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Ultimo aggiornamento: Martedì 06 Dicembre - ore 15.00

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UBRIACARSI AL BARBERA E VOLARE AL SAN PAOLO | Foto

Grande impresa dello Spezia che riesce a fare come un anno fa all'Olimpico, pur senza mezza squadra. Primo tempo dominato dai giovani aquilotti. Il Palermo esce solo nel finale ma ai rigori si esalta il portierone. A Napoli l'11 gennaio.

UBRIACARSI AL BARBERA E VOLARE AL SAN PAOLO<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/Palermo-Spezia-4-5-ancora-un-impresa-di-2148_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>
La Spezia - PALERMO-SPEZIA 4-5 d.c.r.
Rigori: Diamanti (P) gol - Sciaudone (S) goal - Hiljemark (P) gol - Okereke (S) gol - Aleesami (P) gol - Piu (S) gol - Quaison (P) gol - Galli (S) parata - Balogh (P) parato - Chichizola (S) gol - Goldaniga (P) alto - Migliore (S) gol.

PALERMO (4-3-2-1)
Fulignati; Rispoli, Goldaniga, Vitiello, Pezzella; Hiljemark, Gazzi, Bouy (28'st Aleesami); Sallai, Lo Faso (19'st Diamanti); Quaison. A disp. Posavec, Andelkovic, Chochev, Balogh, Diamanti, Jajalo, Nestorovski, Morganella. All. De Zerbi.

SPEZIA (3-4-1-2)
Chichizola; De Col, Valentini N., Ceccaroni; Galli, Deiola, Vignali, Migliore; Mastinu (13'pts Sciaudone); Cisotti (28'st Okereke), Baez (26'st Piu). A disp. Fontana, Valentini A., Candela, Crocchianti, Maggiore, Barbato, Suleiman, Demofonti. All. Di Carlo.

Arbitro: Aureliano (Bologna)
Assistenti: Longo-Fiore
Quarto Ufficiale: Di Paolo
Ammoniti: Lo Faso, Galli, Vitiello, Quaison
Espulso: 113'sts Vitiello
Recupero: 0'(pt), 3'(st), 1'(pts), 1'(sts)

PRE-PARTITA
14.30 - Poca affluenza di pubblico per assistere alla gara Palermo-Spezia, valida per il 4° turno di Coppa Italia. Sfida fra giovanissimi, quelli del disperato Palermo di De Zerbi, che in campionato ha giocato molto meglio di quanto abbia incassato punti, e quelli dello Spezia, che stanno crescendo a vista d'occhio. Piccola grande prova per Juri Cisotti, da oltre un anno ai margini del calcio professionistico ma curiosamente in campo dall'inizio, viste le molteplici defezioni del reparto avanzato. De Zerbi confermato da Zamparini che sceglie di andare in controtendenza rispetto al passato scegliendo di "uscirne insieme".

14.45 - Lo Spezia è arrivato fino a qui dopo aver battuto Modena e Udinese, il Palermo a fine agosto si è invece sbarazzato del Bari. Fa freddo in Sicilia, forte vento che arriva da nord-ovest, terreno in perfette condizioni. In uno stadio semi-deserto, tanti i bambini delle scuole del capoluogo siciliano presenti. Il Palermo, reduce da una striscia negativa record e fanalino di coda della massima serie, vuole tornare al successo: un test anche per lo stesso De Zerbi che, forte di contratto fino al 2018 e di una clausola d'esonero che prevederebbe un cospicuo rimborso, cerca segnali dai propri calciatori. L'ex condottiero del Foggia si affida ai talentuosi Quaison e Hiljemark, e all'esperienza di Gazzi e Vitiello. Centoventidue i tifosi spezzini che hanno scelto di esserci: un grande plauso a loro. Senza l'ex Terzi, il capitano dello Spezia è il centenario Francesco Migliore.

PRIMO TEMPO.
Alla ricerca di un altro "sacco" dopo quello di... Roma e la mezza impresa del Friuli. Al cospetto di un Palermo disperato, con il tecnico ad un passo dall'esonero, salvato più dai fitti impegni del calendario che dalla convinzione, un po' come accadeva giusto un anno fa ad un certo Garcia, tecnico dei capitolini, esonerato poi un mese più tardi. E' uno Spezia che arriva alla gara con più problemi di un anno fa, almeno sotto il profilo delle alternative: Di Carlo ne approfitta per testare per la prima volta la difesa a tre, gettando nella mischia Ceccaroni, rispolverando dal dimenticatoio addirittura quel Juri Cisotti che arrivò due estati fa ed è reduce da annate sfortunate a Rjieka e Vicenza e pure da un grave infortunio. E se in principio sono i rosanero a fare la gara, ben presto sono invece gli aquilotti ad uscire fuori dal guscio. I siciliani usano tanta orizzontalità, quasi tutti i calciatori toccano la palla, secondo il credo di De Zerbi, uno alla Bjelica, per come intende il modo di fare football. I bianchi invece sono soldatini dicarliani: raccolti in un fazzoletto nella fase difensiva e pronti a ripartire in velocità, sperando di sfruttare qualche problema di amalgama che potrebbero avere i padroni di casa, così infarciti di novità.

