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Ultimo aggiornamento: Lunedì 16 Ottobre - ore 22.30

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UN POMERIGGIO INGLORIOSO. CHE FINISCE BENE

Novanta minuti contraddittori, contro un Pisa retrocesso e mai domo. Chance con Fabbrini e Giannetti ma anche lunghe pause e un finale senza mordere. Il rigore finisce al'incrocio ma è Ceravolo in simultanea a tener le aquile dentro i playoff.

UN POMERIGGIO INGLORIOSO. CHE FINISCE BENE

La Spezia - SPEZIA-PISA 0-0

SPEZIA (3-4-1-2)
Chichizola; Valentini N. (40'st Okereke), Terzi, Ceccaroni; Vignali, Mastinu, Djokovic, Mastinu (22'st Baez); Fabbrini; Granoche, Giannetti (13'st Nenè). A disp. Valentini A., Candela, De Col, Sciaudone, Errasti, Datkovic. All. Domenico Di Carlo

PISA (4-3-3)
Cardelli; Birindelli (20'st Gatto), Lisuzzo, Crescenzi, Zammarini; Zonta, Lazzari, Longhi; Mannini, Masucci (32'pt Peralta), Lores Varela (38'st Verna). A disp. Campani, Polverini, Del Fabro, Angiulli, Favale, Degli'Innocenti. All. Rino Gattuso

Arbitro: Marco Serra di Torino
Collaboratori: Vincenzo Soricaro di Barletta e Luigi Rossi di Rovigo
Iv Ufficiale: Alessandro Meleleo di Casarano
Ammoniti: Maggiore, Djokovic, Mannini, Longhi
Recupero: 2'(pt), 4'(st)
Note: Granoche sbaglia un rigore al 93' calciando all'incrocio dei pali
Spettatori: 7500 circa (1790 paganti di cui 264 ospiti + 5730 abbonati)
Incasso: 29818 + 15227

PRE-PARTITA
14.25 - Diciamo la verità, non è il solito carico Spezia-Pisa che fra gli anni '90 e i la metà dei 2000 ha fatto parlare di sè in tutta Italia. Si trattava di Lega Pro ma la passione e la rivalità non conoscono categoria e quel momento del calcio italiano era semplicemente migliore di questo. Curioso che Spezia-Pisa giunga a fine campionato proprio come succedeva nel 2008 ma a parti invertite: quella volta fu il giovane e malcapitato Spezia che retrocesse matematicamente all'Arena dopo una sconfitta di misura. I tifosi del Pisa invece non dovranno almeno patire l'onta di perdere la categoria di fronte ai rivali.

14.45 - Le motivazioni dovrebbero essere a senso unico. Ma dall'altra parte se non hai nulla da giocarti, con la mente libera e un po' di energia, puoi creare problemi enormi ad un avversario che deve necessariamente fare tre punti. La Ferrovia dedica uno striscione e un grande applauso, al quale partecipano anche i circa 300 tifosi del Pisa appostati in curva Piscina, al piccolo Gabriele, scomparso nelle ultime ore. "Ciao leone", scrivono i tifosi bianchi. Condoglianze alle famiglia da parte della nostra redazione e, ne siamo sicuri, di tutto quanto lo stadio.

14.50 E' il derby di Fabbrini, pisano e tifoso nerazzurro da quando è in fasce. Giocherà titolare dietro le punte Granoche e Giannetti in un 3-4-1-2 che vede in campo tutti i giovani aquilotti del vivaio, così come Djokovic e Chichicola. Inutile dire che, se non ci saranno i playoff, quella del portiere di San Justo potrebbe essere l'ultima al "Picco", visto che la sua dipartita in estate è scontata. Lo Spezia e il problema del gol: da 280' i bianchi non vanno a segno, l'ultima volta fu il 22 aprile col gol di Pulzetti all'Entella. Per Di Carlo è il solito maggio nero: le sue squadre, e lo Spezia non fa eccezione, viaggiano alla media di 0.94 punti-partita con sei vittorie, 14 pareggi e altrettante sconfitte.

