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Ultimo aggiornamento: Domenica 27 Settembre - ore 14.46

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UN PUNTO CHE TIENE IN QUOTA, PAURA CAPRADOSSI

Domina senza essere devastante, costruisce due palle gol nitide, recupera Di Gaudio e Matteo Ricci. Ma la notizia negativa dallo "Zini" è ancora materia di infortuni: si gira il ginocchio di Capradossi. Playoff matematici, forti al di là di tutto.

un altro infortunio serio?
UN PUNTO CHE TIENE IN QUOTA, PAURA CAPRADOSSI

La Spezia - CREMONESE-SPEZIA 0-0

CREMONESE (4-4-2):
Ravaglia; Bianchetti, Ravanelli, Terranova, Crescenzi; Mogos (47'st Palombi), Gustafson, Castagnetti (43'pt Arini), Zortea (21'st Gaetano); Ciofani, Celar (21'st Parigini). A disp. De Bono, Volpe, Scarduzio, Claiton, Cella, Ceravolo, Girelli. All. Pierpaolo Bisoli.

SPEZIA (4-3-3):
Scuffet; Ferrer (18'st Vignali), Erlic, Capradossi (9'pt Terzi), Ramos (20'st Bastoni); Bartolomei, Acampora (20'st Ricci M.), Mora; Ragusa (18'st Di Gaudio) Nzola, Gyasi. A disp. Krapikas, Desjardins, Gudjohnsen, Vitale. All. Vincenzo Italiano.

Arbitro: Luca Massimi di Termoli
Assistenti: Alessandro Cipressa di Lecce e Giuseppe Perrotti di Campobasso
Quarto Uomo: Alessandro Prontera di Bologna
Recupero: 3'(pt), 4'(st)
Ammoniti: Terranova, Crescenzi

PRE-PARTITA
20.45 - La Cremonese di Pierpaolo Bisoli è quasi salva ma vincendo stasera può affrontare con serenità gli ultimi 180' della regular season. I grigiorossi impattando a Perugia portano avanti la loro striscia di imbattibilità: un punto d'oro quello strappato agli umbri che mantiene le distanze dalla zona retrocessione. Ottimo periodo di forma, cinque risultati utili consecutivi, e un atteggiamento che è completamente cambiato da quando l’ex allenatore di Cesena e Padova siede in panchina. Mogos e Zortea, terzini di ruolo, agiranno in realtà da esterni alti in un classico 4-4-2 con Ciofani e il giovane talento Celar in attacco.

20.53 - Ospiti che sono scivolati immeritatamente nell’ultimo turno contro il Venezia. I ragazzi di Italiano devono vincere non tanto per alimentare le residue speranze di promozione diretta, il Crotone è passato con una cinquina a Livorno, quanto per tenersi stretto il terzo posto che darebbe modo di saltare le semifinali e magari recuperare tutti gli effettivi per le ultime decisive partite che valgono tutti gli sforzi di un torneo lungo un anno. Nell'undici di partenza, dopo tanto tempo, c'è l'uruguyano Ramos mentre Ragusa è nel tridente d'attacco. In panchina i rientranti Di Gaudio e Matteo Ricci.

PRIMO TEMPO
Più forti delle assenze e di un'atmosfera a metà tra la consapevolezza di aver fatto tante bellissime cose e una promozione diretta virtualmente sfumata ma con un terzo posto assolutamente da proteggere e un finale di campionato piuttosto severo, confrontato con le dirette concorrenti. E allora, visto come sono andate le ultime due settimane e i tanti forfait patiti dal ritorno in campo, Forza Italiano e forza Aquile: bisogna fare di tutto per vincere in uno stadio ostico come lo "Zini" contro la delusione della serie B 2020/21. Una Cremonese che conta però su una rosa di tutto riguardo, basta dare un'occhiata ai tanti giocatori importanti che siedono in panchina. Bisoli ridisegna i suoi con un 4-4-2 che somiglia più ad un 4-5-1 nella fase difensiva: gli esterni alti sono generalmente terzini di ruolo, forse per fermare proprio nelle zone estreme le classiche infilate di cui gli uomini di Italiano sono capaci. Lo Spezia parte attaccando ma dopo 5' ci sono già pessime notizie: in un normale intervento di ripiegamento il ginocchio del difensore gira in modo innaturale e cade al suolo: si vede subito che non è una cosa da poco. La malasorte non vuole proprio abbandonare le maglie bianche: Capradossi lascia il rettangolo sulle sue gambe ma zoppica vistosamente. Tocca a Terzi, alla 320esima in serie B, Italiano allarga le braccia come a dire: "tutte a noi".

La Cremonese rinuncia alla fase offensiva a difesa di Ravaglia.
Fondamentale adesso non perdere la bussola: Bisoli alza i decibel e chiede ai suoi di essere feroci nel pressing sui portatori di palla ospiti. E' chiaro che vuole sfruttare il momento psicologicamente favorevole, come è chiaro che lo Spezia non deve farsi irretire dalle vicende: la scossa ai suoi la dà Mora al 10' con una rasoiata a pelo d'erba che Ravaglia blocca a terra, sdraiandosi sulla sua destra. Piano piano i bianchi guadagnano campo e fiducia, ottengono qualche corner e chiudono la Cremonese nella propria metà: Terranova francobolla Nzola e raramente gli concede qualcosa, le strade vanno cercate lontano dal traffico. Difficoltoso uscire con la solita fluidità di palleggio dalla propria metà campo, la Cremonese è ordinata nel ripiegarsi su sè stesso, anche subendo l'altrui possesso palla: Terzi la fa girare più di quanto riesca a farlo Acampora, che avrebbe i compiti del regista. I grigiorossi preferiscono il sacrificio al confronto a viso aperto perché dall'altra parte c'è comunque una squadra che ha una filosofia di gioco anche se in mezz'ora in porta è andata soltanto una volta, con quella conclusione mancina di Mora dalla media distanza.