Spezia compatto e attento: Di Carlo formato Roma.
Dopo dieci minuti di studio, sono proprio i liguri a mostrarsi pericolosi, nel modo più classico del credo tattico di Di Carlo: Vignali e Deiola agiscono nella zona nevralgica e molti dei destini di questa gara sono proprio nelle loro scelte, nella loro precisione, nel coraggio di passare celermente dalla fase di rottura a quella della ripartenza. E guarda caso su una verticalizzazione improvvisa, scelta su cui il tecnico sta insistendo da tempo soprattutto sui giovani centrocampisti fatti in casa, trova Baez pronto all'aggancio, ma Fulignati in uscita bassa anticipa l'attaccante uruguaiano proprio al momento della conclusione. Un minuto dopo ci prova Vignali dalla distanza, ma la sfera termina sul fondo alla destra della porta rosanero. E' uno Spezia stile Olimpico, corto, corale, poco incline ai rischi e desideroso di tenere la gara in bilico sino alla fine senza concedere conclusioni facili ad una squadra che in campionato ha segnato solo 10 gol, risultando il secondo peggior attacco dopo quello dell'Empoli. Mastinu con licenza di svariare, fa il ruolo che predilige e riesce a dare un po' di qualità: i siciliani dietro hanno amnesie paurose e basterebbe crederci un po' per fare male.

Cisotti mette i brividi al Palermo. Spezia padrone dell'iniziativa.
La prima grande occasione del match capita allo Spezia e non per caso: al minuto 26 Deiola sfonda sulla sinistra, scarica su Baez, bravo a difendere la sfera spalle alla porta, portare a spasso due avversari e servire Cisotti in posizione di centro-boa: braccato da Vitiello il piccolo centravanti di Tolmezzo è comunque abile col piede perno e concludere col destro, senza riuscire a chiudere come vorrebbe: palla a lato, a Fulignati battuto, ma per Di Carlo sono ottimi segnali. Il Palermo sbaglia tantissimo, non ha cambio di passo, pare quasi rassegnato ad una gara depressa, lo Spezia prende coraggio e tenta di appropriarsi del pallino del gioco: è proprio il tecnico ad infondere fiducia ai suoi, chiedendo di giocare con la palla a terra, anzichè optare sempre per il lancio a scavalcare vista la statura del suo attacco. E così da un calcio d'angolo ben tagliato in area Valentini non riesce a dare forza alla sua incornata volante, mentre Lo Faso, palermitano doc, colpisce malamente da una ventina di metri. I bianchi si rendono conto dell'opportunità e ci credono: al 38' destro al volo di Migliore dal limite, ma Fulignati lo rimanda in corner, un minuto dopo Aureliano annulla il gol di Cisotti, partito in evidente posizione irregolare. Poi è ancora Valentini a provarci di testa.

SECONDO TEMPO.
A caccia dell'impresa, l'ennesima di Coppa. La fragilità del Palermo suggerisce di provarci ma è anche vero che basta un calo per subire: al 7' una delle rare sortite avanzate porta alla conclusione di Pezzella, destinata sul fondo, che Chichi comunque blocca. Col baricentro più avanti, la squadra di De Zerbi riequilibra l'incedere del match, non più totalmente nelle mani degli ospiti: in uno scambio in velocità, Sallai arriva alla conclusione ma Ceccaroni ha perfetto tempismo per murare il tiro. Applausi per Baez, picchiato per tutta la partita, che riconquista una palla, si fa quaranta metri palla al piede ma perde l'attimo per il tiro, raggiunto dal ritorno di Vitiello. De Zerbi pesca Alessandro Diamanti dalla panchina e passata l'ora di gioco lo butta in campo in luogo dell'abulico Lo Faso (classe '98, maturerà), ben arginato da Deiola e Vignali: al mancino dell'ex fantasista della Nazionale il compito di inventare, letteralmente, qualcosa per passare il turno. Cisotti sembra esausto, ma Di Carlo prima rinuncia anzi a Baez, autore stavolta di una prova matura, per inserire Piu: per l'uruguayano finalmente una prova all'altezza della categoria, anche se in B probabilmente sono gli spazi a mancare, quelli di cui oggi a tratti ha potuto godere. Questione di minuti perché uscirà anche il tolmezzino per Okereke.

