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Ultimo aggiornamento: Sabato 22 Settembre - ore 21.27

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UN MARZO DA FISCHI, FERMATI ANCHE DALL'ASCOLI

Partita nervosissima, lo Spezia cade nelle provocazioni: espulso Mora per una folle gomitata. Marilungo s'inventa il prezioso che tiene viva la speranza spareggi ma nel finale l'Ascoli trova un pari di rabbia con il neoentrato Lores Varela.

BOTTE E INSULTI, UNA PARTITACCIA
UN MARZO DA FISCHI, FERMATI ANCHE DALL'ASCOLI

La Spezia - SPEZIA-ASCOLI 1-1
Marcatore: 24'st Marilungo; 46'st Lores

SPEZIA (4-3-1-2)
Manfredini; De Col (23'pt Augello), Terzi, Giani, Lopez; Maggiore, Juande, Mora; Marilungo; Granoche (27'st Capelli), Forte (1'st Bolzoni). A disp. Di Gennaro, Capelli, Ceccaroni, Masi, Augello, Bolzoni, De Francesco, Palladino, Gilardino, Ammari. All. Fabio Gallo

ASCOLI (3-5-2)
Agazzi; Padella, Mengoni (17'st De Santis), Gigliotti; Mogos, Addae, Buzzegoli (12'st Lores), D’Urso, Pinto; Clemenza, Monachello. A disp. Lanni, De Santis, Martinho, Florio, Castellano, Kanoute, Baldini, Perri, Parlati, Ventola, Ganz. All. Serse Cosmi

Arbitro: Fabio Piscopo di Imperia
Assistenti: Marco Bresmes di Bergamo, Pasquale Cataldo di Napoli
Quarto uomo: Livio Marinelli di Tivoli
Ammoniti: Mora, Buzzegoli, Mogos, Addae, Capelli, Granoche
Espulso: al 41' Mora
Recupero: 4'(pt)
Spettatori: 5500 circa (1130 paganti + 4200 abbonati)
Incasso: 5.848+25.143

PRE-PARTITA
17.34 - Una sola vittoria nelle ultime 7 per lo Spezia, quell'effimero 3-0 alla Salernitana che doveva aprire un'altra primavera. Nelle altre sei giornate il bilancio è stato di 4 pareggi (tutti per 1-1) e 2 sconfitte. Niente Ascoli per Beppe Mastinu: gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione muscolare per il fantasista aquilotto; il calciatore ha già iniziato il percorso riabilitativo del caso. A finalizzare ci penserà Marilungo. Spezia che a cinque anni dalla scomparsa, ricorda Paolo Ponzo, amico, fratello, eroe aquilotto, per sempre parte dei nostri cuori e della storia dello Spezia Calcio, il cui pensiero accompagna in campo ogni sabato le Aquile, impresso su quella maglia candida da lui sempre onorata e rispettata.

17.50 - In campo la miglior difesa casalinga contro il quarto peggior attacco esterno: 9 soli gol subiti al “Picco” per i liguri, primato condiviso con Venezia e Parma; 12 sole marcature per i marchigiani, peggio hanno fatto soltanto Carpi con 7 reti, Spezia e Brescia con 11 a testa. L’Ascoli è la squadra cadetta 2017/18 che subisce il maggior numero di gol dopo la pausa tra primo e secondo tempo: 12 le reti incassate dai marchigiani dal 46’ al 60’ di gioco. Altra curiosità: gli ospiti hanno sempre subito gol nelle 10 partite di campionato disputate nel 2018, per un totale di 19 gol al passivo ed ultima gara chiusa a porta inviolata in occasione dell’1-0 a Brescia, 28 dicembre scorso.

PRIMO TEMPO.
Inizio vibrante da parte spezzina, lo impone un po' tutto: il fatto di giocare in casa, il brutto momento che dura ormai da un mesetto, la "forza" dell'avversario che a 30 punti è terzultimo in classifica. E poi l'eterno avversario Serse Cosmi, uno che dalle parti di Viale Fieschi ha pianto e goduto diverse volte. Tutto per cercare di riprendersi una vittoria e la fiducia di un ambiente deluso da un mese che invece di far volare ha affossato le speranze del gruppo allenato da Fabio Gallo. Spezia che, come detto, parte a tutta birra e già dopo 8' Juande, che sostituisce Bolzoni in mezzo al campo, recupera una palla vagante, lancia Granoche che in posizione decentrata prova a servire Forte nel mezzo ma Agazzi anticipa tutti. Due minuti soltanto per la prima vera occasione della gara: corre infatti il 10' minuto quando Forte, resiste alle ripetute cariche di due avversari, e una volta entrato in area calcia di forza, angolando benissimo il suo destro che incoccia il palo e torna in campo, prima di essere sparato lontano dai difensori ospiti. Lo Spezia è comunque padrone della scena e al 12' è Mora ad andare davvero vicino al gol con un proiettile terra aria su una seconda palla che arriva al limite che sfiora il legno, dopo una leggerissima deviazione di un difensore: di certo, se avesse inquadrato lo specchio, Agazzi non avrebbe potuto fare nulla. E' comunque l'incipit sperato contro un Ascoli che mira soltanto a non prenderle, almeno per quel che concerne i primi 20' della sfida.