Alla lunga lo Spezia cala e nel finale si vede la Cremo: Scuffet smanaccia sulla traversa.
E' in evidente posizione di fuorigioco Gyasi quando al 31' inzucca alla perfezione, ben al di là dell'ultimo difensore. Ma almeno qualcosa si vede. A ritmi bassi, anche se il possesso è aquilotto nel 67% dei minuti effettivi giocati, chi deve difendersi ha buon gioco ma sappiamo bene quanto sia difficile dare sempre repentinità alle idee: lo Spezia lo ha fatto tanto in stagione ma servono anche le gambe, la benzina delle intuizioni. Nzola prende botte ma aiuta la squadra a rimanere compatta mentre Acampora al 36' spezza la noia con una bordata da fuori che Ravaglia riesce a domare con i pugni. Anche Castagnetti deve lasciare per infortunio, al suo posto Arini mentre Scuffet al 43' salva capra e cavoli deviando con la mano di riporto un calcio d'angolo pieno d'effetto che era promesso sotto il sette. La Cremonese prova ad allentare un po' e staziona per qualche minuto in avanti, Acampora ha l'ultima palla vera ma la spara lontanissima dalla porta.

SECONDO TEMPO
Sfondare il muro dei lombardi magari con un tiro da lontano o un guizzo di Ragusa, capace di fare grandi cose nelle gare più ostiche: sono le speranze di Italiano e dei tifosi aquilotti dopo un primo tempo con rari lampi e pure qualche rischio. Lo Spezia ricomincia dal paziente palleggio avvolgente per far correre gli avversari e trovare l'imbucata: entrato a freddo per sostituire Capradossi, capitan Terzi guida i suoi con carisma e tranquillità. Sentimenti che cerca di trasmettere ai suoi compagni, preoccupati di non riuscire a trovare la qualità nelle giocate che hanno fatto la differenza fino ad oggi: ci sono tanti giocatori che tirano la carretta da tempo, ci sono pochissime alternative per Italiano e la nota positiva della serata è quel Juan Ramos chiamato in causa dopo tanto tempo. Diligente e propositivo l'uruguyano nella serata dello Zini. I risultati sembrano indirizzarsi favorevolmente ma sicomme manca una vita è difficile se non pernicioso bearsi. Terranova rischia di inguaiare il suo portiere colpendo di testa all'indietro proprio sotto gli occhi di Ragusa che tocca, senza volere, con la mano. Giocano un po' meglio i bianchi, più avvolgenti e convinti nella manovra anche se la Cremo non perde mai l'equilibrio: Zortea e Mogos sono i più attivi della truppa di Bisoli, sempre e comunque in partita e di nuovo pericolosi con la testata di Terranova, per una volta rimasto all'attacco lui che è un granitico difensore centrale.

I cambi di Italiano per riaccendere uno Spezia stanco.

Vignali e Di Gaudio per Ferrer e Ragusa, è evidente la volontà di mischiare le carte per uscire dall'abitudine di un giropalla che stasera ha prodotto poco ma Celar si costruisce da solo una palla gol con una progressione significativa che culmina con un destro radente che sibila il legno. Rasoterra anche il tiro del neo-entrato Gaetano che si presenta con un paio di serpentine e una vivacità che in campo non si era ancora vista. Ora sta meglio la Cremo ma Gyasi è meraviglioso nel credere in una palla persa e guadagnarsi una punizione da zolla interessante, costringendo Terranova al giallo. Sulla barriera la punizione di Nzola che se la ritrova fra i piedi e la serve Acampora: collo pieno dei suoi, Ravaglia si distende ancora. Ultimi venti minuti e altre due sostituzioni decise da mister Italiano: Bastoni per Ramos, Matteo Ricci torna finalmente in campo dopo tanto tempo, al posto di Acampora. X-file all'ora esatta di gioco su un'uscita di Scuffet su Ciofani che casca quasi sulla linea di fondo: Massimi sembra andare sul dischetto, in verità torna sui suoi passi sulla segnalazione del guardalinee che punisce il precedente fuorigioco dell'attaccante di casa, peraltro piuttosto dubbio.

Il guizzo arriva con Di Guadio ma Ravaglia è un felino. E il forcing finale non basta.
Un guizzo, dicevamo, proprio quello che al 34' coinvolge Di Gaudio che vola verso la porta, approfitta di un rimpallo perfetto che lo mette davanti a Ravaglia: il suo piatto è diretto al secondo palo ma Ravaglia gli risponde presente con un gran balzo che toglie la palla dal sacco. A questo punto Bisoli non vuole rischiare più niente, la Cremo preferisce rinculare e difendere lo 0-0, anche in virtù degli altri risultati, resta da capire quanto ne ha lo Spezia che con Ricci ritrova geometria e tecnica di palleggio. Bastoni cerca gloria e riesce a metterla al centro: Terranova anticipa tutti rischiando l'autogol, mentre sul corner successivo Di Gaudio è lasciato incredibilmente solo ma impatta malissima con la testa. Controllo di destro, tiro di sinistro, manuale del calcio quello che al 41' regala un instancabile Bartolomei: centralissimo, adesso è anche una questione di lucidità. Forcing finale dello Spezia, Bastoni rischia il gol della domenica colpendo con coordinazione perfetta sull'ennesimo cross di Bartolomei: Ravaglia ci arriva, sembra passargli sotto il petto ma così non è. Game over, lo Spezia è matematicamente qualificato ai playoff.

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