14.55 - Cielo coperto, clima fresco, ideale per giocare una partita di calcio. Chichizola vuole allungare la bella striscia di partite senza subire gol: da 270' i liguri non raccolgono la palla dal sacco e adesso proprio contro il Pisa possono provare a migliorarsi ancora, superando i nerazzurri nella speciale classifica dei gol subiti: 33-34, una solo rete di differenza. Pisa che non vince una partita da 13 giornate: l'ultima volta addirittura lo scorso 25 febbraio ad Ascoli per 4-2. Spezia con la maglia celebrativa per i 110 anni, presentata in settimana e indossata a sorpresa.

PRIMO TEMPO.
Volere è potere, rammenta il detto. Cosa vera, anzi sacrosanta, se sei padrone del tuo stesso destino, tremendamente relativo se sono gli altri ad avere in mano il joypad. Spezia-Pisa arriva in modo rocambolesco, con i nerazzurri già mestamente retrocessi in terza serie e i bianchi che dovrebbero fare gli straordinari per vincere e sperare che Carpi e Benevento fermino una fra Hellas e Frosinone. La litania delle circostanze che i tifosi aquilotti conoscono bene e vivono con il realismo di chi non gioca questo campionato solo da qualche mese. Ma, appunto, vincere è soltanto la condizione necessaria per iniziare a parlarne altrimenti è bene prenotare le vacanze e attendere la mano pesante della società sul futuro prossimo. Il copione sta nella logica: lo Spezia a fare la gara, il Pisa di rosso vestito con ordine e disponibilità ad evitare antipatiche goleade che andrebbero poi spiegate alla gente. Dopo soli 5' Fabbrini, proprio lui che è pisano vero, vola per vie centrali per scaricare un sinistro strozzato e vacuo. I dribbling del fantasista, la concretezza di Maggiore, la crescita di Giannetti: lo Spezia si affida ai loro spunti, in un inizio partita dove i toscani escono due volte dalla morsa, sprecando altrettante soluzioni per mancata convinzione.

Basta un guizzo, ma i bianchi creano.
Non è semplice trovare i varchi, d'altro canto il Pisa che retrocede è pur sempre la miglior difesa della B: Mastinu strappa gli applausi degli 8mila con uno stop a seguire che taglia fuori il marcatore, Vignali ci prova con un sinistro sporco che Cardelli para sul primo palo. Poco dopo Giannetti e Granoche scambiano con intelligenza ma l'attaccante di Siena ha troppo fretta di concludere, da una posizione a dir poco scomoda. Al 18' Fabbrini, che svaria da sinistra a destra senza compiti tattici particolari, supera di forza due avversari e una volta giunto sul fondo, invece di alzare la testa, e servire un comodo rimorchio, tira in porta senza un motivo valido per farlo. Al 21' la Ferrovia ha un sussulto sulla zuccata di Valentini che illude un po' tutti, ma che deve disperarsi: la sfera ben colpita nella mischia da corner, finisce sull'esterno della rete. Un minuto dopo ancora Spezia che inizia a legittimare le proprie voglie: stavolta Fabbrini agisce da trequartista puro, alza la testa e serve un pallone per Giannetti che aggira il portiere ma si allarga troppo: da quella posizione la porta sembra una buca da golf e la sua conclusione non inquadra lo specchio, sguarnito.

Il Pisa ammortizza la spinta, Cardelli fa miracoli. Ma è un finale tutto aquilotto.
Il tiro a girare di Varela spaventa improvvisamente sugli spalti ma finisce ben lontano dalla porta spezzina: è comunque il segno che il vento è cambiato. Non si sa se per un incomprensibile indietreggiamento dei bianchi, il Pisa intorno alla mezz'ora alleggerisce la pressione e non disdegna a produrre gioco offensivo, costringendo lo Spezia per diversi minuti ad un gioco di pazienza ed attesa. Con gli occhi febbrili sugli smartphone per seguire i risultati delle altre, non bisogna dimenticare che senza una vittoria nessun ragionamento è possibile. E a cambiare l'inerzia ci proverà anche Giannetti al 43' su cross al bacio di Mastinu: la torsione è quella giusta, ma la direzione è proprio in bocca a Cardelli. Segna il Benevento, lo stadio inizia a crederci un po' di più e ad un minuto dallo scadere è ancora il portiere pisano in uscita a fermare Giannetti. C'è un'altra atmosfera e il gol sembra nell'aria: Vignali ha coraggio nel mettere dentro al volo una palla che gira e che Lisuzzo prova a rinviare, rischiando l'autorete.