De Col deve uscire per infortunio. Lo Spezia non è più quello d'inizio partita.
Al 22' finisce la partita di Pippo De Col che al termine di un inseguimento corpo a corpo con Pinto mette male il piede sinistro ed è costretto al forfait. Esce visibilmente rabbuiato e zoppicante il giocatore più impiegato della stagione e per Augello un'altra chance per dimostrare di essere all'altezza del compito. L'infortunio e la sostituzione spezzano un po' dell'iniziale creatività dei bianchi e l'Ascoli, vestito per l'occasione di un total orange, può respirare, spezzettando il gioco e allungando l'avversario. In un contesto di gara che potenzialmente sembra poter trascendere da un momento all'altro, l'arbitro Piscopo cerca di bloccare sul nascere i focolai di qualcuno: Marilungo e Mora che sulla sinistra dialogano alla ricerca della giocata, se la prendono più volte con alcuni fischi del direttore di gara imperiese ma è sotto il profilo delle idee che i bianchi sono venuti a mancare subito dopo quel bell'inizio di match. Numeri d'alta scuola quelli del 20enne Luca Clemenza, scuola Juve di grandissima prospettiva e compagno di Maggiore in under20, che si libera di due avversari con una finta e attacca lo spazio per vie centrali aprendo di fatto la mediana di casa e costringendo Mora ad un fallo tattico necessario. Raro il movimento senza palla e a difesa schierata diventa tutto più difficile per uno Spezia che non rischia neanche qualcosa da lontano.

Follia di Mora, gomitata a Pinto e Spezia in dieci.
Sulla mancina sale un po' di più Lopez nella speranza di trovare una buona volta il pertugio giusto per far passare un cross all'altezza giusta per due attaccanti d'area come Granoche e Forte, cui di certo non bisogna spiegare come si fa a gonfiare la rete. Finale in crescendo per le Aquile che collezionano una serie di corner che l'Ascoli riesce ad allontanare con buone scelte di tempo e marcature ferree: sull'attenzione e la tensione nervosa Cosmi è un maestro. Al 41' la partita trova il suo primo momento di svolta e per le maglie bianche non è davvero una bella notizia: sull'ennesimo calcio d'angolo tagliato nel mezzo Pinto segue la marcatura di Mora e lo cintura per ostacolarne il movimento (era successo minuti prima in modo ancor più plateale ma l'arbitro non vide), l'ex mediano della Spal risponde con una gomitata evidentissima su cui diventa difficile questionare: il rosso diretto è sacrosanto. Un duello che era iniziato praticamente dal primo minuto e che si risolve nel peggiore dei modi, pochi minuti prima del riposo con la svirgolata di Giani che esalta i riflessi di Manfredini, provvidenziale nel rincorrere una palla beffardamente diretta nell'angolo e smanacciata fuori praticamente sulla linea di porta. Granoche proverà con una torsione difficile un colpo di testa nel finale che quanto meno dice che lo Spezia è vivo. Nervosissimo ma vivo.