Squadre stanche, Chichizola doma una punizione di Quaison. Poi due volta Sallai sfiora il gol.
La cronaca si inaridisce, i ritmi si abbassano ulteriormente, la girandola delle sostituzioni consegna un nuovo spartito che potrebbe, a questo punto, sconfinare nell'extra-time. Con cinque difensori, perché Migliore e Galli nell'ultima fase retrocedono spesso all'altezza dei compagni di reparto, Di Carlo a questo punto vuole arrivare al 90' e giocarsi eventualmente tutto ai supplementari. E se al 31' un colpo di testa di Ceccaroni sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla destra battuto da Galli non trova lo specchio, anche la fatica inizia a sentirsi. Quaison prova a risolverla su punizione ma ci vuole altro che una performance pulita per bucare Chichizola a cui basta allungarsi per mandare in corner. Tutto sembra andare nella direzione del pareggio con appendice ma al 42' lo Spezia se la vede veramente brutta: questa volta Sallai dal limite dell'area ha la biglia che vale il passaggio ma la sua botta secca termina sul fondo alla destra di un Chichizola questa volta probabilmente battuto. Diamanti, dopo un ingresso da comparsa, inizia a scodellare al centro cross su cross, lo Spezia con la difesa a cinque, si scopre intimorito e il Palermo poco dopo si dispera di nuovo, prima sulla paratona di Chichizola poi sul tap-in sprecato dal solito Sallai che ancora una volta non prende la porta di un nulla. L'ultimo brivido lo porta Diamanti che da mattonella defilata sceglie un coraggioso diagonale ad effetto che attraversa lo specchio e si accomoda sul fondo.

PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE.
Il calcio oltrechè di gambe, vive anche di convinzioni e di reazioni cerebrali. Al cospetto di un Palermo che per salvarsi dovrà fare cose enormi nel mercato di gennaio, è più per responsabilità dello Spezia che non per chissà quali meriti dell'avversario che il leit-motiv della partita è mutato. Ora i siciliani sfruttano l'inerzia, attaccano con forza e Diamanti dopo 3' butta al vento un grande assist di Sallai: palla sull'esterno della rete su conclusione a botta sicura. Continua a premere il Palermo, ma Hiljemark calcia alto mentre Okereke gioca talmente da solo da incespicare sul pallone con due compagni liberissimi: a livello di serie B non esiste. Gara aperta ad ogni epilogo perché con i crampi si allungano i reparti e sulle autostrade contano i dettagli: all'11' cross velenoso di Migliore dalla sinistra, ma Fulignati in uscita alta anticipa Okereke, pronto alla deviazione aerea. Problemi per Gazzi, rimane in campo solo perchè De Zerbi ha finito le sostituzioni; bene Mastinu, gara importante per uno che mesi fa giocava nei campetti di serie D, la sua gara finisce qui: dentro Sciaudone, cum grano salis, visto che sabato arriva il Frosinone mentre il primo tempo supplementare si conclude con la parata a terra di Chichizola sulla solita punizione dal limite di Diamanti.

SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE.
Le mani sul viso sono quelle di Francesco Migliore che al 106' avrebbe sul piede un gol storico: manca di precisione il velocipede aretino a tu per tu con il provvidenziale piede di Fulignati mentre nel gelo del "Barbera" si sentono nitidi i cori degli indomabili tifosi giunti dal Golfo. Poi lo Spezia pasticcia nel tentativo di evitare un calcio d'angolo: così il Palermo rischia di trovare il vantaggio ma Sallai, ancora una volta, non riesce a dare qualità al suo tiro. Spiccioli di gara, rosanero in dieci per un'entrata paurosa su Okereke da parte di Vitiello, ammonito pochi minuti prima dopo una gara di calcioni a chiunque passasse dalle sue parti. Fatica a parte, ci sarebbero le condizioni per portare a casa questa vittoria ma sugli ultimi tentativi è la componente lucidità che viene a mancare, il che ci consegna l'adrenalina casuale dei calci di rigore.

CALCI DI RIGORE.
Il passaggio al prossimo turno si deciderà ai calci di rigore. Sul dischetto va Alessandro Diamanti, primo rigorista dei rosanero, che calcia con sicurezza mandando Chichizola dalla parte opposta. Sciuadone lo imita, scegliendo lo stesso angolo e battendo Fulignati. Chirurgico Hiljemark nella battuta che vale il 2-1 anche se Chichizola intuisce. Decisamente sicuro Okereke che nonostante i 19 anni non si fa prendere dalla paura, segna e mostra il cuore ai tifosi. Sotto la traversa, imparabile, Aleesami ma Piu pareggia il conto calciando alla destra del portiere. Tutte ottime esecuzioni. La calcia nel mezzo Quaison, spiazzando Chichi, cosa che non riesce a Galli, respinto dal portiere. Sembra finita ma Chichizola ipnotizza Balogh per poi andare lui a calciare, senza peraltro sbagliare. Il Palermo sul 4-4 ha un altro match point ma Goldaniga spara alto sopra la traversa e capitan Migliore si prende la palla più pesante. Quella che vale il gol che ci manda tutti al San Paolo. Ancora una volta, lo Spezia brinda in Coppa facendo fuori una grande e compiendo un'impresa ancora più grande rispetto all'Olimpico vista la giovane età di chi ha giocato, le assenze e il periodo particolare dell'avversario. Un grande pomeriggio per Di Carlo e il centinaio di fedelissimi che, orfani di tutti quelli che erano tre anni fa a San Siro e lo scorso anno all'Olimpico, evidentemente ancora una volta ci hanno visto giusto.
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