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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Gennaio - ore 22.09

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UN'ORA SENZA RISCHI, MA BASTA UN DETTAGLIO PER PERDERLA | Foto

Uno Spezia da battaglia concede una sola palla gol nel primo tempo ma va sotto su una giocata improvvisa con Hakimi che sorpende Provedel. Mani di Nzola in area dà a Lukaku il rigore della tranquillità. E' Piccoli a rendere meno amaro il passivo.

ora testa al derby
UN'ORA SENZA RISCHI, MA BASTA UN DETTAGLIO PER PERDERLA

La Spezia - INTER-SPEZIA 2-1
Marcatore: 6'st Hakimi, 25'st rig. Lukaku; 49'st Piccoli

INTER (3-5-2):
Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi (34'st D'Ambrosio), Barella, Brozovic (20'st Vidal), Gagliardini (1'st Sensi), Young (34'st Darmian); Lukaku (34'st Perisic), Lautaro Martinez. A disp. Padelli, Radu, Kolarov, Ranocchia, Eriksen. All. Antonio Conte.

SPEZIA (4-3-3):
Provedel; Vignali, Ismajli, Terzi, Bastoni; Mora (28'st Agudelo), Ricci, Deiola (28'st Maggiore); Acampora (45'st Mastinu), Nzola (34'st Piccoli), Gyasi (34'st Farias). A disp. Krapikas, Marchizza, Agoume, Bartolomei, Ferrer, Estevez, Erlic. All. Vincenzo Italiano.

Arbitro: Michael Fabbri di Ravenna
Assistenti: Villa-Scatragli
Iv Uomo: Aureliano
Var: Valeri
AVar: Demeo
Ammoniti: Brezovec, Nzola, Terzi
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
14.22 - Dire proibitivo è poco. Il coefficiente di difficoltà del match odierno è facilmente raccontabile attraverso due letture: quella delle quote dei bookmakers che quotano il successo dell'Inter a 1,20 e l'eventuale impresa aquilotta a 12; quella della panchina dell'Inter con dieci giocatori che sarebbero titolari in qualsiasi squadra di serie A, senza dimenticare chi nemmeno è stato convocato. Conte è alle prese con un tour de force che obbliga scelte come quelle di oggi che rivoluzionano le previsioni di formazione delle testate nazionali: che davano De Vrij e Bastoni verso un turno di riposo e che invece sono nell'undici di partenza, a differenza di Ranocchia e D'Ambrosio, "sicuri" titolari e invece in panchina. Niente da fare nemmeno sul ritorno di Arturo Vidal: c'è l'ex Gagliardini nel motor del centrocampo con Barella e Brozovic, un altro che non doveva giocare, almeno dall'inizio. Sui lati ci sono Hakimi e Young (e non Perisic), davanti le uniche certezze visto che non c'è alternativa: la coppia Lukaku-Lautaro, un duo stellare.

14.31 - Lo Spezia torna nel prestigioso palcoscenico della Scala del Calcio dopo la sconfitta nel match di ottobre contro il Milan. Mister Italiano fa i conti con le fatiche di mercoledì e, soprattutto, con la sfida infrasettimanale al Genoa, importantissimo scontro diretto che si terrà tra soli tre giorni. E schiera uno Spezia da battaglia con tanti volti nuovi, almeno 8 undicesimi rispetto al pareggio con il Bologna: In porta ci sarà Provedel con capitan Terzi che rientra al centro della difesa al posto della squalificato Chabot e al fianco di Ismajli, finalmente in campo dopo due mesi di problemi e naftalina. Riposo a Ferrer e Marchizza, che giocheranno nel derby, e sugli esterni toccherà ai due spezzini Vignali e Bastoni, un tempo centrocampisti e, con lo sbarco fra i prof, diventati terzini. In cabina di regia ci sarà Matteo Ricci con Mora e Deiola. In attacco ci sarà Nzola al centro, con Gyasi a destra e Acampora a sinistra in un ruolo che a tratti aveva già ricoperto lo scorso anno.

PRIMO TEMPO
Uno Spezia inedito, quasi sperimentale, da batttaglia, di sicuro. C'è tanto della squadra che lo scorso anno ha vinto i playoff della B e qualche novità praticamente assoluta, come quella dell'albanese Ardian Ismajli e l'eclettico Gennaro Acampora, che fu interista in gioventù e che agirà da ala mancina. L'Inter si mostra subito volitiva sull'asse Lautaro-Lukaku con tiro dell'attaccante belga disturbato dalla chiusura di Ismajli: minuto 3, i nerazzurri hanno saldamente in mano l'iniziativa, lo Spezia sembra più raccolto del solito, compatto difensivamente, attento soprattutto a non farsi sorprendere sbilanciati sulle tipiche folate 'contiane'. Che gran numero quello di Ashley Young che avrà anche 35 anni ma classe cristallina intatta: da manuale lo stop in movimento, da copertina la giocata personale con la quale al 9' punta e salta netto Vignali per poi cercare un diagonale molto interessante, mandato in corner dai polpastrelli di un attento Provedel: aveva davvero poco angolo per concludere, ma l'ex Manchester aveva trovato un colpo da maestro. La foga dell'Inter non si placa mai: lo Spezia non gestisce mai un possesso come è abituato a fare per la prima volta in stagione.