SECONDO TEMPO.
Orfano dell'espulso Mora, Gallo è obbligato ad un cambio durante l'intervallo: fuori un attaccante, l'irrequieto Forte, dentro un centrocampista, Bolzoni. Un 4-4-1-1 comunque di qualità quello che Gallo imposta da subito, chiaro che lo Spezia deve provare a riorganizzarsi e cambiare l'inerzia mentale della gara. Bisogna insistere a giocare al calcio, cercando di accelerare come fa molto bene al 7' Maggiore che brucia il diretto avversario sul primo passo e porge a Bolzoni una palla interessante sulla quale però l'ex interista arriva tutto storto: facile intuire il pessimo impatto sulla palla. La chiave tattica che può alterare la storia di questa partita non può che arrivare dalla corsia di sinistra dove Lopez mostra una grinta d'altri tempi: avrà anche il suo bel da fare a non lasciare spazi ai prevedibili attacchi dell'Ascoli, ma l'uruguayano ogni volta che può si mette a far chilometri, di buzzo buono. A lungo andare però qualcosa di più dovrà concederselo Augello dalla parte opposta dove i bianchi hanno smesso di giocare dopo il forfait di De Col.
In dieci contro undici, preziosa la calma olimpica con cui Juande gestisce ogni pallone, tanto quanto la voglia di fare pressing di un Granoche che va ben oltre le 35 primavere. Con l'ingresso di Lores per Buzzegoli, l'Ascoli passa al 4-3-1-2: a questo punto della gara, con calma e superiorità numerica, Cosmi vuole credere nella vittoria e prova a costruire un'ultima mezz'ora per sbancare il "Picco" come già gli era riuscito in passato.

Cosmi ci crede ma capitan Mengoni deve uscire. E l'avvitamento di Marilungo è da manuale.
Il tecnico di Perugia fa bene a provarci visto che la squadra risponde subito agli impulsi e ha i calciatori giusti per attaccare lo Spezia sulla velocità. Al 14' capitan Mengoni lascia le retrovie per andare a saltare di testa, sfiorando il montante: sarà l'ultima palla toccata dal leader dell'Ascoli che per problemi muscolari chiederà il cambio di lì a poco: al suo posto De Santis. Finirà invece più lontano dallo specchio l'incornata di Granoche sul lob di Marilungo ma l'arbitro lo aveva già pescato in posizione di fuorigioco. Dopo un'ora tutto sommato a ritmi accettabili, le squadre sembrano patire un po' di stanchezza e per lunghi minuti la gara perde d'interessa, contesa, relativamente, nei reticolati dei centrocampo. E' chiaro che ci vorrebbe un lampo, l'iniziativa estemporanea di qualcuno che decida di cambiarla sta partita. Questo agognato qualcuno ha un nome e un cognome al minuto 24: stupendo l'avvitamento con cui Guido Marilungo dimentica i centimetri e anticipa tutti per una torsione con zuccata perfetta che spedisce la palla all'angolino.
Settimo sigillo in campionato per l'ex sampdoriano che si fa quasi tutto il campo per andare ad esultare con la curva di casa, spronandola a dare tutto fino alla fine. Gallo si copre ancora di più, rinuncia a Granoche per inserire Capelli ed aumentare i presidi durante le mischie finali mentre Cosmi toglie Ganz dalla naftalina e gli chiede il gol che salverebbe la faccia ad una squadra che non ci ha mai provato davvero, malgrado gli episodi fossero tutti favorevoli.

L'Ascoli se la gioca fino alla fine. E Lores Varela trova l'1-1.
Venti minuti al cardiopalma, facile intuire che l'Ascoli metterà alle corde uno Spezia in dieci e praticamente senza più un attaccante di ruolo sul terreno di gioco. Tre attaccanti stabilmente dentro l'area di rigore, con Pinto, D'Urso e Clemenza alla ricerca disperata di un buchetto dove farla passare: inutile optare per i traversoni contro uno Spezia sembra molto ben piazzato nella fase aerea, Cosmi chiede giocate sul breve, allargando l'avversario e provandolo a colpire coralmente, con la palla a terra. La sassate di Addae fa un certo effetto, fortunatamente muore sui cartelloni pubblicitari alle spalle di Manfredini ma lo Spezia non riesce a far possesso e Monachello al 39' si divora il gol del pari, colpendo tutto solo di testa così debolmente da consegnare la palla ai guantoni del portiere spezzino. Spiccioli di tempo regolare ancora caratterizzati dalle polemiche che l'arbitro seda sventolando cartellini un po' a tutti: allo Spezia che perde tempo, all'Ascoli che usa mezzi poco ortodossi in ogni duello. Una miriade di difensori in campo ma niente può lo Spezia al 46' sulla staffilata di Lores Varela che passa tutte le gambe possibili fino ad arrivare a Manfredini che riesce ad intuire ma non a cambiarne del tutto la direzione. Finisce con focolai di risse e un faccia a faccia fra Cosmi e Gallo: al tecnico dello Spezia non è andato giù un pallone messo fuori e mai restituito. Ma è soprattutto il risultato finale, un altro capitolo che distacca gli aquilotti dalla caccia grossa.

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