma il 10 del Perugia è abilissimo ad anticipare Terzi e Capradossi sull'appoggio, girarsi in un fazzoletto e freddare Lamanna con un diagonale imparabile. Una rete che condizionerà a lungo la squadra ospite che non riuscirà per molti minuti ad imbastire alcuna reazione: dalla cintola in su troppo poco il movimento senza palla per colpire un Perugia in vantaggio e proteso alla protezione della propria trequarti. Le uniche giocate potenziali se le procura Okereke che finisce però per sbagliare l'ultima cosa, quella più importante. Fra stop e cross sbagliati non è certo un buon primo tempo quello del pur volitivo Vignali che ha il coraggio di proporsi ma non è sostenuto dalla tecnica: Marino scuote la testa un paio di volte su altrettante ingenuità.

Reazione Spezia ma bisogna tirare in porta. E inquadrarla.
Ma, a conti fatti, lo Spezia deve soltanto recriminare per l'occasione del gol perché per il resto non è che la squadra di Nesta abbia fatto qualcosa di più. Per due volte in pochi minuti su una seconda palla Ricci tenta di concludere in porta ma trova il corpo dei difensori mentre a Vido basta una mezza palla per far paura a Lamanna: il suo destro esce di una manciata di centimetri dal primo palo. La gara scorre, Perugia e Spezia calciano spesso e volentieri da lontano ma non c'è mai la misura e i portieri non devono faticare. Su un raro lampo aquilotto, Gyasi riesce a scaricare una palla prima di essere travolto e Pierini tenta un destro che non esplode però come dovrebbe. La zampa di Mazzocchi al 38' toglie dall'area piccola una sfera perniciosa messa dentro da Vignali ma il forcing aquilotto è finalmente quello che Marino pretende. Ai punti la squadra ligure meriterebbe il pari ma bisogna calciare in porta per dare forma alle speranze e magari inquadrare lo specchio come non accade al 41' col sinistro di Pierini. Il primo tempo si conclude virtualmente al 44' quando Vignali rischia grosso tuffandosi sul limite dell'area su un non intervento di Bianco: Aureliano grazia lo Spezia e il difensore che se fosse stato ammonito sarebbe finito sotto la doccia prima del riposo.

SECONDO TEMPO
Un golletto per ristabilire una parità che lo Spezia del primo tempo ai punti meriterebbe. Il problema è rendere esecutivo il proposito e la sensazione è che se in casa gli aquilotti riescono a fare calcio e segnare gol in diversi modi, lontano dal Picco senza Galabinov diventa tutto più duro. Gyasi e Bartolomei, dal centro verso l'out mancino, provano a creare superiorità numerica ma la difesa del Perugia riesce a non concedere mai il passaggio facile e sulle palle aeree senza saltatori non c'è partita: solo al 9' Capradossi sale in cielo per colpire di testa ma non calibra bene la traiettoria, un metro abbondante sopra la trasversale. Sembra quasi che ai venti metri gli aquilotti non sappiano più che cosa fare: eppure c'è possesso, c'è voglia di crederci, forse oggi è mancato il movimento senza palla. Colossale però l'occasione del 10' sull'ennesimo calcio d'angolo sventagliato nel cuore dell'area del Perugia: è ancora Capradossi il più lesto a credere su una palla vagante che permette ad Okereke di calciare su un Gabriel intuitivo e fortunato. Si gioca ad una porta ma è abbastanza evidente che sbilanciandosi collettivamente si aprono superstrade per i contropiede del Perugia: al 13' dribbling e controdribbling di Kingsley su Capradossi con rasoiata conclusiva non all'altezza della sontuosa preparazione. De Col per Vignali è un cambio che avrebbero fatto tutti e Marino non aspetta più di un quarto d'ora per farlo.

Finalmente Spezia! Okereke radiocomanda Gyasi. Che è più freddo del... clima. .
La spinta dello Spezia è degna di encomio, il Perugia balla e spera che prima o poi la morsa si allenti: segnare è anche questione di fortuna. Splendida la torsione di Okereke che esalta la parata in tuffo di Gabriel. Preludio al gol che vale il pari dei liguri, tutto in verticale, tutto bellissimo e sacrosanto: un Pierini finalmente decisivo serve Okereke che in posizione di rifinitore attende il movimento perfetto di Gyasi per servirlo davanti al portiere ed esultare con lui sul destro perfetto dell'italo-ghanese. E' l'1-1, finalmente: panchina in campo e ugole felici per gli oltre cento fedelissimi al seguito. L'umore si ribalta, lo Spezia mette ai paletti un Perugia che sembra avere la labirintite e Gabriel salva capra e cavoli al 26' quando vola sulla sua sinistra per togliere dal sette lo sparo di Pierini. Sbagliano tanto i padroni di casa, ma anche Terzi pecca di sufficienza quando sbaglia un appoggio da penultimo uomo e per rimediare deve fermare fallosamente il neoentrato Melchiorri con una spallatina: un giallo inevitabile (ottima prestazione per l'arbitro Aureliano) che lo terrà fuori dalla sfida contro la capolista Palermo, sua ex squadra.

La parata di Lamanna vale quanto un gol. Poi uno stupendo finale.
Nesta teme le ripartenze e un ko che brucerebbe oltremodo. D'altro canto è proprio in contropiede che gli spezzini fanno l'1-1: l'ex campione del mondo chiede ai suoi di salire una decina di metri e provare anzi ad offendere. Dieci minuti di grandi difficoltà per poi riprendere a giocare e al 33' ci vuole la mano protesa di Lamanna per anticipare Vido su un servizio di Falasco. Match apertissimo ad ogni evoluzione, anche che il Perugia torni sopra, cosa che sembra fatta al 38': il miracolo di Lamanna sulla conclusione a botta sicura dal limite dell'area piccola di Verre vale quanto un gol. Il Perugia ci crede e gli umori si ribaltano di nuovo con lo Spezia che rischia di vanificare tutto il lavoro fatto per acciuffare il pari. Il sinistro di Gyasi in bocca a Gabriel e un bellissimo finale dove nessuno perde secondi in modo conservativo: già questo merita gli applausi del pubblico, allo stadio così come davanti alla tv. Si mette le mani nei capelli Bartolomei sul gong che apre il recupero quando la parte superiore della testa di Dragomir alza la traiettoria quel tanto che basta per non finire in porta. La gara finisce 1-1 ma a preoccupare è l'uscita di scena di Okereke: non sono i crampi a mettere fuori il nigeriano ma un fastidio al flessore che si spera sia di lieve entità. Vedremo nelle prossime ore.

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