SECONDO TEMPO.
Spunta il sole, quello vero, sul manto ibrido di viale Fieschi dove Di Carlo manda gli stessi del primo tempo, sperando in un guizzo che risolverebbe la partita e non solo quella. Con Carpi avanti a Verona e Frosinone sotto a Benevento, all'appello del sabato manca solo lo Spezia. Un golletto sarebbe manna per prendere i classici due piccioni con una fava: in virtù di risultati così sorprendentemente favorevoli, battendo il Pisa lo Spezia sarebbe già matematicamente qualificato agli spareggi. Ma con 45 minuti da giocare potrebbe succedere di tutto: insomma la necessità di fare tre punti è rimasta tale e quale al fischio d'inizio. Troppo statici là davanti, Di Carlo non attende oltre e mette dentro Nenè proprio mentre il Frosinone pareggia a Benevento: è ancora tutto in ballo. Al 13' la prima palla gol della ripresa al termine di una serpentina nello stretto di Fabbrini con scarico basso per Granoche, disturbato al momento della deviazione.

Con il 4-4-2 a tentar fortuna. Ma è Varela a mangiarsi l'incredibile.
Nonostante ci sarebbe tutto il contesto morale per azzannare l'avversario e portare a casa la vittoria, l'impatto dello Spezia col secondo tempo non è all'altezza degli obiettivi e dei risultati favorevoli: non c'è pressing sul giovane e pago avversario, non una manovra ragionata che vada oltre i dribbling dei giocatori più tecnici o i lanci a scavalcare di Valentini e Terzi. Lo Spezia gioca quasi come se il gol dovesse arrivare dal cielo mentre Di Carlo ordina un 4-4-2 quadrato e senza fronzoli, toglie Mastinu per dare all'attacco un altro attore, si spera protagonista: l'uruguyano Baez. Scorrono i minuti inesorabili, nell'inspiegabile mutismo del Picco: sembra quasi che questi playoff, ancora lì incredibilmente a portata di mano, non siano poi così attesi e desiderati. I fischi del Picco si liberano senza nessuna pietà a 12' dalla fine quando il Pisa, su un clamoroso liscio di Valentini (originata da una palla persa da Maggiore al limite dell'area avversaria), sbaglia un'occasione clamorosa in contropiede, con Varela che angola troppo il suo piatto destinato al secondo palo.

Mani in area, rigore netto. Il primo no, il secondo è concesso. Ma il Diablo centra l'incrocio.
Frosinone e Verona impattano le loro gare, lo Spezia non è capace di approfittarne e il finale non ha la carica delle imprese, ma, semmai, l'estemporaneità delle scelte: Okereke per Valentini è l'ultima disperata carta buttata sul tavolo da Di Carlo per risolvere una partita che diventa maledetta ogni minuto di più. Forcing finale senza chissà quale furore, nei 4' di recupero il Pisa prova a perdere tempo in ogni maniera e lo Spezia non può che buttare la palla nel mezzo. No, non è finita perché sul gong i bianchi chiedono un penalty per un fallo di mano in area evidentissimo ma Serra dice no. Due minuti più tardi su situazione pressochè identica (testa di Nenè, mano evidente di un difensore) l'arbitro non ha dubbi: è rigore. E mentre il Picco si pregusta la vittoria che manda quasi certamente ai playoff, sul dischetto si presenta Granoche che mira l'angolo destro ma trova... l'incrocio dei pali. Gioia di... rabbia pisana, disperazione aquilotta per il risultato e per le burle dei tifosi avversari subito pronti a schernire sapendo che con i risultati di quel momento, lo Spezia sarebbe fuori dagli spareggi.
Una disperazione che s'annacqua subito dopo il fischio finale in modo assolutamente inconsueto: mentre la Ferrovia fischia sonoramente i giocatori all'uscita dal campo... a Benevento perde il Frosinone e il gol di Ceravolo tiene lo Spezia dentro i playoff visto che quel punticino pesantissimo mantiene lo Spezia a -14, appena sufficiente perchè non salti il preliminare. Un pomeriggio inglorioso che non finisce male e per lo Spezia l'ultima si chiama Vicenza contro un avversario praticamente retrocesso: se anche il Trapani dovesse perdere a Cesena, per tenere viva la speranza dei veneti nella rincorsa ai granata, la sconfitta dovrebbe arrivare con dieci gol di scarti

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