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Tessera del Tifoso/Frione: "Io non vorrei farla, il calcio ormai è business"

La Spezia - La Tessera del Tifoso fa discutere. Tante e variegate nei commenti sono le mail dei lettori che vi proporremo come di consueto nel nostro magazine di sabato. E' un tema che, per chi segue e ama il calcio, non poteva che far riflettere, anche se le posizioni non sono così scontate. E non tutti demonizzano la tessera, ma si chiedono semmai le possibili contraddizioni che in essa si possono trovare.
In molti ci hanno chiesto un interrogativo semplice: la Tessera del Tifoso è necessaria in caso di volontà di abbonarsi. E' necessaria per chi vuole seguire la propria squadra in trasferta nel settore ospiti. Non è obbligatoria invece per chi va in trasferta in un altro settore. Alla fine, mescolando le eventuali tifoserie, non esiste un rischio ancora maggiore?

Su questo nuovo strumento emanato lo scorso gennaio dal Ministero degli Interni Cds ha voluto ascoltare il parere di Marco Frione, di chi cioè nasce Ultras e da quasi trent'anni segue la propria squadra di calcio, attraversando le generazioni del tifo.
Dagli anni '80 è cambiato molto nel sistema calcio, tanto più nella vita di curva:

"Il calcio è diventato business e la Tessera del Tifoso è il risultato di una legge che fa spendere tanti soldi in più ma che non sposta le cose. Chiaro, il calcio è cambiato, chi segue questo sport anche. Personalmente non vorrei farla. Innanzitutto perchè considero la tessera del tifoso una scusa per rimpinguare le casse. In secondo luogo perchè non sposta niente ma limita la voglia di seguire la propria squadra di calcio. Stadi più vuoti e meno calore. Fosse per me, per come l'ho sempre pensata, non la farei ma so che altri la pensano diversamente".

Eppure ai biglietti nominali si sono abituati un po' tutti.
"E' una cosa un po' differente. Il fatto è che di fronte ad un'imposizione del genere ci sono due tipi di atteggiamenti: o si rinuncia ad andare oppure chi è senza e vuole comunque seguire la sua squadra rischia. E come sempre a rischiare alla fine si è in pochi, quindi il risultato è che il seguito nelle trasferte si ridurrebbe drasticamente".

In conclusione, che cosa fare?
"Faremo una riunione di curva per capire il pensiero di tutti. Ma il discorso è ampio: per tutta la stagione abbiamo portato striscioni ovunque, non è mai successo nulla. All'ultima giornata, quella della promozione, avevamo preparato una coreografia che non ci è stato permesso di fare. Motivi oscuri, nulla di offensivo ma questo è il momento".
Mercoledì 30 giugno 2010 alle 18:31:34
FABIO LUGARINI
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