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Tredici anni di differenza, ma pur sempre bandiere

Spezia-Livorno è anche Maggiore e Luci, lo spezzino e il livornese (adottivo) uno di fronte all'altro in mezzo al campo. Uno chiuderà in amaranto la carriera, l'altro è pronto a spiccare il volo per altri palcoscenici.

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Tredici anni di differenza, ma pur sempre bandiere

La Spezia - La voglia di rimanere anche dopo il calcio, la voglia di spiccare il volo per vedere un altro calcio. In ogni caso bandiere, per sempre. Spezia-Livorno è anche l'incrocio di due che a vederli in distinta sanno ancora di calcio di qualche decennio fa, quando i calciatori igt erano la norma. Niente Wyscout per studiarti da casa o dall'ufficio l'ala sinistra del De Graafschap o il centravanti del Breidablik, i ragazzi si andavano a vedere di persona e pescarli a due passi da casa era decisamente più comodo. Oggi vedere gli spezzini nello Spezia e i livornese nel Livorno è meno scontato, anche in provincia e anche in serie B. Così Giulio Maggiore da una parte e Andrea Luci dall'altra sono già un racconto.
Decima stagione in amaranto per il toscano, quarta per il nostro. Il primo però di anni ne ha fatti 34 il marzo scorso negli stessi giorni in cui il collega centrocampista ne faceva 21. E allora non stupisce che uno abbia 319 presenze con la stessa maglia e l'altro ancora 95, con la prospettiva di chiudere a cento entro la fine dell'anno solare. In proporzione quelle di Maggiore sono tantissime, possibili solo se hai esordito a 18 anni a sei mesi lasciando subito il segno. Così fu che Mimmo Di Carlo lo buttò dentro per necessità a settembre del 2016 e un anno dopo era il classe 98 con più presenze da professionista insieme a Locatelli del Milan.

Luci invece è arrivato a 25 anni al Livorno e non se ne è più andato. Serie B, serie A ma anche Lega Pro, comunque lì con la fascia sul braccio. Piombinese di nascita ma ormai labronico di adozione, operazione fedeltà a cui il pugno chiuso fatto alla curva del Verona in una partita di qualche anno fa ha contribuito non poco. Contratto fino al 2020 firmato due anni fa con l'intenzione espressa di chiudere la carriera senza più cambiare.
Giulio invece ha ancora tre anni e mezzo di accordo, ma questo pare essere davvero l'anno buono per il salto di qualità. La chiamata nell'under 21 azzurra è storia e chiude il cerchio della "Generazione Ferdeghini": da quando esiste il centro sportivo di Melara targato Social Sport lo Spezia ha mandato almeno un ragazzo in ogni rappresentativa giovanile a livello nazionale. A lui ha aperto a nuove prospettive, insomma la serie A è ora o mai più nel caso si confermasse ai livelli di questa prima parte di campionato. A giugno sarà lui l'uomo mercato.

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