Un quarto d'ora di dominio nerazzurro, poi lo Spezia prende le misure.
Terzi su Lukaku, Ismajli su Lautaro sono le marcature provate in settimana con una consegna di base: cercare l'anticipo quando possibile per non farsi surclassare fisicamente. Lo Spezia ci mette 17 minuti ad uscire dal guscio e Acampora si procura una punizione che costringe Brozovic al giallo: la battuta susseguente di Deiola poteva essere sfruttata meglio. Tanti errori di misura e non solo da parte spezzina, anche l'Inter qualcosa sbaglia: Italiano ordina ai suoi di non concedere facilmente l'esterno e obbligare così Gagliardini e compagni a lavorare sulle trafficate vie centrali. E di fatto la squadra lo segue, disturbando un Inter che non riesce a costruire al meglio, chiusa nei tentativi dalla ben organizzata retroguardia dello Spezia che trova conforto dall'aiuto dei centrocampisti, soprattutto quel Luca Mora, due volte fondamentali in altrettante diagonali difensive. Hakimi non cede alle tentazioni sulle finte di Gyasi in una delle rare uscite corali dei bianchi, il Bastoni aquilotto corre invece una trentina di metri palla al piede ma quando giunge in zona interessante non ha le idee chiare su come rifinire e mette nel mezzo un tiro-cross che non serva a niente e nessuno.

Accorti e compatti, i bianchi chiudono il tempo senza subire troppo.
E' uno Spezia che piace perché sa stare in campo anche senza gestire la partita come ama fare e quando Ricci riesce ad uscire con la palla al piede c'è un Nzola disponibile al dialogo, ancorchè obbligato ad agire spalle alla porta da De Vrij, catechizzato a dovere dopo averlo visto furoreggiare contro il Bologna: il Bastoni in bianco si nota di più del più celebre omonimo e, se possibile, nel finale di tempo lo Spezia riesce ad alzare il pressing, allontanando il maggior numero di giocatori in maglia nerazzurra dall'area di rigore. Al 37' manovra decisamente bene lo Spezia con una delle prime personali di Acampora che, partendo da destra a piede invertito, converge verso il centro per libera il sinistro dal limite ma la conclusione non è all'altezza. Negli spiccioli finali la cronaca racconta di tanti duelli personali e uno scontro assolutamente fortuito ma doloroso quello fra Gagliardini e Ismajli che si contendono un pallone aereo, franando entrambi al suolo. Nessun tiro in porta che si possa definire tale, al di là della grande giocata di Young ma lo 0-0 è epilogo coerente con la prestazione globale dei ventidue.

SECONDO TEMPO
Staffetta annunciata quella fra Gagliardini e Sensi, a maggior ragione dopo la capocciata con Ismajli in chiusura di primo tempo: è la prima sostituzione della partita, di certo Conte ha l'imbarazzo della scelta almeno dalla cintola in giù. L'Inter passa con un guizzo, una giocata velocissima che coinvolge i suoi campioni finora abbastanza in ombra: lo stop di petto di Lukaku aziona Lautaro che vede e serve Hakimi, che brucia Mora e sorprende Provedel con un diagonale sul primo palo. E' il gol che Conte aspettava ben sapendo che il vantaggio cambia completamente le pressioni sul match: per i nerazzurri la partita si mette sui binari sperati e l'Inter potrebbe addirittura raddoppiarla subito quando Lautaro scatta sul filo del fuorigioco serve Sensi a rimorchio: la conclusione dall'altezza del dischetto del rigore a colpo sicuro trova la risposta d'istinto di Provedel ma Fabbri ferma il gioco per fuorigioco del medesimo Lautaro.

Mani in area di Nzola troppo evidente, l'Inter raddoppia su rigore.
La nota positiva di giornata? L'albanese Ismajli che gioca con esperienza e mestiere e dà una grande mano a capitan Terzi, al di là del gol subito, un episodio che coinvolge, non a caso, i fuoriclasse dell'Inter. La reazione c'è con i mezzi possibili ma c'è: il forcing successivo al guizzo di Hakimi qualcosa di buono produce grazie alle incursioni di Bastoni e Mora, collaboratori della stessa porzione di campo. Anche Ricci è salito in cattedra e una mano in più la dà anche se lo Spezia rimane sempre piuttosto lontana dall'area di rigore avversaria. Conte tradisce nervosismo che gli vale un cartellino giallo: fuori Brozovic, ecco Vidal, per un'altra staffetta annunciata. Al 14' l'altra svolta della partita la dà il Var che diagnostica un rigore solare per un fallo di mano di Nzola sul cross di Sensi: Lukaku non ha fatto una prestazione affatto memorabile ma dal dischetto non sbaglia, spiazzando Provedel. La partita virtualmente finisce qui ed Italiano pensa ancor più intensamente alla gara di mercoledì: fuori Mora e Deiola, tocca a Maggiore e Agudelo.

Solo un po' di zucchero all'ultimo respiro: gol della bandiera di Piccoli.
Per indole fisiologica, vorrebbe quanto meno riaprirla la squadra di Italiano ma il colpo di testa di Gyasi s'insacca quando l'attaccante è ben al di là dell'ultimo difensore: orgoglio Spezia, comunque vada e la solita girandola di cambi che riportano Acampora in mediana. Non smette di attaccare la squadra ospite, rifiata l'Inter con la triplice sostituzione decisa di Conte visto il doppio vantaggio. La partita scende di ritmo ma lo Spezia continua a giocare con nuovi interpreti ma stessa filosofia tattica: il colpo sotto di Bastoni innesca Acampora che non è manchevole di coraggio perché ci prova al volo con palla spiovente. Sono colpi complicatissimi e infatti la sfera finisce altissima. Il diagonale di D'Ambrosio dal limite trova pronto Provedel ma il canto del cigno è già partito da tempo: l'Inter ha già ampiamente messo in cassaforte la sesta vittoria consecutiva. La testa va a mercoledì, il cuore soffre come non mai perché con le grandi lo Spezia dura un'ora e va sotto grazie alla qualità degli altri: sui titoli di coda il gol di Piccoli che in spaccata anticipa tutti finalizzando alla perfezione il cross basso da sinistra del solito instancabile Simone Bastoni. Game over.

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